OCCHIO AI RAGGIRI

Falsi rimborsi fiscali via e-mail, scatta l’allarme: “Attenzione alle truffe che imitano l’Agenzia delle Entrate”

Codici Lombardia segnala una nuova campagna di phishing che sfrutta la stagione delle dichiarazioni dei redditi. I cittadini invitati a non cliccare sui link e a non comunicare dati bancari

Falsi rimborsi fiscali via e-mail, scatta l’allarme: “Attenzione alle truffe che imitano l’Agenzia delle Entrate”

Una e-mail che promette un rimborso fiscale, apparentemente inviata dall’Agenzia delle Entrate, sta raggiungendo in questi giorni le caselle di posta elettronica di numerosi contribuenti.

Dietro l’apparenza di una comunicazione istituzionale si nasconde però un tentativo di truffa finalizzato a sottrarre dati personali e coordinate bancarie.

L’invito a ottenere il rimborso, occhio al raggiro

A lanciare l’allarme è Codici Lombardia, che nelle ultime ore ha raccolto diverse segnalazioni relative a messaggi che invitano i destinatari a confermare i propri dati per ottenere un presunto rimborso Irpef riferito all’anno d’imposta 2024.

La mail che sta arrivando a molti contribuenti

Le e-mail, spiegano dall’associazione dei consumatori, sono costruite in modo da apparire credibili: utilizzano loghi istituzionali, riferimenti fiscali e un linguaggio che richiama quello delle comunicazioni ufficiali.

Uno degli elementi più ricorrenti è la richiesta di agire rapidamente per non perdere il diritto al rimborso, accompagnata da link esterni sui quali inserire informazioni bancarie e dati personali.

Le raccomandazioni di Codici Lombardia

“È proprio l’urgenza della richiesta a dover far scattare un campanello d’allarme”, sottolinea Davide Zanon, segretario regionale di Codici Lombardia:

                                 Davide Zanon, segretario regionale di Codici Lombardia

“In un periodo come quello attuale, caratterizzato dalla campagna per il modello 730 e dall’attesa di eventuali rimborsi fiscali, è più facile che i cittadini possano abbassare la soglia di attenzione e cadere in trappole ben confezionate”.

Secondo l’associazione, è importante ricordare che le comunicazioni relative a questioni fiscali seguono canali ufficiali e verificabili.

Per questo motivo i contribuenti sono invitati a diffidare di messaggi che richiedano l’inserimento di dati bancari tramite collegamenti ricevuti via posta elettronica.

Come diffidare dalle comunicazioni sospette

Il segretario regionale di Codici spiega infatti come di fatto diffidare e “girare alla larga” da comunicazioni sospette che hanno l’obiettivo di raggirare i cittadini:

“Quando si tratta di questioni fiscali il contribuente viene normalmente raggiunto attraverso gli strumenti ufficiali previsti dalla normativa, come la posta elettronica certificata, le comunicazioni presenti nelle aree riservate dei portali istituzionali oppure tramite il proprio commercialista o consulente fiscale di fiducia. Nessuno dovrebbe mai inserire coordinate bancarie cliccando su link ricevuti via e-mail senza averne verificato l’autenticità”.

Da qui l’invito di Codici Lombardia a non aprire link sospetti, a non comunicare credenziali di accesso o dati bancari e, in caso di dubbi, a rivolgersi direttamente ai propri consulenti o agli uffici competenti utilizzando esclusivamente recapiti ufficiali.

Prevenzione e l’azione dell’associazione

“La prevenzione resta il principale strumento di difesa contro queste forme di frode”, aggiunge Zanon:

“Bastano pochi secondi di distrazione per mettere a rischio dati sensibili e risorse economiche. È importante diffidare sempre delle comunicazioni che fanno leva sull’urgenza o sulla prospettiva di ottenere rapidamente somme di denaro”.

Alla luce delle numerose segnalazioni ricevute, l’associazione ha inviato una comunicazione formale all’Agenzia delle Entrate chiedendo un intervento informativo rivolto ai contribuenti.

Analoga informativa verrà trasmessa agli associati per aumentare il livello di consapevolezza e prevenzione.

L’associazione resta inoltre a disposizione dei cittadini per raccogliere segnalazioni e fornire assistenza a chi ritenga di essere stato destinatario o vittima di tentativi di phishing o altre frodi informatiche.