Il Parlamento europeo ha approvato giovedì 18 giugno 2026 le risoluzioni relative alla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, al termine di un confronto istituzionale definito complesso e travagliato dai rappresentanti politici. Il testo finale integra le modifiche promosse dal gruppo dei Conservatori, finalizzate a rimodulare gli obblighi ambientali previsti per il settore produttivo.
La strategia del gruppo Ecr sul trattamento idrico
Il percorso decisionale all’interno delle commissioni comunitarie ha visto la definizione di obiettivi specifici da parte della delegazione di centrodestra.
“Come Gruppo ECR avevamo una priorità e cioè ottenere uno sospensione per la responsabilità estesa del produttore e per il trattamento quaternario obbligatorio delle acque”, dichiara in una nota ufficiale il parlamentare europeo Pietro Fiocchi, relatore ombra della risoluzione per il gruppo Ecr.
L’accordo politico con il Partito Popolare Europeo
Il raggiungimento dei consensi necessari per l’approvazione delle modifiche ha richiesto un’attività di coordinamento tra le diverse forze politiche dell’Eurocamera.
“A questo scopo abbiamo presentato emendamenti alla risoluzione presentata dalla sinistra e abbiamo lavorato insieme al PPE e agli altri gruppi di destra per ottenere una maggioranza su questi emendamenti”, spiega l’esponente politico del partito di maggioranza italiano.
La richiesta di nuovi studi scientifici alla Commissione
Le modifiche approvate introducono una revisione dei tempi e delle modalità di applicazione delle normative vigenti in materia di filiera produttiva.
“Siamo quindi soddisfatti di aver ottenuto questo risultato, fornendo alla Commissione europea un chiaro messaggio sulla necessità di ripensare il meccanismo delle responsabilità estesa del produttore, accompagnandolo con un nuovo studio basato sulle migliori evidenze scientifiche”, precisa il rappresentante istituzionale.
Lo stop temporaneo al trattamento quaternario
Un ulteriore punto cardine dell’azione parlamentare ha riguardato le tecnologie di filtraggio avanzato dei microinquinanti.
“Soddisfatti inoltre per l’approvazione del nostro emendamento sullo stop al trattamento quaternario“, continua il deputato europeo, “mi auguro che la Commissione prenda in considerazione l’importanza di questa ulteriore valutazione. Intanto, però, cogliamo con grande soddisfazione l’ennesimo risultato ottenuto oggi”.
Il commento della delegazione di Fratelli d’Italia
L’esito della votazione in Aula è stato analizzato anche dai vertici della rappresentanza nazionale a Strasburgo per evidenziare il peso degli equilibri politici attuali.
“Con il voto di oggi sulle acque reflue urbane”, aggiunge il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, “la ‘maggioranza Giorgia’ ottiene un altro significativo risultato politico, che molti settori produttivi attendevano da anni”.
Competitività delle imprese e obiettivi sostenibili
La posizione espressa dai rappresentanti della delegazione italiana sottolinea la necessità di bilanciare le tutele ecologiche con la tenuta del sistema economico continentale.
“Un’altra scelta di buon senso, pratica e a favore della competitività europea invece di target irraggiungibili contro le nostre imprese”, conclude il dirigente politico nella nota congiunta.