Ultime ore intense sul fronte della guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran sia sul piano diplomatico, sia su quello del campo di battaglia.
Le più recenti novità giungono direttamente dalla “bocca” del Presidente USA Donald Trump. Nella mattinata di lunedì 1° giugno 2026, tramite il suo social Truth, senza risparmiare un attacco ai suoi avversari politici nazionali, ha specificato che le trattative tra le parti sono in corso e presto potrebbero raggiungere un punto di incontro:
“L’Iran vuole davvero raggiungere un accordo, e sarà un buon accordo per gli Stati Uniti e per chi è con noi. Ma i Democratici, e vari Repubblicani apparentemente antipatriottici, non capiscono che per me è MOLTO più difficile svolgere correttamente il mio lavoro e negoziare, quando i politicanti continuano a “cinguettare” negativamente, a livelli mai visti prima, ripetutamente, che dovrei muovermi più velocemente, o più lentamente, o entrare in guerra, o non entrare in guerra, o qualsiasi altra cosa? State tranquilli e rilassatevi, alla fine andrà tutto bene – come sempre!“.

L’ottimismo del capo della Casa Bianca, tuttavia, si scontra con le ultime dichiarazioni giunte dall’Iran. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha infatti affermato:
“Non ci fidiamo delle dichiarazioni e delle promesse del nemico. Il nostro criterio è rappresentato dai risultati concreti che dobbiamo ottenere (durante i colloqui con gli Stati Uniti) per adempiere ai nostri impegni. Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i nostri diritti”.
Proprio su quest’ultimo punto, l’agenzia stampa semi-ufficiale Tasnim, che cita una fonte anonima, sottolinea che Teheran intende apportare modifiche alla bozza di Memorandum d’intesa per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti.
Una replica dell’Iran, come riferito da LaPresse, alla notizia secondo cui Trump avrebbe inviato una proposta di intesa inasprita rispetto alle concessioni iraniane. Axios, infatti, citando un alto funzionario del governo americano e una persona molto vicina al dossier, riferisce che il Presidente USA avrebbe imposto questa svolta durante una riunione strategica nella Situation Room della Casa Bianca.
Linea dura di Trump confermata anche dal New York Times, per il quale i punti critici dell’accordo restano tre:
- Il blocco totale del programma nucleare iraniano.
- La riapertura definitiva dello stretto di Hormuz.
- Le condizioni per lo scongelamento dei fondi economici.
Tasnim aggiunge che scambi sul testo “sono in corso, con entrambe le parti che propongono regolarmente emendamenti”.
USA colpiscono radar iraniani
Nel frattempo, gli Stati Uniti sono ripartiti con un’offensiva, definita di autodifesa, che ha colpito radar e siti di comando e controllo di droni iraniani situati a Goruk e sull’isola di Qeshm. Ha renderlo noto è il Comando Centrale degli Stati Uniti tramite una nota diffusa su X:
“Gli attacchi, mirati e ben condotti, si sono svolti sabato 30 e domenica 31 maggio 2026 in risposta alle aggressive azioni iraniane, tra cui l’abbattimento di un drone statunitense MQ-1 che operava su acque internazionali. I caccia statunitensi hanno reagito prontamente eliminando le difese aeree iraniane, una stazione di controllo a terra e due droni d’attacco a senso unico che rappresentavano una chiara minaccia per le navi in transito nelle acque regionali. Nessun militare americano è rimasto ferito. Il CENTCOM continuerà a proteggere i beni e gli interessi degli Stati Uniti in risposta all’ingiustificata aggressione iraniana durante il cessate il fuoco in corso”.
Iran distrugge base USA
Dal canto loro, invece, le Guardie Rivoluzionarie dell’Iran, come scritto dall’agenzia Mehr, riferiscono che la Forza Aerospaziale ha colpito e distrutto la base aerea da cui le forze statunitensi avevano lanciato un attacco contro una torre di telecomunicazioni sull’isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan.
“Se l’aggressione dovesse ripetersi, la risposta sarà di portata e natura completamente diverse, e la piena responsabilità di qualsiasi escalation ricadrà sugli Stati Uniti” riporta LaPresse citando l’ufficio stampa dell’IRCG (Guardie Rivoluzionarie).
In queste ore, inoltre, anche il vicino Stato del Kuwait, come riferito da Al Jazeera che cita lo Stato Maggiore dell’Esercito, ha annunciato che le sue difese aeree “stanno attualmente contrastando attacchi missilistici e di droni ostili”.