addio alla classica villeggiatura

Vacanze sempre più care, gli italiani si ingegnano con diversi cambiamenti. Quanti restano a casa

Nei primi mesi del 2026 sarebbero stati erogati circa 170 milioni di euro in prestiti destinati alle ferie

Vacanze sempre più care, gli italiani si ingegnano con diversi cambiamenti. Quanti restano a casa

Le vacanze degli italiani non sono finite, ma sono diventate più corte, frammentate e attente ai costi. L’aumento dei prezzi di trasporti, alberghi e servizi turistici sta infatti modificando abitudini consolidate: meno settimane trascorse nella stessa località, più soggiorni brevi e partenze distribuite tra giugno e settembre.

Voli e alberghi pesano sempre di più

Rispetto al 2016, secondo un’elaborazione basata sui dati Istat, i voli nazionali risultano rincarati di oltre il 190%, quelli europei di circa il 187% e i traghetti di oltre il 90%. Le camere d’albergo costano quasi il 70% in più, mentre sono aumentate anche le spese quotidiane per ristoranti, alimentari, stabilimenti e attività ricreative.

Per molte famiglie il problema non è quindi soltanto raggiungere la destinazione, ma sostenere il costo complessivo del soggiorno.

Agosto non è più l’unica scelta

Il mese simbolo delle ferie italiane perde progressivamente terreno. Crescono le partenze a luglio e settembre, periodi nei quali è più facile trovare prezzi inferiori, meno affollamento e temperature più gradevoli.

Secondo le diverse indagini sul turismo estivo, una quota crescente di viaggiatori anticipa o posticipa le ferie proprio per evitare le settimane centrali di agosto, tradizionalmente le più costose.

Più soggiorni brevi e meno estero

La lunga villeggiatura viene spesso sostituita da vacanze di tre o quattro notti, weekend prolungati o più partenze distribuite nell’arco dell’estate. Anche quando il totale dei giorni di ferie resta simile, diminuisce la durata del singolo viaggio.

Si riduce inoltre la quota di italiani diretti all’estero. A frenare sono soprattutto il costo dei voli e l’incertezza internazionale, mentre acquistano peso le destinazioni italiane raggiungibili in auto o in treno.

Boom delle case vacanza

La casa vacanza è diventata una delle formule preferite: permette di dividere il costo tra più persone, cucinare autonomamente e limitare la spesa per ristoranti e servizi alberghieri.

Nel 2026 questa soluzione raccoglie quasi il 27% delle preferenze. Hotel, bed and breakfast e agriturismi restano centrali, ma vengono scelti con maggiore attenzione alla tariffa e alla flessibilità della prenotazione.

Quasi 1.000 euro prima delle spese sul posto

La spesa media prevista per trasporto e alloggio è di circa 939 euro a persona, senza considerare pasti, spiagge, escursioni e divertimenti. Per una famiglia di quattro persone significa avvicinarsi a 3.800 euro ancora prima delle spese quotidiane.

Alcuni italiani arrivano anche a finanziare il viaggio: nei primi mesi del 2026 sarebbero stati erogati circa 170 milioni di euro in prestiti destinati alle vacanze. Il fenomeno rimane limitato, ma mostra quanto le ferie siano diventate una voce rilevante del bilancio familiare.

Gli italiani non rinunciano: si adattano

La voglia di partire rimane alta: circa sette italiani su dieci prevedono almeno una vacanza estiva. A cambiare è il modo di organizzarla.

Si prenota con più cautela, si scelgono periodi meno costosi, si riducono i giorni e si preferiscono mete vicine. La vecchia villeggiatura di agosto lascia così spazio a un’estate più flessibile, costruita intorno alle possibilità economiche delle famiglie.

Chi resta a casa

La voglia di partire resta forte, ma una quota molto ampia della popolazione non farà una vera vacanza. Le stime cambiano in base al metodo utilizzato: Ipsos Doxa rileva che il 72% prevede almeno una partenza, lasciando quindi circa il 28% senza vacanze; l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori adotta invece una definizione più restrittiva e stima che partirà soltanto il 44% degli italiani. In questo secondo scenario, oltre una persona su due resterà a casa o si limiterà a brevi visite da amici e parenti.

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Vacanze a casa

A frenare sono soprattutto costo della vita, prezzi dei trasporti e degli alloggi, ma anche l’incertezza economica. Il divario tra le rilevazioni dipende dal fatto che alcune considerano vacanza anche una sola notte fuori casa, mentre altre misurano soltanto i soggiorni estivi veri e propri.