Privacy digitale

L’intelligenza artificiale vedrà e ascolterà tutto tramite i nuovi occhiali di Meta

L'azienda di Facebook, Instagram e Whatsapp sperimenta smart glasses capaci di analizzare continuamente immagini e suoni per assistere l'utente, ma il progetto solleva dubbi su riservatezza e protezione dei dati

L’intelligenza artificiale vedrà e ascolterà tutto tramite i nuovi occhiali di Meta

Meta sta lavorando a una nuova generazione di occhiali intelligenti dotati di intelligenza artificiale in grado di osservare e ascoltare costantemente ciò che accade intorno all’utilizzatore. Secondo le indiscrezioni, il sistema scatterebbe immagini a intervalli regolari e acquisirebbe l’audio ambientale per creare una sorta di memoria digitale, consultabile attraverso l’AI.

L’obiettivo è consentire agli utenti di recuperare informazioni su conversazioni, luoghi visitati o oggetti osservati durante la giornata, trasformando gli smart glasses in un assistente personale sempre disponibile.

Zuckerberg punta sugli smart glasses

Il progetto rientra nella strategia illustrata dal fondatore di Meta, Mark Zuckerberg, che immagina dispositivi capaci di accompagnare l’utente durante tutta la giornata, aiutandolo a ricordare informazioni, organizzare attività e raggiungere i propri obiettivi.

Gli attuali Ray-Ban Meta, sviluppati insieme a EssilorLuxottica, dispongono già di fotocamere, microfoni e altoparlanti. Quando vengono registrati video o scattate fotografie, un Led frontale segnala la presenza della ripresa.

Il dibattito sul Led e sulla tutela della riservatezza

Con le nuove funzioni di super sensing, Meta starebbe valutando la possibilità di non attivare sempre il Led di segnalazione. L’ipotesi ha acceso il confronto interno, perché potrebbe rendere più difficile per chi si trova nelle vicinanze capire quando immagini o suoni vengono acquisiti.

Secondo l’azienda, mantenere la luce sempre accesa durante il funzionamento continuo dell’AI rischierebbe di far perdere efficacia all’avviso, ma il tema resta centrale nel dibattito sulla privacy.

Come verrebbero gestiti i dati raccolti

Meta prevede di elaborare immagini e registrazioni direttamente per estrarre le informazioni utili all’intelligenza artificiale, senza conservare necessariamente i file originali. In questo modo il sistema potrebbe ricordare un oggetto visto o una conversazione senza archiviare ore di audio e video.

Resta però aperta la questione dell’eventuale utilizzo dei dati per addestrare i modelli di AI, un aspetto particolarmente delicato mentre Meta continua la competizione con gli altri protagonisti del settore.

Dal metaverso ai dispositivi indossabili

Negli ultimi anni Meta ha progressivamente ridotto gli investimenti sul metaverso, concentrando lo sviluppo sugli smart glasses. La strategia punta a rendere gli occhiali il principale punto di accesso all’intelligenza artificiale, sostituendo gradualmente lo smartphone per molte attività quotidiane.

L’azienda sta inoltre investendo in altri dispositivi indossabili sempre attivi, con l’obiettivo di offrire assistenti digitali capaci di comprendere il contesto e interagire in modo naturale con gli utenti.

Le norme europee rappresentano l’ostacolo principale

L’idea di dispositivi che registrano continuamente immagini e conversazioni pone importanti interrogativi giuridici. Negli Stati Uniti alcune legislazioni vietano la registrazione dell’audio senza il consenso delle persone coinvolte.

In Europa, invece, un sistema di questo tipo dovrebbe confrontarsi con i rigorosi requisiti del GDPR, che impone limiti stringenti al trattamento dei dati personali e delle informazioni biometriche. Per questo motivo l’eventuale commercializzazione di occhiali AI sempre attivi richiederebbe profonde modifiche per rispettare la normativa europea sulla protezione dei dati.