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Consob, oggi la nomina del nuovo presidente: il governo punta su Guido Stazi

Il Consiglio dei ministri di martedì 14 luglio 2026 dovrebbe indicare l’economista romano alla guida dell’Autorità che vigila sui mercati finanziari

Consob, oggi la nomina del nuovo presidente: il governo punta su Guido Stazi

Dopo mesi di trattative, rinvii e veti incrociati, la partita per la presidenza della Consob arriva al passaggio decisivo. Il Consiglio dei ministri, convocato per oggi, martedì 14 luglio 2026, dovrebbe formalizzare la nomina di Guido Stazi alla guida della Commissione nazionale per le società e la borsa, l’Autorità indipendente che vigila sui mercati finanziari italiani.

La casella era rimasta scoperta dopo la conclusione del mandato settennale di Paolo Savona, terminato l’8 marzo 2026. Dal giorno successivo, 9 marzo, la guida pro tempore è stata affidata a Chiara Mosca, commissaria con maggiore anzianità d’istituto e presidente vicario della Consob.

La svolta è maturata nelle ultime ore. Lunedì 13 luglio 2026, a margine dell’incontro annuale Consob con il mercato finanziario a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana a Milano, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva annunciato:

“Questa settimana ci occuperemo di Consob”. In serata, fonti di governo hanno indicato Stazi come il nome su cui la maggioranza ha trovato l’intesa.

Chi è Guido Stazi

Guido Stazi, romano, classe 1957, è attualmente segretario generale dell’Antitrust, incarico che ricopre dall’8 marzo 2022. È considerato un profilo tecnico-istituzionale, con una lunga esperienza nelle Autorità indipendenti e nei dossier di regolazione dei mercati.

La Consob la conosce già dall’interno: è stato infatti segretario generale della Commissione dal 2013 al 2017. Prima ancora ha lavorato all’Antitrust, dove è stato anche responsabile del Comitato valutazioni economiche, ed è stato capo di gabinetto dell’Agcom tra il 2005 e il 2012. Nel suo curriculum anche attività accademica e pubblicazioni su antitrust, regolazione ed economia digitale.

La scelta di Stazi segna quindi un ritorno in Consob, ma in un ruolo molto diverso: non più vertice amministrativo, bensì presidente dell’Autorità chiamata a vigilare su Borsa, società quotate, intermediari, prospetti, abusi di mercato e tutela dei risparmiatori.

Il nodo politico: Freni e i veti nella maggioranza

La nomina arriva dopo una lunga fase di impasse. Nei mesi scorsi era circolato con forza il nome di Federico Freni, sottosegretario all’Economia in quota Lega. La sua candidatura, però, si era progressivamente arenata per le perplessità interne alla maggioranza, in particolare di Forza Italia, che chiedeva un profilo più tecnico e meno politico per garantire l’indipendenza dell’Autorità. A metà maggio Freni ha poi fatto un passo indietro.

L’accordo su Stazi consente ora al governo di chiudere una delle partite più delicate tra le nomine pubbliche. La Consob, per il ruolo che svolge, non è una casella qualunque: decide e interviene su temi che toccano direttamente il mercato dei capitali, il risparmio, le offerte pubbliche, la trasparenza delle società quotate e il contrasto agli abusi finanziari.

La relazione annuale senza presidente pieno

Il paradosso è che la svolta arriva subito dopo la relazione annuale Consob al mercato finanziario, svolta lunedì 13 luglio a Milano. A tenere la relazione non è stato un presidente nominato dal governo, ma Chiara Mosca nella sua veste di presidente vicario.

Nella relazione, l’Autorità ha evidenziato nel 2025 un aumento dell’attività di vigilanza: le istruttorie avviate sono passate da 341 a 529, i provvedimenti adottati da 406 a 507 e i siti internet oscurati per attività finanziarie irregolari sono saliti a 322, contro i 300 dell’anno precedente. Le sanzioni, invece, sono diminuite: 34 delibere sanzionatorie contro 47 nel 2024, con multe complessive scese da 11,6 a 5,8 milioni di euro.

Sono numeri che mostrano una Consob operativa anche durante la fase transitoria, ma il vuoto al vertice restava politicamente e istituzionalmente pesante.