ondata

Cinque vittime del gran caldo in pochi giorni (tra cui due agricoltori)

17 oggi le città da bollino rosso. Dieci giorni consecutivi oltre i 36 gradi. Da martedì forse una tregua, ma sulle temperature: previsti forti temporali

Cinque vittime del gran caldo in pochi giorni (tra cui due agricoltori)

Il gran caldo miete le prime vittime anche in Lombardia (oltre che a livello nazionale ed europeo).

Un agricoltore di 57 anni residente a Somaglia è stato trovato morto nei campi tra Ospedaletto Lodigiano e Livraga, nel tardo pomeriggio di martedì 23 giugno 2026. Il corpo era in un terreno lungo la provinciale 107, di fronte a Cascina Malpensata. Secondo quanto ricostruito, l’uomo era dipendente di un’azienda agricola della Bassa ed era impegnato nella normale attività lavorativa. La salma è stata trasferita al Centro di medicina legale di Pavia per l’autopsia.

Una tragedia sul lavoro. Purtroppo non isolata. In tutto due agricoltori ed un operaio hanno perso la vita nelle scorse ore mentre lavoravano a temperature elevatissime sotto il sole cocente. Si aggiungono altri due decessi a causa del caldo killer. 

Cinque vittime in poche ore

Il bilancio nazionale, ancora in aggiornamento, parla di cinque morti collegati o potenzialmente collegati alle alte temperature, tre delle quali hanno interessato lavoratori. Dopo il caso del Lodigiano, mercoledì sono stati registrati altri quattro decessi: un uomo di 61 anni trovato senza vita in una vigna a Piacenza, e un operaio colpito da malore mentre lavorava a un impianto idrico in provincia di Padova.

Nel Piacentino, il 61enne stava lavorando dalla mattina tra i filari in una frazione della Val Nure. Lo ha trovato il fratello intorno alle 14, riverso tra le vigne. I sanitari del 118 sono intervenuti, ma i tentativi di rianimazione sono stati inutili. I carabinieri stanno svolgendo accertamenti.

Nel Padovano, a San Martino di Lupari, un operaio di 58 anni – Stefano Tonin – è morto dopo un malore durante lavori su un impianto idrico. È stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Padova, dove è deceduto poco dopo. Anche in questo caso gli accertamenti dovranno chiarire il peso del caldo.

incidenti lavoro
Stefano Tonin

Un altro decesso è stato registrato in provincia di Pavia. A Garlasco, Stefano Santagostino, 56 anni, si è sentito male al cimitero, davanti alla tomba dei genitori. La temperatura era di 37 gradi. I soccorsi del 118 sono arrivati subito, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Anche un senza fissa dimora è morto in piazza Municipio a Napoli.

Lavorare sotto il sole

Due delle vittime erano impegnate in attività agricole, una nei campi del Lodigiano, l’altra in una vigna nel Piacentino. Un’altra era al lavoro su un impianto idrico nel Padovano. La sequenza riapre il tema della sicurezza dei lavoratori esposti al sole, soprattutto in agricoltura, cantieri, cave, manutenzioni e attività all’aperto.

In Lombardia è già in vigore un’ordinanza regionale che vieta il lavoro all’aperto tra le 12.30 e le 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, nei giorni in cui la mappa Worklimate di Inail-Cnr indica rischio alto per lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.

Diciassette città in rosso

Oggi, giovedì 25 giugno 2026, il bollettino del ministero della Salute segnala 17 città da bollino rosso su 27 monitorate. Sono Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

Il bollino rosso è il livello massimo. Indica condizioni di emergenza, con possibili effetti negativi sulla salute non solo per anziani, bambini piccoli e persone con malattie croniche, ma anche per persone sane e attive.

37/38 gradi in Pianura Padana di giorno, poi la "notte tropicale"
Notti tropicali

Domani, venerdì 26 giugno, le città in rosso dovrebbero salire a 18, con l’ingresso di Genova. Il caldo continua a colpire soprattutto il Centro-Nord, ma l’afa sta avanzando anche verso il Sud: Bari, fino a ieri in arancione, è passata al livello massimo.

Temperature oltre i 35 gradi da giorni

La seconda ondata di caldo dell’estate 2026 si sta distinguendo non solo per i picchi, ma per la durata. Secondo Bernardo Gozzini, direttore del consorzio Lamma del Cnr, nelle regioni del Centro-Nord si registrano da giorni temperature superiori ai 35 gradi e la fase rovente potrebbe protrarsi fino a martedì 30 giugno.

L’ondata potrebbe arrivare a circa 11 giorni complessivi. Gozzini parla di una durata anomala per il mese di giugno:

“Finora non ne è mai stata registrata una così lunga”. Il picco è atteso tra il weekend e l’inizio della prossima settimana, con punte che in alcune aree potranno superare i 40 gradi.

Schillaci convoca il tavolo

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha convocato per oggi una riunione tecnica al ministero per monitorare l’emergenza caldo.

“Abbiamo iniziato a emanare i bollettini già dal 25 maggio, fornendo indicazioni con tre giorni di previsione”, ha detto Schillaci. Poi il richiamo alle fasce più esposte: “Dobbiamo tutelare le persone più fragili, gli anziani, i bambini”.

Il ministero punta anche a rilanciare il decalogo anti-caldo: evitare di uscire nelle ore centrali, bere spesso, non esporsi al sole, fare attenzione ai farmaci, proteggere anziani soli e persone con patologie croniche. Ma i decessi degli ultimi giorni mostrano che il rischio non riguarda solo chi è fragile: riguarda anche chi lavora, cammina, aspetta, viaggia o resta per ore in ambienti bollenti.

Cinque vittime del gran caldo in pochi giorni, tra cui due agricoltori
Il ministro della Salute Schillaci

L’Oms: “È un’emergenza sanitaria”

L’Organizzazione mondiale della sanità ha definito l’ondata di calore in Europa una emergenza sanitaria. Hans Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa, ha avvertito che “il caldo non è più solo una questione meteorologica. È un’emergenza sanitaria”. Secondo Kluge, negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200mila decessi nella regione europea dell’Oms.

L’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente. Il caldo estremo può aggravare malattie cardiovascolari, diabete, asma e disturbi mentali, oltre ad aumentare il rischio di incidenti. Il problema, dicono gli esperti, è che il caldo uccide spesso in modo meno visibile di un’alluvione o di una tempesta: non sempre lascia immagini spettacolari, ma colpisce corpi già sotto stress, lavoratori esposti e persone isolate.

La tregua può arrivare, ma con temporali

Una vera tregua non è immediata. Le temperature potrebbero cominciare a scendere solo tra martedì 30 giugno e mercoledì 1 luglio, con l’arrivo di aria più fresca dall’Atlantico. Ma il sollievo potrebbe avere un prezzo: l’ingresso di aria fredda su un territorio rimasto rovente per giorni può favorire temporali violenti, grandinate e raffiche di vento.

Il rischio, quindi, è un passaggio brusco: prima giorni consecutivi di caldo estremo, poi fenomeni intensi. Una dinamica ormai sempre più frequente nelle estati italiane: lunghe fasi di alta pressione africana, notti tropicali, afa nelle città, blackout, malori e poi temporali improvvisi.