Economia circolare

Convegno in Vaticano sul significato culturale e ambientale del riciclo dei materiali

Promosso da RICREA, il valore infinito dell'acciaio tra sostenibilità e rigenerazione

Convegno in Vaticano sul significato culturale e ambientale del riciclo dei materiali

Il rapporto tra le risorse del pianeta e la cultura della rigenerazione è al centro del dibattito contemporaneo. Da questa consapevolezza prende forma “Il valore infinito dell’acciaio”, l’evento promosso da RICREA, il Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio, in programma mercoledì 24 giugno 2026 dalle ore 12:00 alle ore 13:00 presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum a Roma.

All’incontro intervengono Domenico Rinaldini, Presidente del Consorzio RICREA, Stefano Locatelli, Vicepresidente ANCI, e Mons. Giovanni Basti, professore della Pontificia Università Lateranense di Roma, per riflettere sul significato culturale, economico e ambientale della circolarità.

Una materia che attraversa la storia della civiltà

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. La celebre intuizione di Antoine Lavoisier attraversa i secoli e trova oggi una sorprendente attualità in una delle grandi sfide del nostro tempo: costruire un rapporto nuovo con le risorse del pianeta. La storia della civiltà può essere letta anche come una storia dei materiali. Pietra, bronzo, ferro, acciaio: ogni epoca ha trovato nella materia il linguaggio con cui costruire città, strumenti, opere e visioni del futuro. Eppure mai come oggi la collettività è chiamata a comprendere che il valore di un materiale non risiede soltanto nella sua funzione immediata, ma nella sua capacità di attraversare il tempo senza esaurirsi.

Il ciclo continuo della rigenerazione industriale

L’acciaio possiede una caratteristica quasi unica: può essere riciclato all’infinito senza perdere le proprie qualità. Una lattina, un barattolo, un contenitore possono rinascere in nuove forme, intraprendendo un viaggio continuo che sfugge alla logica dello scarto. In questo senso, l’acciaio non è soltanto una risorsa industriale, ma diventa metafora di una cultura della rigenerazione. Lo aveva intuito anche Italo Calvino quando, nelle Lezioni americane, indicava nella leggerezza e nella capacità di trasformazione alcuni dei valori essenziali per il nuovo millennio. Trasformare non significa cancellare ciò che è stato, ma conservare memoria e significato in una forma diversa. Ogni ciclo di recupero racconta proprio questa possibilità: dare continuità alle cose senza consumarle definitivamente.

Una nuova visione del progresso e della sostenibilità

L’iniziativa di Ricrea si inserisce in un dibattito che non riguarda soltanto l’ambiente, ma il modo stesso in cui viene immaginato il progresso. Per troppo tempo la modernità è stata associata all’idea dell’accumulo e del consumo. Oggi emerge invece una visione differente, più vicina a quella armonia tra genere umano e natura evocata da molti pensatori contemporanei. Una visione in cui la crescita non coincide con lo spreco, ma con la capacità di valorizzare ciò che già possediamo. L’acciaio diventa così il simbolo concreto di un’economia che non procede in linea retta ma in cerchio, dove ogni fine rappresenta un nuovo inizio. Un materiale prezioso non soltanto per le sue caratteristiche tecniche, ma per il messaggio che porta con sé: la possibilità di costruire il futuro senza impoverire il presente.

Riconoscere il valore nascosto delle cose

In un’epoca segnata dalla ricerca di modelli sostenibili, l’evento ci ricorda che la vera innovazione non consiste nel produrre sempre di più, ma nel saper riconoscere il valore nascosto delle cose. Un valore che non si esaurisce nell’uso, ma continua a rigenerarsi nel tempo, come una memoria collettiva che si rinnova senza mai andare perduta.