Nella giornata di lunedì 6 luglio 2026, si è svolto a Roma l’incontro all’Istituto Luigi Sturzo dedicato alla partecipazione democratica e promosso dalle associazioni cattoliche. Oltre alla segretaria del Pd Elly Schlein, ha preso parte anche Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che durante il suo discorso è tornato a parlare della legge elettorale e della possibilità di aprire il voto non solo ai fuorisede, ma anche ai 16enni.
“In Italia prevalgono le suggestioni: l’opzione cesarista, cioè la proposta di premierato, che adesso ritorna in forma mascherata con una legge proporzionale – ha esordito Conte – Propone ai cittadini due liste bloccate o listini territoriali proporzionali e poi ancora un listone dove il rapporto tra elettore ed eletto si perde sempre più, senza considerare il premio di maggioranza che rischia di essere distorsivo.
Stiamo cercando in Parlamento di contrastare con forza questa proposta di legge elettorale – ha aggiunto il leader del M5S – La mia forza politica propone un proporzionale con preferenze, con soglia di sbarramento adeguata per evitare la frammentazione partitica e anche un’ulteriore soglia che può fungere da meccanismo incentivante per chi va in coalizione.
Poi qui c’è piena condivisione, proponiamo il voto ai fuorisede, perché è stata oscena la scelta di tener fuori dal referendum sulla giustizia i fuorisede – ha concluso il pentastellato – Secondo me siamo anche maturi per affrontare un dibattito in modo serio sulla possibilità di aprire anche il voto ai 16enni, perché la politica va discussa in famiglia e forse lasciare che i nostri ragazzi arrivino a 18 anni e poi non siano coinvolti, credo che il voto dei sedicenni potrebbe essere veramente un argomento di discussione”.
Il mio intervento questa sera a “Ridare voce alla democrazia” pic.twitter.com/E127IiWznl
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) July 6, 2026
Un’idea proposta da tempo
Una proposta, quella di aprire il voto ai 16enni e ai 17enni, che viene portata avanti da tempo dal Movimento 5 Stelle e che vede tra le principali promotrici Chiara Appendino, ex sindaca di Torino. A seguito della vittoria del no al referendum sulla giustizia, la deputata M5S aveva dichiarato:
“La sberla che si è preso il governo sul referendum è decisiva anche per un motivo che mi sta molto a cuore e vale più di mille convegni sulla partecipazione democratica: il 67,3% dei giovani tra i 18 e i 34 anni è andato a votare. Qualcuno vuole ancora raccontarci che i giovani non sono interessati alla politica? Che non hanno voglia di contare? Che il voto non li riguarda? Quel 67,3% è la risposta più eloquente che potessero dare. I giovani vogliono votare e vogliono avere voce su ciò che li riguarda.
E allora la mia domanda è: perché continuiamo a tenerli il più possibile fuori? Penso al voto fuorisede, ma penso anche a chi ha 16 e 17 anni. Da un anno e mezzo ho depositato in Parlamento una proposta di legge per abbassare l’età per poter votare e la proposta è lasciata a prendere polvere. Ma oggi il silenzio della maggioranza è ancora meno accettabile di ieri”.
In vista della nuova seduta di esame della legge elettorale alla Camera, in programma il prossimo 14 luglio 2026, oltre al contrasto alla proposta di riforma del Governo Meloni, i banchi dell’opposizione metteranno sul tavolo anche le loro idee. E tra queste c’è sicuramente l’apertura al voto dei fuorisede e dei giovani di 16 e 17 anni.