"nuovo corso"?

Lega: i “ribelli” Zaia, Fedriga e Fontana mettono alle strette Salvini (che gioca la contromossa)

L'appuntamento chiave è fissato per mercoledì prossimo, quando il Consiglio federale della Lega si riunirà a Montecitorio

Lega: i “ribelli” Zaia, Fedriga e Fontana mettono alle strette Salvini (che gioca la contromossa)

La contromossa di Salvini: promuovere Zaia per spegnere la rivolta del Nord. 

Il leader della Lega prova a giocare d’anticipo. O meglio, a riconquistar palla e provare a ripartire in contropiede.

Ma basterà? Sarà persuasivo nel convincere l’anima “ribelle” del partito (quella più legata alla “questione del Nord” e che da subito aveva osteggiato l’ingresso con tanto di tappeti rossi al generale Vannacci) a provare a ripartire all’insegna di una sorta di “nuovo corso” più fedele alla tradizione e alla storia del Carroccio?

Nuovi venti di rivolta, la mossa di Salvini

Perché, la notizia di queste ultime ore, è che di fronte al crescente, ennesimo, malumore che attraversa la Lega e alle voci di una possibile resa dei conti interna, il segretario federale starebbe preparando una mossa destinata a ridisegnare gli equilibri del Carroccio: affidare a Luca Zaia un ruolo apicale nella struttura del partito, molto probabilmente quello di vicesegretario federale.

Luca Zaia e Matteo Salvini

Formalmente all’ordine del giorno figurano l’approvazione del rendiconto 2025 e le comunicazioni del segretario.

Ma è proprio quest’ultimo punto ad attirare tutta l’attenzione. Da giorni, infatti, nei corridoi del partito si parla di una promozione dell’ex governatore del Veneto, da sempre una delle figure più popolari e radicate nel Nord produttivo.

Zaia vicesegretario, la riorganizzazione del partito

L’operazione avrebbe un significato che va ben oltre il semplice rimpasto organizzativo.

Salvini punta infatti a lanciare una fase di “rafforzamento e ammodernamento” della Lega, coinvolgendo amministratori, governatori e sindaci nella definizione delle priorità politiche da qui alla fine della legislatura.

Ma soprattutto cerca di ricompattare un partito che negli ultimi mesi ha visto crescere dissensi, abbandoni e preoccupazioni per il futuro. 

E infatti vale la pena evidenziare come in molti ritengono che un’eventuale “promozione” di Zaia sia in realtà una mossa per “silenziarlo”, detto banalmente e volgarmente per “tenerlo buono” (promoveatur ut amoveatur, dicevano i latini), un po’ come quando, mesi fa, si ipotizzava di un possibile ingresso di Zaia nel Governo.

Il “ritiro” in Trentino e la richiesta di un congresso straordinario

Il problema infatti è che la mossa di Salvini arriva dopo settimane di indiscrezioni che raccontano uno scenario ben diverso.

L’appuntamento organizzato dalla Lega, promotore lo stesso Salvini, a Treviso, nato con l’obiettivo di rilanciare l’azione politica del partito, potrebbe trasformarsi in un passaggio molto più delicato per Matteo Salvini.

Dietro la narrazione ufficiale di una due giorni dedicata alle prospettive future del Carroccio, si muovono infatti tensioni interne che da tempo attraversano il movimento.

Secondo indiscrezioni provenienti dall’area settentrionale del partito, diversi esponenti di primo piano spingerebbero per aprire una riflessione profonda sulla direzione intrapresa negli ultimi anni.

Fedriga, Zaia e Fontana, trio “ribelle” della Lega

Tra i nomi che vengono indicati come protagonisti di questa fase figurano proprio Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Attilio Fontana, governatori che rappresentano il volto amministrativo e territoriale della Lega e che vedrebbero con favore la convocazione di un congresso straordinario.

L’ultimatum a Salvini: “Così non si va avanti”

Il nodo riguarda l’identità stessa del partito.

Una parte della classe dirigente ritiene infatti necessario recuperare un legame più stretto con i territori e con quelle istanze autonomiste che hanno caratterizzato la storia del movimento.

Una posizione che si confronta con il percorso di nazionalizzazione promosso da Salvini durante la sua segreteria.

A rendere più complesso il quadro contribuiscono anche le preoccupazioni legate ai consensi.

Nelle analisi interne cresce l’attenzione verso l’andamento elettorale della Lega e verso la capacità di attrazione esercitata da Roberto Vannacci, che continua a raccogliere interesse tra militanti, amministratori locali ed esponenti politici provenienti dall’area del centrodestra.

Il timore, tra alcuni dirigenti, non riguarda soltanto una possibile ulteriore flessione del partito, ma soprattutto il rischio che nuove realtà politiche possano contendere alla Lega il ruolo di riferimento per quell’elettorato che negli ultimi anni ha sostenuto la linea sovranista.

In questo contesto, la riunione di Treviso potrebbe assumere un significato che va oltre il semplice confronto programmatico.

Per il fronte che chiede un cambio di passo, il congresso straordinario rappresenterebbe l’occasione per discutere apertamente della strategia futura e degli assetti di leadership in vista delle prossime elezioni politiche.

Per Salvini, invece, la sfida sarà dimostrare di avere ancora il controllo di un partito che appare attraversato da sensibilità e visioni sempre più differenti.

L’altro tema che rovina il sonno, l’avanzata del generale Vannacci

Resta però da capire se a Salvini basterà sedare la “rivolta” promuovendo Zaia (sempre che accetti) o mostrandosi aperto al confronto proposto dallo stesso Zaia con Fedriga e Fontana.

Perché la tensione che attraversa il Carroccio non nasce soltanto dalle dinamiche interne.

Sullo sfondo c’è infatti la crescita costante di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che continua a esercitare una forte attrazione su una parte dell’elettorato leghista e della classe dirigente locale.

Domenico Furgiuele, dovrebbe lasciare la Lega nelle prossime ore

Le recenti fuoriuscite dal partito (anche in queste ultime ore con Erik Prietto e Domenico Furgiuele) e il consolidamento del progetto politico del generale hanno alimentato il timore che si stia costruendo una nuova realtà capace di competere direttamente con la Lega sul terreno identitario e sovranista.

Erik Pretto, appena fuoriuscito dalla Lega

Anche gli ultimi segnali arrivati da Vigevano raccontano qualcosa di questa strategia.

Al ballottaggio per le Amministrative, il candidato sostenuto dall’area vannacciana, Furio Suvilla, ha scelto di non apparentarsi con il candidato del Centrodestra (di Forza Italia) Paolo Previde Massara e ha invitato di fatto i propri elettori a non sostenere nessuno dei due contendenti votando scheda bianca o nulla.

Roberto Vannacci con il candidato sindaco di Futuro Nazionale a Vigevano Furio Suvilla

Una scelta che equivale a una dichiarazione di autonomia politica.

In molti vedono in questa mossa un messaggio è chiaro: Vannacci non intende limitarsi a essere una corrente della coalizione, ma vuole costruire una forza riconoscibile e indipendente, pronta a misurare il proprio peso elettorale senza sottostare alle logiche tradizionali del Centrodestra.