La morsa del caldo comincia ad allentarsi. Dopo giorni di afa estrema, notti tropicali e allerta massima in buona parte del Paese, il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute segnala una svolta: mercoledì 1 luglio 2026 le città da bollino rosso sono ancora 21, ma da giovedì 2 luglio scenderanno a 2.
È il primo vero segnale di tregua dopo una settimana segnata da temperature molto elevate, pronto soccorso sotto pressione, disagi nelle grandi città e un’attenzione crescente agli effetti sanitari del caldo. Il miglioramento non significa però fine dell’estate rovente: il rischio si riduce, ma resta necessario proteggere anziani, bambini, persone fragili e lavoratori esposti.
Le 21 città ancora in rosso
Il bollettino del Ministero della Salute, che monitora 27 città italiane con previsioni a 24, 48 e 72 ore, indica per mercoledì 1 luglio il livello massimo di rischio in 21 città: Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Trieste, Venezia e Verona.
Il bollino rosso, cioè il livello 3, indica condizioni di emergenza da ondata di calore. Non riguarda soltanto anziani, bambini molto piccoli e persone con malattie croniche: può avere effetti negativi anche su persone sane e attive, soprattutto in caso di esposizione prolungata, attività fisica, lavoro all’aperto o ambienti chiusi non raffrescati.
Da giovedì restano solo Catania e Reggio Calabria
La svolta è attesa per giovedì 2 luglio. Secondo il bollettino, le città ancora in bollino rosso saranno soltanto Catania e Reggio Calabria. Messina resterà in bollino arancione, mentre le altre città monitorate scenderanno al livello giallo.
Il calo del numero di città in rosso indica una riduzione del rischio sanitario più grave, soprattutto al Centro-Nord, dove l’arrivo di aria meno calda e l’instabilità atmosferica contribuiranno ad abbassare le temperature. Il Sud e la Sicilia, invece, resteranno più esposti ancora per qualche ora.
Arrivano anche temporali e nuove allerte
La tregua dal caldo non arriverà ovunque nello stesso modo. In diverse aree del Paese il cambio d’aria sarà accompagnato da temporali, localmente intensi.
La Protezione Civile ha indicato un quadro di instabilità con allerta arancione in Lombardia e allerta gialla in diverse regioni, tra cui Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto.

È la classica transizione dopo una fase molto calda: l’aria più fresca entra su un’atmosfera carica di umidità ed energia, favorendo temporali improvvisi, grandine, colpi di vento e allagamenti locali.
Perché non bisogna abbassare subito la guardia
La discesa dei bollini rossi non cancella gli effetti accumulati nei giorni precedenti. Dopo una lunga ondata di calore, il corpo può restare sotto stress: disidratazione, affaticamento, insonnia, pressione bassa, peggioramento di malattie cardiovascolari e respiratorie non scompaiono immediatamente con qualche grado in meno.
Il Ministero ricorda che le ondate di calore si verificano quando temperature molto elevate durano per più giorni consecutivi e sono spesso associate a umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione. Proprio questa combinazione può rappresentare un rischio per la salute, anche prima che si raggiungano valori estremi.
La tregua non chiude il tema caldo
La fotografia del 2 luglio è incoraggiante: da 21 città in rosso si passa a 2, segno che la fase più critica sta cedendo. Ma l’estate è appena iniziata e le ondate di calore stanno diventando più frequenti e più intense.
Il tema, per questa estate 2026, non è ancora chiuso.