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PNRR, Meloni rivendica: “Siamo all’ultimo miglio”. Ma ora viene la parte più difficile

Nel videomessaggio all’evento "L’Italia del PNRR" la premier parla di traguardo vicino e invita ad accelerare

PNRR, Meloni rivendica: “Siamo all’ultimo miglio”. Ma ora viene la parte più difficile

“Ora non ci rimane che fare l’ultimo miglio, probabilmente il più impegnativo“.

Giorgia Meloni affida a un videomessaggio il saluto all’evento “L’Italia del PNRR. Creare il modello, fare sistema, orientare il futuro”, organizzato a Milano il 27 e 28 maggio 2026. La presidente del Consiglio sceglie la metafora della corsa:

“Come accade anche nello sport, questo è il momento decisivo, nel quale bisogna dare il massimo e spingere il più possibile sull’acceleratore. Perché il traguardo è in vista, e manca davvero pochissimo per tagliarlo”.

La rivendicazione del governo

Nel suo intervento, Meloni presenta il PNRR come una sfida complessa ma finora rispettata nei tempi concordati con Bruxelles.

“Non è stato ovviamente un cammino semplice”, afferma, “però abbiamo rispettato la tabella di marcia e oggi possiamo rivendicare con un pizzico di orgoglio che siamo stati all’altezza del compito”.

La premier richiama anche l’impegno assunto con i cittadini:

“Agli italiani avevamo promesso che avremmo prima migliorato il PNRR e poi lo avremmo attuato passo dopo passo, ed è quello che abbiamo fatto senza fermarci mai, neanche davanti agli imprevisti più grandi”. È il passaggio con cui Palazzo Chigi collega la revisione del Piano, realizzata nei mesi scorsi, alla fase di attuazione finale.

L’evento di Milano

L’appuntamento milanese è stato pensato come momento di bilancio e racconto pubblico dell’attuazione del Piano. Secondo la Rappresentanza della Commissione europea in Italia, l’iniziativa è dedicata a innovazione, crescita e coesione territoriale, con l’obiettivo di mostrare l’impatto concreto degli investimenti europei nel Paese. All’evento anche gli interventi del ministro Tommaso Foti, del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, dei ministri Anna Maria Bernini e Giuseppe Valditara e del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

La Struttura di missione PNRR della Presidenza del Consiglio presenta l’iniziativa come una due giorni per “creare il modello, fare sistema, orientare il futuro”, con il ministro Foti chiamato ad aprire i lavori e a illustrare il lavoro svolto dal governo sull’attuazione del Piano.

La nona rata e i 50 obiettivi

Il passaggio politico arriva a poche settimane dal via libera europeo alla nona rata del PNRR italiano. Il 29 aprile la Commissione europea ha comunicato la valutazione positiva al pagamento della rata da 12,8 miliardi di euro, collegata al raggiungimento di 50 traguardi e obiettivi. Si tratta della penultima rata del Piano.

Anche il portale Italia Domani ha confermato il via libera alla nona rata, ricordando che il pagamento riguarda obiettivi legati a riforme e investimenti previsti dal cronoprogramma concordato con Bruxelles.

Foti: “Realizzati tutti gli obiettivi”

A Milano il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha rivendicato il rispetto delle tappe previste:

“Siamo arrivati a realizzare tutti gli obiettivi”, in vista della fase che porterà alla decima rata”.

Il dato formale è rilevante: l’Italia resta tra i principali beneficiari del Next Generation EU e si avvicina alla parte conclusiva del percorso. Ma la fase finale è anche quella in cui il Piano entra nel tratto più operativo: conclusione degli interventi, avanzamento dei cantieri, spesa effettiva, rendicontazione e impatto sui territori.

L’ultimo miglio

Per questo l’espressione scelta da Meloni, “ultimo miglio”, sintetizza bene il passaggio attuale. Dopo la revisione del Piano e dopo le valutazioni positive sulle rate, il dossier PNRR si concentra ora sulla capacità di completare interventi e investimenti nei tempi previsti.

La scadenza europea resta il 2026. In questa fase, il governo rivendica il risultato ottenuto nei rapporti con Bruxelles, mentre amministrazioni centrali, enti locali e soggetti attuatori sono chiamati a tradurre obiettivi, risorse e progetti in risultati verificabili. È il tratto finale evocato dalla premier: quello in cui, come dice Meloni, “il traguardo è in vista”, ma “bisogna dare il massimo”.

Le criticità: rate approvate, ma resta il nodo dell’attuazione

Il quadro, però, non è privo di ombre. Il via libera europeo alle rate certifica il raggiungimento di traguardi e obiettivi concordati con Bruxelles, ma non coincide automaticamente con la piena realizzazione degli interventi. Secondo Openpolis, a novembre 2025 la spesa già sostenuta era pari al 52% delle risorse assegnate, mentre restavano ancora da conseguire 209 scadenze e, con la sesta revisione del Piano, il governo aveva modificato 173 misure, riallocando circa 13,4 miliardi di euro.

Anche gli enti territoriali restano uno dei punti più sensibili: Regioni, Comuni, Province e Città metropolitane gestiscono una quota rilevante dei fondi e, secondo l’analisi di Openpolis sul focus della Corte dei conti, il quadro dell’attuazione locale appare ancora complesso e non sempre incoraggiante. Sul fronte produttivo, Confindustria segnala inoltre che alcune misure di spesa rilevanti restano indietro: considerando come “critiche” quelle sopra i 500 milioni con bassi livelli di spesa, su 16,3 miliardi risultavano spesi 3 miliardi, pari al 18%.

È qui che si gioca l’“ultimo miglio” evocato da Meloni: non tanto nell’ottenere le ultime rate, quanto nel trasformare fondi, milestone e target in opere concluse, servizi attivi e risultati verificabili sui territori.