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Carburanti: il 6 giugno scadono gli sconti sulle accise, Giorgetti studia una proroga e parla di “accise mobili”

Nelle ultime ore è circolata anche l’ipotesi di un bonus carburante da 100 euro per i nuclei più fragili, eventualmente collegato alla "Carta dedicata a te"

Carburanti: il 6 giugno scadono gli sconti sulle accise, Giorgetti studia una proroga e parla di “accise mobili”

Il conto alla rovescia per gli automobilisti è ormai agli sgoccioli: il 6 giugno 2026 termina l’ultima finestra di riduzione delle accise sui carburanti. Il decreto legge del 22 maggio ha infatti rideterminato le aliquote su benzina, gasolio, GPL e gas naturale dal 23 maggio fino al 6 giugno, fissando l’accisa sulla benzina a 622,90 euro per mille litri e quella sul gasolio a 572,90 euro per mille litri. Per il GPL l’aliquota è stata fissata a 242,77 euro per mille chilogrammi, mentre per il gas naturale usato come carburante resta pari a zero.

Carburanti: il 6 giugno scadono gli sconti sulle accise, Giorgetti studia una proroga e parla di "accise mobili"
Caro benzina

La misura era nata per contenere gli effetti del caro carburanti, in un contesto segnato dal rialzo dei prezzi energetici e dalla volatilità dei mercati internazionali. Senza un nuovo intervento, dal giorno successivo alla scadenza il rischio è un aumento immediato dei prezzi alla pompa, soprattutto per il diesel, carburante particolarmente sensibile per trasporti, logistica e imprese.

La linea di Giorgetti

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha chiarito che il governo non intende necessariamente passare da un nuovo decreto legge. L’orientamento è quello di procedere con un decreto ministeriale, utilizzando il meccanismo delle accise mobili. In sostanza, l’intervento verrebbe calibrato sulla base delle risorse effettivamente disponibili e dell’andamento dei prezzi di mercato.

Giorgetti ha spiegato che “il 6 scadono le accise” e che l’esecutivo interverrà “con il meccanismo delle accise mobili”, precisando però che bisognerà prima “valutare quanto è la disponibilità” e poi decidere “in base alle condizioni di mercato” come prorogare gli aiuti.

Cosa sono le accise mobili

Il meccanismo è semplice nella logica, più complesso nella gestione pratica. Quando i prezzi dei carburanti salgono, aumenta anche il gettito Iva incassato dallo Stato, perché l’Iva si applica sul prezzo finale. Le accise mobili permettono di usare parte di questo extragettito per ridurre temporaneamente le accise, compensando almeno in parte il rincaro alla pompa.

Rispetto al taglio fisso deciso con i precedenti decreti, la nuova impostazione sarebbe più flessibile: lo sconto non verrebbe stabilito una volta per tutte, ma agganciato alle risorse effettivamente disponibili. È una scelta che consente al Tesoro di limitare l’impatto sui conti pubblici, ma lascia ancora aperte due domande: quanto durerà la proroga e quanto sarà consistente lo sconto.

Il nodo dei costi

Il tema centrale resta quello delle coperture. Il taglio delle accise è una misura molto visibile per i consumatori, ma anche costosa per lo Stato. Il decreto del 22 maggio quantifica gli oneri delle misure sulle accise in 133,8 milioni di euro per il 2026, oltre a una coda finanziaria di 1,8 milioni nel 2028.

È per questo che il ministero dell’Economia sembra intenzionato a evitare una proroga generalizzata e rigida, preferendo uno strumento più modulabile. Il governo dovrà decidere se continuare a sostenere tutti i consumatori attraverso il prezzo alla pompa o se affiancare alla riduzione delle accise misure più selettive, rivolte in particolare alle famiglie con redditi più bassi.

L’ipotesi del bonus carburante

Nelle ultime ore è circolata anche l’ipotesi di un bonus carburante da 100 euro per i nuclei più fragili, eventualmente collegato alla “Carta dedicata a te”. Al momento, però, questa strada non è stata formalizzata e, secondo le ricostruzioni più recenti, non è arrivata sul tavolo del Consiglio dei ministri come provvedimento già definito.

Il punto politico è delicato: le accise mobili aiutano tutti gli automobilisti, indipendentemente dal reddito; un bonus mirato, invece, avrebbe un impatto più selettivo, ma richiederebbe procedure e tempi di attuazione più complessi.

Cosa può succedere dal 7 giugno

La soluzione più probabile è quindi una proroga tecnica, affidata a un decreto ministeriale, con uno sconto rimodulato in base all’extragettito Iva e alle condizioni dei mercati energetici. Non è ancora chiaro, però, se la misura sarà identica per benzina e diesel né per quanti giorni resterà in vigore.