oltre 200 feriti

Terremoto e tsunami nelle Filippine: Mindanao colpita da una scossa di magnitudo 7.8, almeno 16 morti

Il sisma è avvenuto al largo della provincia di Sarangani, nel sud del Paese, alle 7.37 di oggi, lunedì 8 giugno. Onde fino a 1,4 metri hanno raggiunto alcune coste

Terremoto e tsunami nelle Filippine: Mindanao colpita da una scossa di magnitudo 7.8, almeno 16 morti

Una forte scossa di terremoto ha colpito oggi, lunedì 8 giugno 2026, il sud delle Filippine, provocando vittime, crolli e un’allerta tsunami estesa a diverse aree del Pacifico occidentale.

Il sisma, di magnitudo 7.8, è stato registrato alle 7.37 del mattino, ora locale, al largo dell’isola di Mindanao, vicino alla provincia di Sarangani e alla città portuale di General Santos.

Il bilancio provvisorio parla di almeno 16 morti e oltre 200 feriti, soprattutto a causa di crolli, detriti e danni agli edifici. General Santos, centro urbano di oltre 700mila abitanti e importante polo commerciale e ittico del Paese, risulta tra le aree più colpite. Edifici pubblici, scuole, ponti e strutture private hanno riportato danni rilevanti.

Lo tsunami: onde fino a 1,4 metri

La scossa ha generato anche uno tsunami. Le onde hanno raggiunto circa 1 metro lungo alcune coste vicine all’epicentro, con un picco misurato di 1,4 metri nell’area costiera di Kiamba, nella provincia di Sarangani. Onde più contenute sono state osservate anche in Indonesia, Palau e nel sud del Giappone.

Nelle prime ore dopo il sisma, il Pacific Tsunami Warning Center aveva segnalato la possibilità di onde fino a 3 metri su alcune coste filippine e fino a 1 metro in parti di Indonesia e Malesia. L’allerta è poi progressivamente rientrata, ma le autorità hanno continuato a invitare la popolazione alla prudenza, soprattutto nelle aree costiere e vicino a edifici danneggiati.

General Santos, scuole e infrastrutture danneggiate

A General Santos si concentrano molte delle immagini più dure della giornata: edifici parzialmente crollati, veicoli colpiti da calcinacci, strade bloccate e strutture evacuate. Anche l’aeroporto internazionale della città è stato temporaneamente chiuso, con la cancellazione di 17 voli domestici.

Il terremoto è arrivato in un momento particolarmente delicato: proprio lunedì riaprivano le scuole dopo la pausa estiva. In diverse zone di Mindanao, gli studenti erano riuniti per le cerimonie del mattino quando la terra ha iniziato a tremare. Più di 100 ragazzi hanno riportato contusioni o malori legati al panico. In un istituto di Davao del Sur è crollata parte della struttura mentre gli studenti si trovavano all’esterno.

Il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha ordinato la sospensione delle lezioni nelle aree colpite e ha sintetizzato così la priorità del governo:

“La sicurezza dei nostri bambini viene prima di tutto”.

Marcos: “Non lasceremo Mindanao indietro”

Il governo filippino ha attivato la risposta d’emergenza, con centri di evacuazione, distribuzione di aiuti e squadre di soccorso impegnate nella verifica di edifici, scuole e infrastrutture. Marcos ha assicurato il sostegno del governo centrale:

“Il governo nazionale si sta muovendo e non lasceremo Mindanao indietro”.

Il direttore dell’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia, Teresito Bacolcol, ha descritto l’evento come un sisma di grande intensità:

“È un forte terremoto e ci aspettiamo danni”. L’epicentro è stato localizzato in mare, a sud-ovest di Maasim, nella provincia di Sarangani, a una profondità stimata di circa 33 chilometri secondo le autorità filippine citate da AP; altre rilevazioni internazionali hanno fornito valori leggermente diversi, una differenza normale nelle prime ore dopo eventi sismici di questa portata.

La paura delle scosse di assestamento

Dopo il sisma principale sono state registrate numerose scosse di assestamento. Almeno nove sono state percepite con forza a Mindanao nella mattinata di lunedì, la più intensa con magnitudo 6.7. Le autorità hanno invitato i residenti a non rientrare in case, scuole o edifici danneggiati finché non saranno completate le verifiche tecniche.

Il rischio, in queste ore, non riguarda solo nuovi crolli. Dopo una scossa di magnitudo 7.8, anche strutture apparentemente ancora in piedi possono avere lesioni profonde, soprattutto in zone urbane dense o in edifici costruiti con standard non adeguati.

Una delle zone più sismiche del mondo

Le Filippine si trovano lungo il Pacific Ring of Fire, la cintura di faglie e vulcani che circonda l’Oceano Pacifico. È una delle aree più esposte al mondo a terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami. Il Paese è inoltre colpito ogni anno da numerosi tifoni e tempeste tropicali, rendendo la gestione delle emergenze un elemento strutturale della sicurezza nazionale.

Il sisma dell’8 giugno arriva pochi mesi dopo altri eventi gravi nell’arcipelago. Nell’ottobre 2025 un terremoto di magnitudo 6.9 al largo di Cebu aveva causato decine di vittime, seguito da altre forti scosse a Mindanao. Il nuovo terremoto conferma la vulnerabilità del sud delle Filippine, dove il rischio non è solo sismico ma anche costiero, per la possibile formazione di onde anomale dopo scosse offshore.

Il bilancio resta provvisorio

Il numero delle vittime potrebbe cambiare nelle prossime ore. Le squadre di emergenza stanno ancora verificando segnalazioni di persone disperse e possibili crolli in edifici scolastici, commerciali e residenziali. Le priorità sono tre: soccorrere eventuali intrappolati, mettere in sicurezza le strutture lesionate e assistere le comunità costiere evacuate per il rischio tsunami.

Per ora la minaccia principale dello tsunami sembra rientrata, ma la crisi non è chiusa. A Mindanao resta aperta la fase più delicata: quella delle verifiche, delle scosse successive e della conta reale dei danni.