Fa discutere a Calolziocorte (Lecco, Lombardia) la vicenda del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale che, per tutto il mese di giugno, sta svolgendo la propria attività lavorativa in smart working dalla Repubblica Dominicana (in copertina: immagine di repertorio).
Una scelta autorizzata dal Comune per far fronte a una particolare esigenza familiare, ma che ha acceso il confronto politico tra maggioranza e opposizione.
Il lavoro dai Caraibi
Come raccontato da Prima Lecco, il dirigente comunale sta lavorando a circa ottomila chilometri di distanza dal municipio. L’autorizzazione riguarda esclusivamente il mese di giugno e consente al funzionario di operare da remoto dalla Repubblica Dominicana.
La situazione nasce da esigenze familiari: il dipendente, assunto da pochi mesi e con un numero limitato di ferie maturate, ha dovuto accompagnare la moglie e le due figlie, cittadine dominicane, nel loro Paese d’origine per un soggiorno temporaneo.
Per evitare una lunga assenza dal servizio, il dirigente ha chiesto all’amministrazione di poter continuare a lavorare in modalità agile fino al 30 giugno, definendo lui stesso la richiesta come una soluzione “eccezionale”.
Deroga e organizzazione
L’autorizzazione concessa dal Comune non ha riguardato soltanto il lavoro all’estero, ma anche l’organizzazione degli orari.
Per garantire il coordinamento con gli uffici italiani, il dipendente ha adeguato la propria giornata lavorativa al fuso orario di Santo Domingo, svolgendo il servizio nelle fasce orarie corrispondenti al pomeriggio e alla sera in Italia.
La vicenda è emersa dopo un accesso agli atti effettuato dai gruppi consiliari di minoranza Cambia Calolzio e Calolziocorte Bene Comune.
Le contestazioni
I consiglieri di opposizione Diego Colosimo e Sonia Mazzoleni hanno inviato una diffida all’amministrazione comunale per ottenere chiarimenti sulla procedura adottata.
“Sosteniamo tutte le forme che consentono di conciliare lavoro e famiglia, ma qui non si tratta di una giornata occasionale di smart working. Parliamo di un mese intero autorizzato in un Paese extraeuropeo, attraverso una deroga al regolamento comunale”.
Le minoranze sollevano inoltre una questione di equità, chiedendosi quanti altri dipendenti comunali avrebbero potuto ottenere un’autorizzazione analoga e sostenendo che la misura rischi di apparire come una soluzione costruita per un singolo caso.
Tra gli aspetti contestati dall’opposizione vi è anche la natura delle funzioni affidate al dirigente.
L’Ufficio tecnico comunale gestisce infatti pratiche legate all’edilizia, alle manutenzioni, al patrimonio e ai lavori pubblici, attività che secondo i gruppi di minoranza richiederebbero una presenza costante sul territorio e un rapporto diretto con cittadini e professionisti.
Per questo motivo le opposizioni hanno annunciato la possibilità di trasmettere la documentazione alla Procura regionale della Corte dei Conti qualora le spiegazioni dell’amministrazione non fossero ritenute sufficienti.
La replica del sindaco
Dal municipio respingono le accuse e difendono la scelta adottata.
Il sindaco Marco Ghezzi sottolinea come la decisione sia stata presa per rispondere a una situazione familiare straordinaria e limitata nel tempo.
“C’era un’esigenza familiare concreta e abbiamo ritenuto giusto trovare una soluzione eccezionale. Da inizio luglio sarà nuovamente in ufficio”.
Il primo cittadino evidenzia inoltre che il dirigente ha continuato a svolgere regolarmente le proprie mansioni durante il periodo all’estero.
“In queste settimane ha continuato a lavorare con puntualità e competenza: quando lo contatto risponde immediatamente, come e a volte più celermente di quando si trova in municipio”.
Secondo quanto confermato dall’amministrazione comunale, l’esperienza di smart working dalla Repubblica Dominicana terminerà il 30 giugno.
Dal 1° luglio il responsabile dell’Ufficio tecnico tornerà regolarmente a svolgere la propria attività presso il Comune di Calolziocorte, mentre il dibattito politico sulla vicenda resta aperto e potrebbe proseguire nelle prossime settimane.