Francesco Silvestro 54 anni, senatore di Forza Italia e presidente della Commissione bicamerale per le Questioni regionali è stato denunciato da una donna, 52 anni, imprenditrice e rappresentante nel settore dei vini, per violenza sessuale.
Secondo la ricostruzione fornita dalla signora, l’episodio sarebbe avvenuto il 25 febbraio 2025 nello studio del parlamentare nel complesso di San Luigi dei Francesi, a Roma, uno degli spazi in uso al Senato. L’imprenditrice sostiene di essere stata convocata per ragioni professionali, legate a una possibile fornitura di vini per un evento privato.
L’incontro nello studio del Senato
Nell’intervista rilasciata a Repubblica, la donna racconta che il contatto sarebbe nato attraverso un uomo conosciuto da anni per lavoro.
“È partito da loro. Conoscevo da anni un signore, per lavoro, che si era sempre presentato a me come carabiniere. Con lui ci sentivamo o scambiavamo gli auguri di Natale. Nel 2025 lo rivedo a Roma. Mi dice: adesso sto col senatore Silvestro. Poi mi chiama a febbraio, dice che ‘il senatore’ mi voleva vedere perché per inaugurare la sua villa a Capri: doveva rifornire la cantina”.
La professionista asserisce di non essere andata da sola all’appuntamento:
“Mi accompagna quasi sull’uscio di quel Palazzo un amico che ha l’auto elettrica. Gli dico: aspettami, devono ordinarmi delle bottiglie”. Poi descrive lo studio: “Un segretario mi fa accomodare dentro, oltre l’anticamera dove ci sono gli assistenti. Lui era in aula, mi dicono, arriva dopo, si chiude la porta alle sue spalle. La stanza? Più lunga che larga: a sinistra la sua scrivania con le due bandiere, a destra salottino con il divano”.
Il punto centrale della denuncia riguarda l’assenza di consenso. Nel racconto agli inquirenti la 52enne ha dichiarato:
“Ho subito un attacco sessuale a freddo, era la prima volta che ci vedevamo, non c’era consenso. Tengo a dire che allora prendo piumino e borsetta. Lui però mi blocca. Ero come raggelata. Un senatore. Nel suo studio. La cosa mi ha paralizzato”. La donna aggiunge di essersi poi rivolta a una psicologa: “La psicologa mi ha spiegato che questa paralisi è tipica”.
Dopo l’episodio, racconta ancora, “esco dal palazzo sconvolta, il mio amico mi ha vista in lacrime e mi ha fatto compagnia fino a tardi. Quella stessa sera il senatore mi manda un link e un indirizzo. È un hotel. Non ho mai risposto”.
La denuncia è arrivata oltre un anno dopo. “Stavo male dentro. Sono stata sotto terapia psicologica, cercavo di rimuovere, ma in realtà dovevo affrontarlo per superarlo”.
Silvestro nega: “Totale estraneità ai fatti”
Silvestro respinge ogni accusa. Attraverso il proprio legale ha dichiarato il proprio “stupore” e la propria “totale estraneità ai fatti”, precisando di non avere notizia della pendenza di un procedimento a suo carico e di essere pronto, se necessario, “a chiarire ogni aspetto nelle opportune sedi”.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa, appresa la vicenda dalla stampa, ha chiesto ai senatori questori di procedere agli accertamenti necessari.
Interpellato sulla vicenda da Repubblica, che ha raccolto anche la versione dell’accusato, il senatore ha confermato l’incontro, ma ha negato la ricostruzione della donna. La frase che ha acceso la polemica è però un’altra:
“Quando mai. Non ci pensi. Poi, modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale. Uno può dire quello che vuole. Poi però le cose vanno provate. Magari mi vuole estorcere qualcosa”.
La replica: “Dopo la violenza, anche il dileggio”
Proprio a quella frase la donna ha replicato:
“Non pensavo di dover affrontare, dopo la violenza, anche il dileggio. Quando l’ho letto non credevo ai miei occhi. Questo non riguarda l’inchiesta, posso e voglio dirlo. Voleva dire che non sono Miss Universo. Che squallore. Mi ha dato l’ultima consapevolezza. Un’ulteriore forza. Adesso veramente, dopo aver letto quelle parole, sono ancora più convinta di aver fatto la scelta giusta. Sarà la magistratura a valutare”.
Se l’accertamento dei fatti spetta alla magistratura e Silvestro ha diritto alla presunzione di innocenza, il linguaggio usato davanti a una denuncia di violenza sessuale ha un peso pubblico. L’aspetto fisico della donna che denuncia non può diventare argomento difensivo, perché il tema non è la bellezza né la “normalità” di una persona: il tema è il consenso.
Palazzo Madama e Forza Italia davanti al caso
La vicenda è arrivata anche sul tavolo istituzionale. La Russa ha chiesto ai senatori questori di “procedere agli accertamenti necessari”, passaggio che riguarda il profilo interno a Palazzo Madama, distinto da quello giudiziario. Il presunto episodio, infatti, sarebbe avvenuto in un luogo del Senato.

Anche il segretario di Forza Italia Antonio Tajani starebbe valutando la possibile sospensione del senatore dal partito.
Una vicenda giudiziaria, ma anche culturale
Il caso resta prima di tutto una vicenda giudiziaria da accertare. Ma è già diventato anche un caso politico e culturale perché riguarda il modo in cui una donna che denuncia una presunta violenza sessuale viene trattata nello spazio pubblico.
Al delle responsabilità reali o presunte, che soltanto la magistratura avrà facoltà di valutare, che un adulto, che ricopra una carica istituzionale a livello nazionale, ritenga opportuno “difendersi” buttandola sull’estetica della sua accusatrice (non durante una privata conversazione, bensì nell’ambito di una smentita attraverso un quotidiano nazionale) conferma che sì, c’è un problema culturale. A prescindere dal nodo giudiziario.