Oggi, venerdì 3 luglio 2026 l’Italia si è svegliata con uno scenario molto diverso rispetto ai giorni dell’afa record. La perturbazione che ha attraversato il Nord e il Centro si è spostata verso il Mezzogiorno, portando temporali, grandinate e forti raffiche di vento. La Protezione civile ha dichiarato l’allerta gialla in sette regioni. Nel fine settimana torneranno però sole e temperature in aumento, con valori estivi ma, almeno per ora, lontani dai picchi estremi di fine giugno.

Allerta gialla in sette regioni
La depressione si sta muovendo verso lo Ionio e interessa soprattutto Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Basilicata e Molise, oltre ad alcuni settori dell’Umbria.
La Protezione civile prevede precipitazioni sparse, prevalentemente temporalesche, accompagnate localmente da rovesci intensi, grandine, fulmini e raffiche di vento. In Campania e Calabria sono segnalate anche possibili criticità idrauliche e idrogeologiche.
Il maltempo ha già provocato disagi in diverse aree. In Campania le piogge hanno causato allagamenti tra Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Ischia. A Ginostra, sull’isola di Stromboli, un violento nubifragio ha danneggiato il molo, allagato alcune abitazioni e provocato il cedimento di una rete paramassi.
Maltempo, scuole allagate e strade impraticabili a Ischia Maltempo, scuole allagate e strade impraticabili a Ischia pic.twitter.com/qKLieHm8lE
— Francesco Borrelli (@NotizieFrance) September 23, 2025
A Siena, le condizioni della pista hanno costretto gli organizzatori a rinviare il Palio dedicato alla Madonna di Provenzano.
Crollano le allerte per il caldo
La fase temporalesca ha interrotto l’ondata di calore che aveva coinvolto quasi tutta l’Italia. Il 30 giugno erano state classificate con bollino rosso 25 delle 27 città monitorate dal ministero della Salute; il 1° luglio erano ancora 21.
Per venerdì 3 luglio non risultano invece città con bollino rosso o arancione. Il livello giallo, che indica una fase di preallerta, riguarda undici centri: Ancona, Catania, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria e Roma. Le altre sedici città sono tornate al livello verde.
Il miglioramento è particolarmente evidente al Nord. A Milano, per esempio, il bollettino ministeriale indica per il 3 luglio una temperatura massima prevista di 29 gradi e un livello di rischio pari a zero, dopo i valori molto più elevati registrati nei giorni precedenti. Anche Bologna, Brescia, Torino, Venezia, Verona e Trieste rientrano fra le città senza allerta sanitaria.
Il bollino giallo per il caldo non deve essere confuso con l’allerta gialla della Protezione civile. Il primo riguarda il possibile impatto delle temperature sulla salute; il secondo segnala il rischio di fenomeni meteorologici e delle loro conseguenze sul territorio.
Sabato migliora, domenica sole quasi ovunque
La parentesi instabile sarà breve. Secondo il servizio meteorologico dell’Aeronautica militare, sabato resteranno possibili deboli rovesci pomeridiani sulle Alpi occidentali, sull’Appennino settentrionale e tra la Calabria meridionale e la Sicilia tirrenica.
Domenica il miglioramento sarà più diffuso, con cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte del Paese. Le temperature massime dovrebbero collocarsi generalmente tra 30 e 34 gradi nelle zone interne del Centro-Nord e lungo le coste del Sud. Le brezze marine renderanno il caldo più sopportabile sui litorali.
Le temperature notturne rimarranno però elevate, spesso intorno ai 20 gradi. Questo significa che, nonostante la fine dell’emergenza dei giorni scorsi, nelle città e nelle aree più urbanizzate potranno ancora verificarsi notti tropicali, con un raffreddamento limitato durante le ore notturne.
Il caldo torna, ma senza i picchi di fine giugno
Alcune previsioni parlano di una nuova rimonta anticiclonica già nel fine settimana. I dati ufficiali indicano però un ritorno a condizioni tipicamente estive, non necessariamente una nuova ondata estrema paragonabile a quella terminata.
Per il periodo tra il 6 e il 12 luglio, l’Aeronautica militare prevede temperature superiori alla media soprattutto al Nord, dove l’alta pressione potrebbe anche ridurre le precipitazioni. Al Centro-Sud i valori termici e pluviometrici dovrebbero invece restare più vicini alle medie stagionali.
Un’ondata eccezionale in tutta Europa
La tregua italiana arriva dopo una fase di caldo eccezionale iniziata intorno al 20 giugno e che ha interessato gran parte dell’Europa. Il 29 giugno l’Italia aveva 22 città in allerta rossa, mentre in diversi Paesi europei le temperature avevano raggiunto valori superiori di 8-10 gradi rispetto alle medie.
Il bilancio sanitario continentale è pesante. Secondo dati ancora preliminari, Francia, Belgio e Paesi Bassi hanno registrato complessivamente almeno 3.700 decessi in eccesso durante l’ondata di calore di giugno: 2.025 in Francia, circa 1.200 in Belgio e 480 nei Paesi Bassi. Le autorità sanitarie hanno avvertito che il conteggio definitivo potrebbe essere più alto.
In Italia, la cabina di regia convocata dal ministero della Salute non ha rilevato, nelle principali città monitorate, un aumento generalizzato della mortalità giornaliera degli anziani o degli accessi ai pronto soccorso, con l’eccezione di alcuni segnali osservati a Torino.
Un’estate segnata dagli sbalzi
Il passaggio dal caldo estremo ai nubifragi mostra ancora una volta la rapidità con cui può cambiare lo scenario meteorologico. L’aria molto calda accumulata nei bassi strati può fornire energia ai temporali quando incontra correnti più fresche, favorendo fenomeni brevi ma intensi e molto localizzati.