LA POLEMICA

Meloni sale nei sondaggi (e invita i suoi ministri ad andare all’ambasciata per l’Indipendence day)

Schlein: "Abbiamo difeso la premier da Trump, ma ora esca dal Board of piece per Gaza"

Meloni sale nei sondaggi (e invita i suoi ministri ad andare all’ambasciata per l’Indipendence day)

Non era difficile prevederlo. E infatti l’avevamo scritto già diversi giorni fa, appena era scoppiato il caso:

L’impressione è che gli attacchi possano alla fine favorire Meloni proprio in quei sondaggi che secondo Trump la vedrebbero in calo, visto anche il meccanismo trasversale di difesa (politica) scattato (quasi) immediatamente e le reazioni negative a senso unico contro il capo della Casa Bianca (basta aprire un social qualsiasi e guardare i commenti).

Dalla grammatica alla pratica: in pochi giorni il consenso nei confronti della premier – che già era alto – è salito di ben due punti, passando dal 38 al 40% secondo un sondaggio dell’Istituto Demopolis.

IL FOTORACCONTO DEGLI ULTIMI GIORNI:

Insomma, il paradosso è che per certi versi la presidente del Consiglio dovrebbe ringraziare Trump per averla attaccata. Non lo farà, naturalmente, però ieri sera, lunedì 22 giugno 2026, ha comunque chiesto a tutti i suoi ministri, in Cdm, di partecipare alle celebrazioni del 4 luglio all’ambasciata americana. Che se non è un ringraziamento. è comunque l’opposto rispetto a quella che sarebbe stata una reazione del tutto naturale, vale a dire troncare con l’alleato americano e marcare i confini.

E invece no, indipendentemente dal teatrino per l’Indipendence Day, la premier ha tenuto a precisare che lo scontro fra lei e Trump non modifica di una virgola i rapporti fra l’Italia e gli Stati Uniti.

Che sia vero, all’atto pratico, par difficile crederlo, anche perché l’inquilino della Casa Bianca ancora ieri ha sparato a zero sui leader europei (“rei” di non far nulla a fronte della “pioggia di dollari” che l’America dice di elargire al Vecchio continente) e facilissimo che s’inventi qualche altro colpo di testa, telenovela dei dazi docet.

Intanto l’opposizione poco o nulla può fare rispetto alla situazione in cui s’è ritrovata: ingoiando il boccone amaro dei sondaggi, Elly Schlein ha approfittato per mettere il dito nella piaga su una delle tante zone d’ombra del tycoon, quel piano di ristrutturazione della “Riviera di Gaza” a suon di dollari che non ha mai convinto nessuno, e infatti non è mai partito:

Abbiamo difeso Meloni da Trump, ma ora esca dal Board of piece per Gaza“, ha affondato la segretaria dem.