«Il Friuli Venezia Giulia è una regione straordinaria, capace di offrire al visitatore un’esperienza unica nel giro di pochi chilometri. Oggi voglio accompagnarvi in un viaggio che parte da Trieste e arriva fino alle Dolomiti Friulane, attraversando paesaggi, tradizioni e sapori che raccontano l’anima della nostra terra.»
Lo ha dichiarato Mirko Martini (Consigliere Comunale Trieste – Noi Moderati), intervenendo a Aria Pulita, programma condotto da Simona Arrigoni sul circuito nazionale Netweek .
Puoi rivedere la puntata sul sito www.telecity.it e sul profilo YouTube @TelecityNetweek.
«Il viaggio non può che iniziare da Trieste, una delle città più affascinanti d’Europa. Il Castello di Miramare, affacciato sul Golfo, rappresenta uno dei simboli della città e racconta il legame tra Trieste e la storia dell’Impero asburgico. Poco più in alto sorge il Santuario di Monte Grisa, luogo di spiritualità ma anche uno dei punti panoramici più suggestivi dell’intero Adriatico, dal quale lo sguardo abbraccia il mare, il Carso e la città.
Raggiungere Trieste è oggi semplicissimo. Grazie al Trieste Airport, collegato direttamente con la rete ferroviaria nazionale e con numerose destinazioni italiane ed europee, il nostro territorio è sempre più accessibile. Una volta arrivati, i visitatori trovano una città sicura, ordinata e accogliente, che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita importante del turismo grazie agli investimenti realizzati dall’Amministrazione comunale. La sfida di oggi è governare questa crescita in modo intelligente, distribuendo i flussi turistici durante tutto l’anno e valorizzando anche i quartieri e le realtà meno conosciute, affinché i benefici del turismo ricadano sull’intero territorio.»
Martini si sofferma poi su una delle eccellenze regionali.
«Dal mare ci si sposta in meno di un’ora tra le dolci colline del Collio, uno dei territori vitivinicoli più prestigiosi d’Europa. Qui l’enoturismo rappresenta un autentico motore di sviluppo. Le cantine accolgono visitatori provenienti da tutto il mondo per degustare vini di assoluta eccellenza. Tra i bianchi spiccano la Ribolla Gialla, simbolo del territorio, il Friulano, la Malvasia Istriana, il Pinot Grigio, il Pinot Bianco, il Sauvignon Blanc e lo Chardonnay, tutti caratterizzati da eleganza, freschezza e straordinaria mineralità. Accanto ai bianchi trovano spazio anche grandi rossi come il Merlot, il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon e il Refosco dal Peduncolo Rosso, che completano un patrimonio enologico conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.»
Il consigliere conclude il viaggio nelle montagne del Friuli Venezia Giulia.
«Proseguendo verso nord si raggiungono le magnifiche Dolomiti Friulane, patrimonio mondiale UNESCO, uno dei luoghi più incontaminati dell’arco alpino. Qui si erge il celebre Campanile di Val Montanaia, un imponente monolite di roccia alto quasi 300 metri, considerato uno dei simboli dell’alpinismo mondiale e tra le guglie più spettacolari delle Dolomiti. È un paesaggio che racconta la forza della natura, il silenzio della montagna e l’identità più autentica del nostro territorio.»
Infine Martini richiama una delle tradizioni gastronomiche più autentiche del Friuli.
«Ogni viaggio si conclude a tavola. Per questo oggi porto il Pestìth, uno dei piatti più rappresentativi della tradizione di Casso, nel comune di Erto e Casso. È una preparazione antichissima che nasce dalla sapienza della cucina contadina: viene realizzato con rape e foglie di rapa lasciate fermentare e macerare per diversi mesi, fino a sviluppare il caratteristico sapore intenso e leggermente acidulo. Successivamente il composto viene cotto lentamente fino a ottenere una crema verde densa e vellutata. Tradizionalmente il Pestìth viene servito con polenta grigliata e si abbina perfettamente anche al musetto, dando vita a uno dei piatti più autentici della gastronomia friulana, espressione di una cultura capace di valorizzare ingredienti semplici attraverso tecniche di conservazione tramandate da generazioni.»
Martini conclude:
«Il Friuli Venezia Giulia è una terra unica: in poco più di un’ora si passa dal mare alle colline del vino, fino alle montagne più spettacolari d’Europa. È una regione dove convivono culture latina e mitteleuropea, dove storia, paesaggio, ricerca scientifica, gastronomia e tradizioni si fondono in un patrimonio straordinario. È questo il territorio che vogliamo continuare a valorizzare: una regione aperta al mondo, capace di attrarre turismo di qualità e di trasformare la propria identità nella più grande ricchezza per il futuro.»