Il caldo estremo entra nella settimana decisiva con un doppio volto: temperature ancora vicine ai 40 gradi in Italia, poi temporali anche violenti al Nord e una lenta discesa termica che, da giovedì, dovrebbe riportare un po’ di respiro. Ma il quadro non è più soltanto meteorologico. È sanitario, climatico, sociale.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un nuovo allarme sull’Europa: dal 21 giugno sono stati registrati oltre 1.300 morti in eccesso collegati alle alte temperature. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è stato netto:
“L’Europa è il continente che si scalda più rapidamente sulla Terra, a un ritmo doppio rispetto alla media globale”. E ha aggiunto: “Lo stress da caldo viene spesso chiamato il killer silenzioso: case, luoghi di lavoro e scuole europei non sono stati costruiti per queste temperature”.

Italia al picco: bollini, afa e città roventi
In Italia il picco dell’ondata africana è tra domenica 28 e lunedì 29 giugno, con massime fino a 39-40°C su Pianura Padana, aree interne del Centro, Sardegna e medio versante tirrenico. Il problema non è solo la temperatura massima: nelle città pesano umidità, asfalto, notti tropicali e l’effetto isola di calore.

Il bollettino nazionale del Ministero della Salute, che monitora 27 città, segnala il livello massimo, il bollino rosso, in 18 centri urbani. In rosso ci sono Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Il rosso indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi anche su persone sane e attive, non solo su anziani, bambini e malati cronici.
A livello regionale, però, l’allerta si allarga ulteriormente. In alcune regioni, come l’Emilia-Romagna ed il Piemonte, i sistemi locali di allerta hanno esteso il rosso a quasi tutti i capoluoghi di provincia.
Europa sotto pressione
L’Italia è solo una parte di una mappa europea più ampia. Francia, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Spagna e Svizzera hanno registrato temperature eccezionali, con nuovi record locali e nazionali. In Francia le autorità sanitarie hanno stimato circa 1.000 decessi in eccesso nella fase più dura della canicola, soprattutto tra gli anziani.
Non è un dato isolato. L’Oms Europa aveva già ricordato, a inizio giugno, che negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200mila morti nell’Unione europea e nei Paesi associati. Il direttore regionale Hans Kluge ha sintetizzato il cambio di scenario:
“Le ondate di calore non sono più anomalie meteorologiche. Sono una crisi ricorrente che provoca sofferenza, toglie vite e mette sotto pressione sistemi sanitari e infrastrutture”.
Perché il global warming c’entra
Il legame con il global warming non è un’aggiunta ideologica al bollettino meteo. È il contesto fisico in cui questi eventi si stanno intensificando. Il rapporto Wmo-Copernicus sul clima europeo definisce l’Europa il continente che si riscalda più velocemente al mondo. La conseguenza è che le ondate di calore diventano più frequenti, più lunghe e più intense.
Secondo World Weather Attribution, il caldo europeo di giugno 2026 sarebbe stato “praticamente impossibile” nel clima del 1976 e oggi è molto più probabile per effetto delle emissioni da combustibili fossili. Gli scienziati stimano che, con una configurazione atmosferica simile, il caldo diurno sarebbe stato circa 3,5 gradi più basso nel 1976. La circolazione atmosferica può portare aria africana, ma il riscaldamento globale alza la base di partenza.
Temporali al Nord
La tregua arriverà, ma non in modo lineare. Tra martedì e mercoledì il cedimento della cupola di calore potrà favorire forti temporali al Nord, con rischio di grandine, raffiche di vento e fenomeni intensi. È il prezzo tipico di questi passaggi: quando aria più fresca entra su una massa d’aria molto calda e umida, l’atmosfera può diventare esplosiva.
Da giovedì, secondo le tendenze meteo, le temperature dovrebbero scendere in modo più percepibile, soprattutto al Nord e poi gradualmente anche su parte del Centro. Ma l’effetto sanitario del caldo non finisce nel momento in cui il termometro cala. Le autorità francesi hanno avvertito che l’impatto di una canicola può continuare per giorni, perché disidratazione, stress cardiovascolare e fragilità accumulate non scompaiono con un temporale.
Il caldo è un rischio sanitario
Il caldo uccide spesso senza lasciare una causa evidente nel certificato di morte. Non sempre si muore di colpo di calore: più spesso il caldo aggrava malattie cardiache, renali, respiratorie o metaboliche. Per questo viene chiamato “killer silenzioso”. Gli anziani soli, i malati cronici, i lavoratori all’aperto, chi vive in case poco isolate o senza raffrescamento sono i più esposti.
Da emergenza estiva a rischio strutturale
La novità è che il caldo non può più essere raccontato come una parentesi estiva. È una pressione strutturale su città, ospedali, scuole, trasporti, energia e lavoro. Se ogni estate assomiglia a un test di resistenza, significa che le infrastrutture europee sono state progettate per un clima che non esiste più.
Da giovedì si potrà forse respirare. Ma il punto indicato dall’Oms resta: l’Europa si scalda più rapidamente degli altri continenti, e il caldo estremo è già oggi una questione di salute pubblica. Non basta aspettare il temporale. Bisogna prepararsi al prossimo picco.