vittime "collaterali"

Libano, ucciso un casco blu Unifil. Morti quattro bambini a Gaza nei raid israeliani

Il peacekeeper è stato colpito da colpi di mortaio vicino a Marjayoun, nel sud-est del Libano. Altri due militari Onu sono rimasti feriti

Libano, ucciso un casco blu Unifil. Morti quattro bambini a Gaza nei raid israeliani

Un casco blu dell’Unifil è morto nel sud del Libano dopo che colpi di mortaio hanno raggiunto una postazione della missione Onu vicino a Marjayoun, nel sud-est del Paese. L’attacco è avvenuto nella notte tra mercoledì 3 e giovedì 4 giugno 2026. Altri due peacekeeper sono rimasti feriti. La missione delle Nazioni Unite in Libano ha aperto un’indagine per chiarire l’origine dei colpi, che al momento non è stata attribuita ufficialmente.

La morte del peacekeeper arriva nelle stesse ore in cui Israele e Libano hanno annunciato da Washington un’intesa per dare attuazione al cessate il fuoco e creare aree di sicurezza nel Libano meridionale, sotto controllo dell’esercito libanese e senza presenza di Hezbollah. Ma sul terreno, soprattutto nel sud del Paese, i combattimenti e i raid non si sono fermati.

La postazione Onu colpita a Marjayoun

L’area di Marjayoun si trova nel Libano sudorientale, in una zona vicina alla linea di demarcazione con Israele e da mesi esposta agli scontri tra l’esercito israeliano e Hezbollah. L’Unifil non ha indicato se i colpi siano partiti da posizioni israeliane, da Hezbollah o da altri gruppi armati. La missione si è limitata a confermare la morte del peacekeeper, il ferimento di altri due militari e l’apertura di un’inchiesta interna.

Unifil
L’annuncio ufficiale

L’episodio si aggiunge a una sequenza di attacchi che ha reso sempre più fragile la presenza dei caschi blu nel sud del Libano.

Quattro bambini uccisi a Gaza

Nelle stesse ore, dalla Striscia di Gaza è arrivato un nuovo bilancio di vittime civili: nella notte del 3 giugno, quattro raid israeliani contro edifici residenziali a Gaza City hanno causato almeno nove morti. Secondo fonti mediche locali fra le vittime ci sarebbero anche quattro bambini.

Bambini uccisi e feriti nonostante la tregua

Il bilancio sui minori è uno degli elementi più gravi della crisi. Secondo Unicef, nella settimana precedente al 29 maggio una media di 11 bambini al giorno è stata uccisa o ferita in Libano. In sette giorni, le vittime minorenni sono state 77. Dall’entrata in vigore della tregua del 16 aprile 2026, l’agenzia Onu ha contato 55 bambini uccisi e 212 feriti.

Già il 13 maggio Unicef aveva denunciato che i bambini in Libano continuavano a essere vittime della violenza, degli sfollamenti e dell’esposizione a eventi traumatici.

Cinque morti e 48 feriti nei raid nel sud

Nelle ore precedenti alla morte del casco blu, il ministero della Sanità libanese aveva diffuso un nuovo bilancio degli attacchi israeliani nel sud del Paese: 5 morti e 48 feriti tra la notte di lunedì 1 e la giornata di martedì 2 giugno, fino alle 20. Tra le vittime c’è anche un bambino.

Secondo L’Orient Today, che cita il centro operativo del ministero della Sanità, a Burj al-Shemali, nell’area di Tiro, sono morte due persone, tra cui un minore, e 32 sono rimaste ferite. A Ebba, nel distretto di Nabatieh, sono state uccise tre persone e cinque sono rimaste ferite, tra cui una donna e un cittadino siriano.

Colpito anche l’ospedale di Tebnine

Tra i feriti dei raid nel sud del Libano ci sono anche un medico e cinque dipendenti dell’ospedale governativo di Tebnine, nel distretto di Bint Jbeil. La struttura ha riportato danni. Il ministero della Sanità libanese ha condannato l’attacco, ricordando che colpire istituzioni sanitarie è contrario al diritto internazionale.

Il Guardian ha ricostruito che tre ospedali nel sud del Libano sono stati colpiti in meno di una settimana: Tebnine, Hiram e Jabal Amel, nell’area di Tiro. Secondo il ministero della Sanità libanese, gli attacchi contro strutture sanitarie hanno causato nove morti e oltre 150 feriti, in gran parte personale medico.

Un avviso urgente ai residenti del Libano meridionale è stato diffuso dal portavoce in lingua araba dell’Idf: “i combattimenti nel Libano meridionale continuano, mentre l’esercito israeliano prosegue nel colpire strutture e infrastrutture di Hezbollah presenti nei vostri villaggi e nelle loro vicinanze. L’Idf non intende arrecare danno alla popolazione civile. Per la vostra sicurezza, evitate di dirigervi a sud del fiume Zahrani fino a nuovo avviso. Chiunque si rechi verso sud mette a rischio la propria vita”.

Secondo l’Oms, dalla tregua sono stati segnalati 27 attacchi contro strutture sanitarie, con 25 morti e 42 feriti; risultano danneggiati 16 ospedali e 13 centri di assistenza primaria.

L’esercito israeliano, secondo quanto riportato dal Guardian, ha affermato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah nell’area di Tiro. L’Idf ha sostenuto che l’ospedale sia stato “coinvolto incidentalmente”, e non fosse l’obiettivo dell’attacco. Ha inoltre accusato Hezbollah di aver preso il controllo di una delle strutture colpite, quella di Tebnine, sostenendo che al suo interno sarebbero stati curati combattenti feriti.

Il ministero della Sanità libanese ha respinto l’accusa definendola una “fabbricazione” e ha parlato della serie di attacchi israeliani contro istituzioni sanitarie.