guerra in ucraina

Drone di Mosca abbattuto da caccia Nato del Baltico. Raid russi su Kherson e Zaporizhzhia: morti e feriti tra i civili

Un Rafale francese della Nato ha colpito un velivolo senza pilota entrato nello spazio aereo della Lettonia

Drone di Mosca abbattuto da caccia Nato del Baltico. Raid russi su Kherson e Zaporizhzhia: morti e feriti tra i civili

La guerra in Ucraina torna a lambire direttamente lo spazio aereo della Nato. L’8 giugno 2026 un caccia francese Rafale, impegnato nella missione di sorveglianza aerea dell’Alleanza sul Baltico, ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lettonia dalla Russia. L’episodio è avvenuto nell’est del Paese, non lontano dalla regione di Rēzekne, lungo una delle aree più sensibili del fianco orientale europeo.

Secondo le autorità lettoni, il drone è entrato in Lettonia dalla direzione della Russia. Le forze armate di Riga non hanno indicato pubblicamente chi lo avesse lanciato, ma hanno spiegato che il velivolo sarebbe finito nello spazio aereo lettone a causa della guerra elettronica russa. La decisione finale di abbatterlo è stata presa dal comando Nato, mentre i caccia francesi sono decollati dalla base di Šiauliai, in Lituania, dove operano nell’ambito della missione Baltic Air Policing.

Drone di Mosca abbattuto nei cieli Nato del Baltico

Il ministro della Difesa lettone Raivis Melnis ha confermato che l’intercettazione è stata decisa a livello Nato. Un portavoce dell’Alleanza ha sottolineato che l’episodio dimostra ancora una volta la capacità della Nato di “dissuadere e difendere”. Il primo ministro lettone Andris Kulbergs ha invece parlato di una risposta rapida e professionale.

La Lettonia, come Estonia, Lituania, Polonia e Romania, è ormai esposta agli effetti indiretti della guerra: droni fuori rotta, interferenze elettroniche, detriti, allarmi aerei e operazioni di intercettazione.

Una serie di incidenti sempre più ravvicinati

L’episodio dell’8 giugno non è isolato. Nelle ultime settimane altri droni sono entrati o sono precipitati in Paesi Nato o confinanti con l’Ucraina. A maggio un drone ucraino era stato abbattuto da un caccia Nato sopra l’Estonia dopo essere stato deviato, secondo Kiev, da interferenze elettroniche russe. In Romania, un drone ha colpito un edificio a Galați, vicino al confine con l’Ucraina, provocando un incendio e feriti. In Moldova sono stati ritrovati frammenti di un drone ucraino con tracce di esplosione.

La dinamica è ormai ricorrente: la Russia lancia attacchi massicci contro l’Ucraina, l’Ucraina risponde colpendo obiettivi militari e infrastrutturali russi, e nel mezzo la guerra elettronica modifica traiettorie, disturba i segnali Gps e spinge alcuni velivoli senza pilota fuori rotta. Per i Paesi dell’Est Europa la difesa dello spazio aereo non riguarda soltanto missili e caccia, ma anche sciami di droni, velivoli a basso costo e frammenti che possono cadere su centri abitati, porti o infrastrutture energetiche.

L’incidente in Lettonia pesa anche perché avviene mentre la Nato discute da mesi la costruzione di una sorta di “muro di droni” lungo il fianco orientale, una rete di sensori, intercettori e capacità anti-Uav per proteggere i confini più esposti.

Zaporizhzhia, droni russi su una zona residenziale: due morti e quindici feriti

Mentre il fronte baltico segnala il rischio di allargamento geografico della guerra, nel sud dell’Ucraina continuano i raid russi contro le città. L’8 giugno 2026 un attacco di droni russi ha colpito una zona residenziale di Zaporizhzhia, provocando almeno due morti e quindici feriti. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione regionale, Ivan Fedorov.

L’attacco ha colpito edifici civili e aree abitate. Secondo le prime ricostruzioni, tra i feriti ci sarebbero anche persone soccorse tra le macerie o raggiunte da schegge e detriti dopo l’impatto dei droni. Le immagini diffuse dalle agenzie internazionali nei giorni precedenti avevano già mostrato palazzi danneggiati e residenti evacuati dopo raid analoghi nella stessa città.

Zaporizhzhia resta uno dei punti più vulnerabili della guerra. È una grande città del sud-est ucraino, vicina alla linea del fronte e al tempo stesso collegata al dossier della centrale nucleare omonima, occupata dalle forze russe dall’inizio dell’invasione. Anche quando gli attacchi non riguardano direttamente l’impianto, ogni escalation nella regione aumenta l’allarme sulla sicurezza delle infrastrutture critiche e della popolazione civile.

Drone di Mosca abbattuto nei cieli Nato del Baltico. Raid russi su Kherson e Zaporizhzhia: morti e feriti tra i civili
Vittime Zaporizhzhia

Kherson ancora sotto tiro: droni e artiglieria contro i civili

Anche Kherson continua a pagare un prezzo altissimo. Nei giorni immediatamente precedenti, le autorità ucraine hanno riferito nuovi attacchi russi nella regione meridionale, con vittime civili in più episodi. Reuters ha riportato che il 5 giugno attacchi russi hanno ucciso cinque persone nella regione di Kherson in tre diversi incidenti. Secondo l’amministrazione regionale, i raid hanno colpito aree abitate e persone impegnate nelle attività quotidiane.

Kherson è una delle città simbolo della guerra. Liberata dalle forze ucraine nel novembre 2022, resta però esposta ai bombardamenti russi dalla riva orientale del Dnipro, ancora sotto controllo di Mosca. La geografia della città la rende particolarmente vulnerabile: artiglieria, droni Fpv e bombe guidate possono colpire quartieri civili, mezzi di trasporto, ambulanze, edifici amministrativi e infrastrutture locali.

Nelle ultime settimane, secondo i resoconti delle autorità ucraine e delle organizzazioni umanitarie, i droni russi hanno preso di mira anche veicoli civili e mezzi usati per il soccorso. A metà maggio, un drone russo ha colpito un veicolo dell’Onu a Kherson, senza provocare vittime tra il personale, ma confermando il livello di rischio anche per operatori umanitari e missioni internazionali.

Un conflitto che resta senza pausa

Gli ultimi sviluppi smentiscono l’idea di una guerra in rallentamento. Sul terreno, la Russia continua a colpire città e regioni ucraine con droni, missili e artiglieria. Sul piano regionale, gli incidenti nei cieli baltici e lungo i confini orientali della Nato mostrano che il conflitto produce effetti sempre più ampi.

La guerra resta concentrata in Ucraina, ma i suoi margini si muovono.