La plastica è un materiale particolarmente diffuso nella quotidianità e, allo stesso tempo, spesso demonizzato: è tristemente rinomata per i suoi effetti negativi sull’ambiente. Si tratta, tuttavia, di qualcosa legato più a una sua cattiva gestione, a fronte di pratiche non sempre ottimali tanto di lavorazione quanto di riuso e riciclo.
Se c’è infatti un beneficio considerevole che caratterizza tale materiale è che può essere riciclato pressoché all’infinito, se trattato nel modo opportuno. Scopriamo perché, analizzando come funziona la lavorazione delle materie plastiche nell’epoca odierna, a fronte di tecnologie e competenze sempre più sofisticate, tipiche dell’industria dell’estrusione.
Abbiamo preso spunto da un’azienda che rappresenta un’eccellenza del made in Italy, ovvero BD Plast: realtà con sede a Bondeno, in provincia di Ferrara e presente dal 1986, attiva in un ambito ad alta specializzazione quale la progettazione e produzione di cambiafiltri per impianti di estrusione di polimeri. Negli anni ha saputo coniugare innovazione e sostenibilità, ed è proprio questo saper fare che risulta particolarmente attuale.
Come si ottiene la plastica? Il processo di lavorazione step by step
Vediamo come si articola il processo di lavorazione della plastica passo passo, analizzando le singole fasi: dalle materie prime fino al prodotto finale, entrando nei dettagli.
1. Le materie prime
Le materie prime che stanno alla base della plastica e della sua lavorazione sono sostanzialmente due: petrolio/gas naturale.
2. Gas naturale e petrolio
Gas naturale e petrolio vengono sottoposti a raffinazione. Da qui si ottengono i monomeri, molecole di dimensioni contenute lavorate così da dare luogo ai polimeri: molecole di grandezza considerevole, che vedono al centro catene lunghe di monomeri.
3. Le principali tipologie di polimeri ottenuti nel processo di lavorazione della plastica
Tra i polimeri più comuni di origine plastica troviamo:
- PP o Polipropilene: utilizzato soprattutto nella produzione componenti nell’automotive, nel ramo degli elettrodomestici, nella manifattura, ecc.;
- PE o Polietilene: adoperato per articoli come flaconi, sacchetti, tubi, ecc.;
- PS o Polistirene: impiegato per realizzare stoviglie, giocattoli, componenti elettroniche, ecc.;
- PC o Policarbonato: un polimero plastico adottato per creare lenti, schermi, coperture, componenti ottiche, ecc.;
- PVC o Policloruro di vinile: adottato per la realizzazione di tubi, rivestimenti, profili e molto altro;
- PET o Polietilentereftalato: diffuso nella produzione di contenitori, imballaggi e bottiglie.
4. Polverizzazione/granulazione dei polimeri
Per produrre la plastica, i polimeri vengono polverizzati oppure lavorati in granuli. Si ottiene così la materia prima vera e propria da sottoporre alle fasi successive di modellazione.
5. Modellazione
A questo punto le plastiche vengono sottoposte a processi di lavorazione e formatura. Ecco di quali si tratta in linea generale, visto che esistono varie possibilità:
- estrusione della plastica: la materia plastica di partenza viene fusa e inserita in una camera di estrusione, dove è sottoposta a temperature elevate;
- stampaggio a iniezione: il materiale viene disposto in stampi da cui si ottengono oggetti ad alta complessità;
- soffiaggio: una lavorazione adottata per contenitori cavi e produzione di bottiglie;
- termoformatura: viene adoperata per ottenere prodotti monouso/imballaggi rigidi.
6. Raffreddamento + Finitura
Dopo i passaggi analizzati precedenti di modellazione subentra una fase di raffreddamento del composto, a cui segue una di finitura, a fronte ad esempio di personalizzazioni inerenti la nuance o i parametri tecnici.
Altre cose da sapere sulla plastica e la sua lavorazione
La plastica e la sua lavorazione non si esauriscono nella sola lavorazione. Una delle sfide prioritarie è quella della sostenibilità, la quale passa soprattutto dalle pratiche di riciclo. Esso può essere conseguito a livello meccanico, chimico e di compostaggio; quest’ultimo intercorre soprattutto nelle bioplastiche.
Tra le forme più efficaci di riciclo meccanico troviamo l’estrusione della plastica, che richiede misure differenti da quelle adottate sulla plastica vergine. Si distingue per la maggiore semplicità e la migliore performance, rivelandosi particolarmente attuale in un contesto dove l’obiettivo primario è rendere il potenziale impatto nocivo di questo materiale un’opportunità.