A Bruxelles, mercoledì 3 giugno 2026, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia/ECR Ruggero Razza è intervenuto a margine dell’audizione di Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, svoltasi presso la Commissione SANT del Parlamento europeo (copertina, Razza e Ciciliano).
“La presenza di Fabio Ciciliano al Parlamento europeo conferma il valore del contributo italiano nel rafforzamento delle strategie europee di risposta alle emergenze. La capacità dell’Europa di affrontare future emergenze sanitarie e umanitarie passa anche dalla sua autonomia produttiva, dalla disponibilità di tecnologie strategiche e dalla capacità di programmare per tempo le risposte alle crisi. Sono temi che non possono essere affrontati soltanto quando l’emergenza si presenta, ma che richiedono investimenti, pianificazione e una visione di lungo periodo.” Lo dichiara il membro del Parlamento europeo di Fratelli d’Italia/ECR Ruggero Razza.
Il confronto sulla preparazione alle crisi future
Nel corso del confronto è emersa la necessità di interrogarsi sul livello di preparazione dell’Europa rispetto alle crisi del futuro. Un tema che assume ancora maggiore rilevanza alla luce delle esperienze maturate durante la pandemia e delle nuove sfide che interessano il contesto internazionale.
Negli Stati Uniti si registra un forte investimento nella resilienza dei sistemi sanitari, nello stoccaggio di materiali strategici e nel rapporto con l’industria per la produzione di tecnologie e dispositivi essenziali. L’Europa, invece, continua a dipendere in misura significativa da Paesi terzi per una parte importante della manifattura sanitaria e degli approvvigionamenti che, nei momenti di crisi, diventano determinanti.
Le vulnerabilità del sistema sanitario europeo
La pandemia ha dimostrato quanto siano cruciali la disponibilità di dispositivi di protezione individuale, apparecchiature elettromedicali, farmaci e personale qualificato. Per questo è necessario comprendere se le criticità emerse in quegli anni siano state realmente superate o se persistano elementi di vulnerabilità che richiedono ulteriori interventi.
Come hanno ricordato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro Nello Musumeci, la leadership italiana nel settore della Protezione civile è fondata su competenze, organizzazione e capacità operativa riconosciute a livello internazionale. Una leadership confermata anche dall’impegno che il sistema italiano continua a garantire nelle principali aree di crisi Nazionali ed Internazionali come con l’Ucraina.
Il modello della Protezione civile italiana
La Protezione civile rappresenta un patrimonio nazionale che va oltre ogni appartenenza politica. Rafforzare la preparazione dell’Europa significa investire nelle persone, nelle tecnologie e nella capacità produttiva necessarie ad affrontare le emergenze prima che si manifestino.