METEO

Nuova (e non ultima) ondata di caldo: oggi il picco, lunedì ancora

L'OMS avverte: "Altre settimane letali potrebbero attendere l’Europa"

Nuova (e non ultima) ondata di caldo: oggi il picco, lunedì ancora

Dopo la prima di fine maggio e la seconda di giugno, in Italia è previsto mercoledì 8 luglio 2026 il picco della terza ondata di calore (in copertina: immagine di repertorio).

Come riferito dal sito dell’Aeronautica Militare, a Nord, in particolare nelle aree della Pianura Padana (tra Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna), la colonnina di mercurio raggiungerà i 36/38°C.

Il Ministero della Salute ha diramato bollino arancione per il gran caldo in dieci città: Ancona, Bologna, Brescia, Milano, Perugia, Pescara, Torino, Venezia e Verona. Scenderanno a tre nella giornata di giovedì 9 luglio 2026 (Torino, Pescara e Perugia), ma ci sarà un bollino rosso a Firenze (massime di 36/37°C). Per il fine settimana, invece, le previsioni segnalano massime di 39/40°C in Puglia, Toscana e Sardegna, in particolare a Oristano.

Caldo estremo in Europa: l’avvertenza dell’OMS

“Altre settimane letali potrebbero attendere l’Europa – spiega il direttore generale Hans Hans Henri P. Kluge – La prossima ondata di calore si sta già formando sull’Atlantico”.

Secondo l’OMS Europa (Organizzazione mondiale della sanità), il nuovo fronte di aria calda interesserà diversi Paesi del continente. In Portogallo e nel sud della Spagna sono previsti picchi di 43 gradi, mentre Francia e Paesi del Benelux si preparano a un nuovo aumento delle temperature.

Per questo motivo l’OMS ha convocato una riunione d’emergenza con rappresentanti di 41 Stati membri della Regione europea, della Commissione europea e di numerose organizzazioni della società civile. All’incontro hanno partecipato oltre 130 esperti, chiamati a valutare le lezioni apprese dall’ultima ondata di calore e il livello di preparazione in vista delle prossime settimane.

Dal confronto è emerso che i piani nazionali contro il caldo estremo funzionano quando vengono predisposti e testati prima dell’emergenza.

Tra gli esempi virtuosi citati dall’OMS figura anche l’Italia, che dispone di un sistema di sorveglianza della mortalità attivo in 45 città, in grado di fornire dati quasi in tempo reale ai decisori pubblici durante le crisi.