Fuori dal campo

Francia-Marocco, una storia molto più complessa di un semplice quarto di finale dei Mondiali

Una rapporto tra colonizzatori e colonizzati nella prima parte del '900, che ha vissuto alti e bassi anche dopo l'indipendenza marocchina

Francia-Marocco, una storia molto più complessa di un semplice quarto di finale dei Mondiali

Francia-Marocco, atto secondo ai Mondiali (in copertina Kylian Mbappé e Achraf Hakimi, capitani di Francia e Marocco).

Dopo la vittoria per 2-0 dei francesi nella semifinale a Qatar 2022, il Marocco tenta la rivincita a USA-Canada-Messico 2026. Nella serata di giovedì 9 luglio, alle 22 ora italiana, le due Nazionali scenderanno in campo per il quarto di finale in programma allo stadio di Boston (Stati Uniti). In palio c’è l’accesso alla semifinale contro una tra Spagna e Belgio.

Riepilogando brevemente il percorso delle due squadre finora, la Francia ha dominato il suo girone e si è imposta ai sedicesimi e agli ottavi contro Svezia e Paraguay, mentre il Marocco è arrivato secondo nel girone e ha vinto i primi due turni a eliminazione diretta contro Olanda (ai supplementari) e Canada.

I francesi possono contare su individualità da capogiro, primo su tutti il capitano Mbappé, mentre la Nazionale nordafricana ha dimostrato tutto il suo valore come collettivo, unendo forza fisica e qualità in velocità (in particolare quella del capitano Hakimi). Il pronostico vede la Francia favorita sul Marocco, ma in campo ci si attende una partita combattuta che potrebbe riservare sorprese.

Francia-Marocco oltre al Mondiale

Nella storia del calcio, i confronti tra Francia e Marocco sono stati sei in tutto, con quattro vittorie dei francesi, due pareggi e nessun successo per i marocchini. Ma andando al di là dello sport, il rapporto geopolitico tra le due nazioni si è caratterizzato per una storia di influenze, colonialismo, emigrazione e integrazione.

Trattato di Fez e protettorato francese

Nell’epoca della colonizzazione dell’Africa da parte delle potenze europee, la Francia ha iniziato a espandere la sua influenza economica e militare sul territorio marocchino a cavallo tra la fine del ‘800 e l’inizio del ‘900.

La colonizzazione si concretizzò il 30 marzo 1912 con il “Trattato di Fez“: il Sultanato del Marocco non divenne una colonia vera e propria, ma si trasformò in un “protettorato francese” (tranne che per una striscia a Nord e a Sud controllata dagli spagnoli), con il potere esercitato da un “Residente Generale francese” (il primo e più celebre fu il generale Hubert Lyautey).

Il trattato di Fez – immagine da Wikipedia

Ma per una ventina di anni il territorio marocchino fu attraversato da una resistenza delle tribù arabe e berbere, che non accettarono l’influenza dei colonizzatori francesi (e spagnoli). Il massiccio impiego di truppe militari da Parigi consentì di raggiungere uno stato di pace nel 1934.

L’indipendenza

Nel periodo del “protettorato” in Marocco sorsero grandi opere infrastrutturali (strade, ferrovie e porti), parallelamente alle operazioni di estrazione mineraria. Ma questa modernizzazione fu finalizzata soprattutto per gli interessi dei coloni, tanto che la popolazione locale soffrì una condizione di subordinazione sociale ed economica.

Dal Secondo Dopoguerra in poi, con la nascita di un movimento nazionalista guidato dal partito Istiqlal (in arabo vuol dire “indipendenza”), il Marocco riuscì ad allentare sempre più il controllo francese sul territorio. Il sultano Mohammed V appoggiò il movimento nazionalista diventandone un simbolo, tanto che nel 1953 venne esiliato in Madagascar dai francesi che si stavano adoperando per bloccare le proteste.

Mohammed V – immagine da Wikipedia

Questa mossa inasprì ulteriormente le contestazioni, che si realizzarono in scioperi, guerriglie urbane e pressioni internazionali. Uno stato di caos che la Francia non riuscì a gestire (anche perché nella vicina Algeria stava accadendo la medesima cosa). Il 2 marzo 1956, Mohammed V tornò dall’esilio e firmò la dichiarazione di indipendenza del Marocco (il “protettorato” durò 44 anni).

La storia fino a oggi

Dagli anni ’50 a oggi, il rapporto tra Francia e Marocco ha comunque continuato a vivere a metà tra interdipendenza e tensioni geopolitiche.

  • Il Marocco è rimasto partner commerciale della Francia e tante aziende francesi gestiscono ancora snodi cruciali dell’industria marocchina e infrastrutture sul territorio
  • Il Marocco è sempre rimasto principale alleato del Nordafrica per la Francia, soprattutto sul tema sicurezza e controllo dei flussi migratori
  • Il francese resta una lingua dell’amministrazione e dell’economia in Marocco
  • In Francia c’è la più grande comunità marocchina all’estero (circa 1.5 milioni di persone): per questo motivo tanti calciatori del Marocco, di ieri e di oggi, militano per la Nazionale nordafricana, anche se sono nati in territorio francese (o in altri Stati europei)

In anni più recenti, tuttavia, questo legame si è deteriorato a causa di alcuni fattori:

  • Caso Pegasus del 2021: la Francia ha accusato il Marocco di aver intercettato i telefoni di alti funzionari, tra cui il Presidente Macron
  • La “guerra dei visti“: la Francia ha deciso di dimezzare i visti concessi ai cittadini marocchini per fare pressione sul rimpatrio dei migranti irregolari

L’impasse tra i due Stati si è però risolta il 30 marzo 2024, quando la Francia ha riconosciuto ufficialmente il piano di autonomia del Marocco come l’unica base per risolvere la disputa sul Sahara Occidentale. Parigi si è allineata alla sovranità marocchina sul territorio contesto con l’Algeria. A fine 2024, Macron è stato a Rabat per rinsaldare l’asse Francia-Marocco (con la firma di accordi commerciali per 10 miliardi di euro).