Trump e la politica estera. Trump e la politica estera commerciale.
Non solo l’Iran, non solo lo stretto di Hormuz, non solo la Groenlandia, non solo Cuba.
Non solo i dazi verso l’Unione Europea e la Cina.
Ora un nuovo capitolo riguardante le dinamiche fuori confine degli Stati Uniti interessa anche il Turkmenistan.

Uno Stato (nell’Asia centrale, poco meno di 8 milioni di abitanti) che forse 9 statunitensi su dieci non sanno neppure dov’è.
Due jet del Turkmenistan in Florida: il viaggio segreto dell’ex presidente tra gli uomini di Trump
Ma andiamo con ordine e proviamo a raccontare cosa sta succedendo.
La vicenda risale in realtà a qualche mese fa, a febbraio, quando per alcuni giorni due Boeing governativi del Turkmenistan sono rimasti parcheggiati all’aeroporto di Fort Lauderdale, in Florida, alimentando interrogativi su una visita rimasta a lungo avvolta nel mistero.
Solo dopo l’arrivo degli aerei il ministero degli Esteri di Ashgabat (la Capitale) ha confermato che Gurbanguly Berdimuhamedov, ex presidente e ancora figura dominante del Paese nonostante il passaggio formale dei poteri al figlio nel 2022, si trovava negli Stati Uniti per una missione definita “uno degli eventi chiave dell’anno”.

Nessun dettaglio, però, è stato fornito sull’agenda o sulla destinazione.
L’inchiesta sugli “affari” del presidente “chiacchierato”
Secondo un’inchiesta di Politico, Berdimuhamedov puntava a rafforzare i rapporti con l’entourage del presidente Donald Trump.
Il leader turkmeno avrebbe infatti incontrato alcuni imprenditori e finanziatori vicini al presidente americano, tra cui Steve Wynn, l’ex numero uno di Wynn Resorts, John Reese, amministratore delegato di Nicklaus Companies, il miliardario Isaac Perlmutter e l’imprenditore William Koch.
L’obiettivo, secondo diversi analisti citati da Politico, sarebbe stato quello di promuovere nuovi investimenti e ottenere un canale privilegiato con la Casa Bianca.
Tra i possibili dossier figurano l’acquisto di nuovi aerei Boeing, macchinari agricoli John Deere e lo sviluppo di infrastrutture turistiche e sportive, come campi da golf.
Il viaggio del mistero, ma nessun incontro con Trump (o forse sì?)
L’incontro diretto con Trump, secondo le fonti ufficiali americane, tuttavia non sarebbe mai avvenuto.
Stando all’agenda della Casa Bianca, il presidente aveva lasciato la Florida poco dopo l’arrivo della delegazione turkmena, rendendo improbabile un faccia a faccia.
Vale la pena ricordare che il Turkmenistan è uno dei Paesi più chiusi e autoritari al mondo, caratterizzato da un vero e proprio isolamento geopolitico e da un’economia che si basa sulle immense riserve di gas naturale.
Le informazioni sulle attività del Governo sono estremamente limitate e le visite ufficiali all’estero vengono raramente rese pubbliche nei dettagli.
Basti pensare che il Governo concede 1500 “visti” all’anno per entrare nel Paese e il turismo internazionale non viene promosso in alcun modo.
Molti lo definiscono il “Paese più strano del mondo”, dove i diritti civili praticamente non esistono, la corruzione ha livelli altissimi, così come la repressione della Polizia, ma dove fino a pochi anni fa la benzina e gli ortaggi venivano distribuiti gratis a tutti i cittadini.
Anche per questo il viaggio in Florida del suo ex numero uno ha suscitato particolare attenzione.
L’opinione che “scotta”, il pensiero del giornalista esiliato
Secondo il giornalista turkmeno in esilio Ruslan Myatiev, la missione potrebbe in realtà non aver prodotto risultati concreti.
Insomma, verrebbe da dire, tanto mistero, ma tanto rumore per nulla.
Piuttosto secondo Myatiev, l’ex presidente avrebbe cercato di conquistare l’attenzione dell’entourage di Trump proponendo accordi economici relativamente modesti (appunto un campo da golf, l’acquisto di alcune mietitrebbie John Deere, un nuovo jet Boeing), nella speranza che gli interlocutori facilitassero un dialogo con la nuova amministrazione statunitense.