Scatta la stretta agli autovelox: spenti 850 dispositivi, cosa cambia per automobilisti e Comuni
In vigore il decreto atteso da oltre trent'anni che introduce criteri uniformi per l'omologazione, esulta Salvini
13/07/2026 alle 10:11
Da ieri, domenica 12 luglio 2026, è ufficialmente iniziata una nuova fase per il sistema dei controlli della velocità in Italia. Con l’entrata in vigore del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, arrivano finalmente regole uniformi per l’omologazione degli autovelox, mettendo fine a un vuoto normativo che si trascinava da oltre tre decenni.
Stretta agli autovelox, spenti 850 dispositivi
È scattata la stretta agli autovelox e l’effetto più immediato è lo spegnimento di 850 dispositivi che non rispettano i nuovi requisiti previsti dalla normativa.
Restano invece pienamente operativi 3.150 apparecchi già omologati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il provvedimento rappresenta una svolta per la disciplina degli autovelox, da tempo al centro di polemiche e battaglie legali.
L’obiettivo è eliminare le incertezze interpretative che negli ultimi anni hanno alimentato migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti.
Esulta Salvini: “Basta autovelox fantasma”
“Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale”, commenta entusiasta il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
Matteo Salvini
Il leader della Lega aveva annunciato un mese fa la firma del decreto atteso dal 1992. Il decreto distingue chiaramente tra dispositivi semplicemente approvati e strumenti effettivamente omologati.
Proprio questa differenza era stata evidenziata da numerose sentenze della magistratura, che hanno aperto la strada a un’ondata di ricorsi contro le multe elevate con apparecchi privi della necessaria omologazione.
Per poter tornare in funzione, i velox spenti dovranno completare l’iter previsto dalla normativa e ottenere la certificazione richiesta.
Quali apparecchi restano in funzione
Sono invece 3.150 gli autovelox che continuano a operare senza alcuna interruzione, perché già in possesso di tutti i requisiti richiesti dal Ministero.
Il decreto introduce inoltre una distinzione in base alla data di approvazione degli strumenti:
gli autovelox approvati prima del giugno 2017, ma non ancora omologati, dovranno affrontare verifiche documentali, test tecnici e controlli di taratura per dimostrare la propria conformità;
quelli approvati dopo il giugno 2017 potranno beneficiare dell’omologazione automatica prevista dal nuovo provvedimento.
Secondo le stime diffuse in passato da Assoutenti, circa il 71% degli autovelox installati in Italia risultava privo di una regolare omologazione, anche se non tutti saranno necessariamente dismessi in modo definitivo.
Tarature obbligatorie e maggiori tutele per la privacy
Le novità non riguardano soltanto l’omologazione. Il decreto impone infatti controlli periodici più rigorosi sui dispositivi. Ogni nuovo autovelox dovrà essere sottoposto a una taratura prima dell’entrata in servizio e successivamente almeno una volta all’anno.
Se tali verifiche non verranno effettuate nei tempi previsti, l’apparecchio dovrà essere sospeso fino al ripristino della conformità. Particolare attenzione viene riservata anche alla tutela della privacy.
Le immagini e i dati raccolti dovranno essere gestiti con specifiche misure di sicurezza e, nelle riprese frontali, sarà obbligatorio oscurare i volti delle persone riprese.
Il decreto non cancella le contestazioni
La nuova disciplina guarda al futuro, ma non interviene sulle controversie già aperte. Le multe elevate con autovelox privi di omologazione prima dell’entrata in vigore del decreto continueranno infatti a seguire il loro percorso giudiziario.
Chi ha già presentato ricorso potrà quindi proseguire l’iter senza che il nuovo provvedimento produca effetti retroattivi sulle contestazioni ancora pendenti.
Multe in calo, ma gli incassi restano elevati
Il nuovo sistema arriva in un momento in cui le sanzioni rilevate tramite autovelox mostrano una leggera flessione. Nell’ultimo anno le multe sono diminuite dell’8,9% rispetto all’anno precedente, mentre gli incassi dei Comuni derivanti da queste violazioni hanno raggiunto 56,5 milioni di euro.
Il tema resta comunque centrale nel dibattito pubblico. Secondo il Codacons, tra il 2021 e il 2025 le venti principali città italiane hanno incassato oltre 300 milioni di euro grazie alle sanzioni rilevate dagli autovelox, un dato che continua ad alimentare il confronto tra chi considera questi strumenti essenziali e chi li ritiene soprattutto una fonte di entrate.