infiltrazioni mafiose

Camorra, sciolti i Comuni di Sarno e Torre Annunziata: commissariate due giunte di centrosinistra

Il governo, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha deliberato nelle scorse ore. La gestione dei due enti passerà a commissioni straordinarie per 18 mesi

Camorra, sciolti i Comuni di Sarno e Torre Annunziata: commissariate due giunte di centrosinistra

Due Comuni campani sciolti nello stesso Consiglio dei ministri per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata. Il governo, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha deliberato il 4 giugno 2026 lo scioglimento dei consigli comunali di Sarno, in provincia di Salerno, e Torre Annunziata, in provincia di Napoli. La gestione dei due enti passerà a commissioni straordinarie per 18 mesi.

Camorra, sciolti i Comuni di Sarno e Torre Annunziata: commissariate due giunte di centrosinistra
Ministro Piantedosi

Il passaggio centrale del comunicato di Palazzo Chigi parla di “accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata” tali da compromettere il buon andamento dell’azione amministrativa, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali. Si tratta della norma che consente lo scioglimento degli organi elettivi quando emergono elementi di collegamento o pressione mafiosa sull’attività dell’ente.

Il colore politico delle giunte

Il dato politico è evidente: entrambe le amministrazioni finite sotto commissariamento erano guidate dal centrosinistra.

A Torre Annunziata il sindaco era Corrado Cuccurullo, professore universitario, eletto nel 2024 con una coalizione di centrosinistra sostenuta, tra gli altri, da Partito democratico, Azione, +Europa e liste civiche. Al ballottaggio aveva ottenuto il 69,35% dei voti contro il candidato del centrodestra Carmine Alfano.

A Sarno l’amministrazione era guidata da Francesco Squillante, eletto sindaco nel giugno 2024 con il 58,98% dei consensi. Anche in questo caso si trattava di una coalizione di centrosinistra, composta da Base Popolare, Italia Viva, Movimento Democratico, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano e lista Squillante Sindaco.

Torre Annunziata, secondo scioglimento in quattro anni

Il caso più pesante, sul piano simbolico, è quello di Torre Annunziata. Per il Comune oplontino si tratta del secondo scioglimento per infiltrazioni mafiose in quattro anni: il precedente risaliva al 2022. L’amministrazione Cuccurullo era nata nel 2024, proprio dopo una lunga fase commissariale, ma è durata meno di due anni.

La crisi politica era esplosa già nelle settimane precedenti. Il sindaco Cuccurullo si era dimesso dopo le parole del procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, pronunciate il 5 maggio 2026 durante la cerimonia per l’abbattimento di Palazzo Fienga, storica roccaforte del clan Gionta. Il procuratore aveva parlato di “troppe ombre”, “troppe opacità”, “contiguità con la criminalità organizzata” e “inerzie” dentro l’amministrazione comunale.

Dopo le dimissioni, al Comune era già arrivato un commissario prefettizio. Ora, però, con lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, la gestione passa a una commissione straordinaria e il ritorno alle urne si allontana: secondo le prime ricostruzioni, non avverrà prima del 2028.

Sarno, ritorna l’ombra del commissariamento

Anche per Sarno il provvedimento ha un forte peso politico e amministrativo. Il Comune era stato conquistato nel 2024 dal centrosinistra con Francesco Squillante, che aveva superato il candidato di centrodestra Giovanni Cocca. La decisione del Consiglio dei ministri fa decadere sindaco, giunta e consiglio comunale, aprendo anche qui una fase di gestione straordinaria.

Il caso riporta alla memoria un precedente lontano ma significativo: Sarno era già stato sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata nel 1993, durante l’amministrazione guidata da Pasquale Fasolino. A distanza di oltre trent’anni, lo Stato torna dunque a commissariare l’ente per ragioni legate alla pressione della camorra sull’amministrazione locale.

Cosa succede ora

Lo scioglimento non equivale a una condanna penale degli amministratori, ma è una misura amministrativa di prevenzione. Serve a interrompere situazioni in cui, secondo gli accertamenti del Viminale e delle prefetture, la criminalità organizzata può condizionare scelte, atti, appalti, uffici o indirizzi dell’ente locale.

Nei due Comuni arriveranno commissioni straordinarie incaricate di guidare l’amministrazione per almeno 18 mesi. In questo periodo non ci saranno sindaco, giunta e consiglio comunale eletti: le funzioni passeranno ai commissari nominati dallo Stato.