Giovedì 4 giugno 2026 potrebbe simboleggiare il giorno in cui si è fatto il primo vero passo verso la pace tra Ucraina e Russia, impegnate in un conflitto da più di quattro anni. In serata, infatti, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha infatti scritto una lettera indirizzata al suo omologo russo Vladimir Putin.
Un messaggio nel quale viene chiesto di porre fine alla guerra tramite un faccia a faccia diretto:
“Basta con la guerra. L’Ucraina propone di porre fine a questa guerra. Ciò deve essere fatto onestamente, con dignità e con garanzie che la guerra non venga riaccesa. Constatiamo che gli Stati Uniti sono pienamente concentrati sulla questione iraniana, e sarebbe un errore aspettare semplicemente che la guerra in Europa torni al centro della loro attenzione. L’Ucraina propone di porre fine a questa guerra attraverso un dialogo diretto tra noi e voi. Propongo un incontro“.
Open Letter to the President of the Russian Federation: https://t.co/mEvYqYiqus
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) June 4, 2026
Putin apre all’incontro
Parole che fin da subito sono state recepite dallo stesso Putin, il quale, mentre si trova a San Pietroburgo per il forum economico dello Spief, sembra aprire alla pace con l’Ucraina. Una soluzione che si può ottenere “attraverso mezzi pacifici“, anche se le truppe russe continuino ad avanzare lungo il confine.
“Zelensky può venire quando vuole a Mosca” riferiscono i media statali russi citando Dmitry Peskov, portavoce del Governo russo.
Per il capo del Cremlino, tuttavia, la formalizzazione di un accordo tra le parti deve essere raggiunta senza la mediazione dell’Unione Europea, considerata non neutrale. Su questo punto, tuttavia, Putin ha precisato:
“La Russia non rifiuta i contatti con la Ue. L’Unione Europea potrebbe aiutare a risolvere la crisi ucraina, ma questa assistenza dovrebbe rientrare negli accordi di Anchorage“. Mosca “non è contraria all’adesione dell’Ucraina alla Ue, ma è contraria al fatto che la Ue diventi un blocco militare”.
Per questo motivo è tornato a parlare di Gerhard Schroeder, ex cancelliere tedesco ritenuto molto vicino a Mosca, come possibile negoziatore.
Europa e USA come mediatori
Dal canto suo, però, Zelensky ha specificato nella sua lettera che le questioni ucraine ed europee non possono essere decise in Alaska.
“Sono i leader a risolvere le questioni chiave. È sempre stato così e lo sarà sempre. Propongo di fissare una data precisa per tale incontro. Abbiamo saputo che in Alaska le era stata promessa la risoluzione di alcune questioni riguardanti l’Ucraina e l’Europa. Ma può constatare di persona che le questioni ucraine ed europee non si decidono ad Anchorage.

Altri partecipanti concordati potrebbero unirsi al percorso bilaterale che verrà istituito tra noi. Poiché la guerra si sta svolgendo in Europa e poiché l’Ucraina ha bisogno di garanzie di sicurezza, e poiché anche voi cercate garanzie di sicurezza per voi stessi, sarebbe logico coinvolgere coloro che possono effettivamente fungere da garanti. Riteniamo che l’Europa debba partecipare a questo processo, ovvero coloro che hanno realmente la capacità di influenzare la situazione. Riteniamo inoltre che gli Stati Uniti debbano partecipare al processo. Questo potrebbe contribuire a plasmare una nuova architettura di sicurezza per la nostra parte del mondo”.
Interpellato dalla stampa sulla lettera inviata da Zelensky a Putin, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato:
“Sarebbe bellissimo se si incontrassero, devono farlo. Sono contento che stiano parlando di incontrarsi. Credo che il mio contributo in tal senso sia stato notevole. Entrambi dovranno scendere a compromessi“.