Un exploit a Vigevano, comune un tempo roccaforte della Lega e flop a Venezia dove è affondato in Laguna.
E’ la doppia faccia della medaglia per Roberto Vannacci e Futuro Nazionale dopo l’esito degli scrutini di ieri, lunedì 25 maggio 2026, per la tornata delle Amministrative che hanno interessato molti Comuni e diversi capoluoghi di Provincia (e uno di Regione, Reggio Calabria) da nord a sud.
Dopo le Amministrative, il top e il flop, il caso Vannacci
Fatto sta che soprattutto in vista delle Politiche 2027, nel Centrodestra il “caso Vannacci” ormai è politico.

Tra l’exploit di Vigevano e il flop a Venezia nel mezzo c’è un Centrodestra che continua a interrogarsi sul peso reale di Roberto Vannacci e del suo movimento “Futuro Nazionale”.
Pensiamo appunto a Vigevano. Nel Comune pavese, storica roccaforte leghista, il candidato sostenuto dal generale, l’avvocato Furio Suvilla, ha sfiorato il 15% fermandosi al 14,33%, risultato che potrebbe diventare decisivo in vista del ballottaggio.
Un dato che ha sorpreso gli stessi alleati del Centrodestra e che Vannacci ha subito rivendicato come “apripista per le prossime elezioni politiche”.
A Vigevano il “fattore Vannacci” ha inciso soprattutto dentro le divisioni del Centrodestra: Forza Italia correva con un proprio candidato, mentre Lega e Fratelli d’Italia sostenevano un’altra coalizione.
In questo spazio si è inserita la lista civica vicina a Futuro Nazionale, che ha capitalizzato consenso sui temi della sicurezza e dell’identità, trasformando il voto locale in un test politico nazionale.
Di segno opposto invece il risultato di Venezia, dove la lista vicina a Vannacci è rimasta sotto l’1%, (0,75%) confermando tutte le difficoltà del movimento fuori da contesti territoriali favorevoli e senza una forte personalizzazione della campagna.
Lo stesso Centrodestra, nella disamina pubblica post scrutini, in interviste e talk show, ha subito usato il dato veneziano per ridimensionare l’entusiasmo nato attorno al caso Vigevano.
Fattore o caso Vannacci, il punto d’osservazione del Centrodestra
Ma il punto politico è che il generale continua comunque a occupare spazio nel dibattito della maggioranza.
La Lega nei giorni scorsi attraverso il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo ha escluso qualsiasi tipo di collaborazione o alleanza.

Fratelli d’Italia non ha ancora preso una posizione ufficiale, anche se è stato lo stesso Vannacci a spiegare che se “Giorgia Meloni fosse disponibile, quattro chiacchiere con lei le farebbe volentieri”.
Questa mattina invece, a Radio 24 nello spazio interviste della rassegna stampa di Simone Spetia, il portavoce di Forza Italia, Raffaele Nevi, ha provato a mettere ordine nei rapporti con l’eurodeputato ex leghista:

“Non è questione di mai con Vannacci, sempre con Vannacci, ma dei valori e dei programmi. Su alcune cose ci sono opinioni condivise, su altre no. Ad esempio Forza Italia mai sarà contro l’Europa, ma se Vannacci vuole proporre un programma per cambiare l’Europa, allora Forza Italia c’è”.
Vannacci e la Russia, i sospetti di FdI
Di ufficiale, come detto, da Fratelli d’Italia nulla è uscito, ma la premier e i suoi fedelissimi monitorano la situazione.
Nella fattispecie, ponendosi e cercando di rispondere a una domanda che si stanno facendo:
“Ancora non abbiamo capito se Vannacci è un uomo libero. Da influenze straniere. In particolare russe”.
Del resto, pesano anche le ombre legate ai rapporti internazionali del generale.
Tra il dicembre 2020 e il maggio 2022 Vannacci ha lavorato a Mosca come primo addetto militare dell’ambasciata italiana, un’esperienza tornata al centro dell’attenzione insieme ai suoi rapporti politici europei.
A Bruxelles, infatti, il generale ha stretto legami con movimenti sovranisti come AfD in Germania, formazione finita più volte nel mirino per presunti casi di vicinanza ad ambienti russi.
A far discutere è stato poi anche il forte incremento delle vendite dei suoi libri in Russia, così come alcune iniziative organizzate dall’area che gli ruota attorno.
Tra queste l’evento promosso dall’imprenditore Luca Sforzini nel castello di Castellar Ponzano, sede del centro studi “Rinascimento nazionale”, al quale era stato invitato anche l’ambasciatore russo in Italia Georgij Paramonov.
L’altro “caso”, il generale contro Marina Berlusconi
Nel frattempo cresce anche il malcontento personale di Vannacci verso il mondo berlusconiano.
Nelle dichiarazioni raccolte nelle ultime ore, il leader di Futuro Nazionale ha polemizzato indirettamente con Marina Berlusconi e con Mediaset, lamentando una scarsa attenzione televisiva nei suoi confronti:

“Chi è Marina Berlusconi? Non mi risulta sia capo di un partito politico oppure stiamo dicendo che Forza Italia è un partito eterodiretto dal potere dei soldi e dell’editoria?”.
Vannacci lo ha detto provocatoriamente, a Verona, rispondendo ai giornalisti su presunti “veti” dell’imprenditrice sulla sua persona e lasciando così intendere di considerare Forza Italia ancora fortemente influenzata dalla famiglia Berlusconi e dal sistema mediatico che le ruota attorno.
Futuro Nazionale, nasce il gruppo consiliare in Regione Lombardia
Intanto il movimento continua a strutturarsi sul territorio.

Oggi, martedì 26 maggio 2026, al Pirellone nasce ufficialmente il gruppo “Futuro Nazionale” in Consiglio regionale lombardo grazie all’adesione di due consiglieri: Luca Ferrazzi, oggi nel gruppo Misto ed ex assessore regionale all’Agricoltura, e Pietro Macconi, veterano di destra, eletto con Fratelli d’Italia nella circoscrizione di Bergamo.

Entrambi hanno un passato in Alleanza Nazionale e rappresentano un ulteriore tassello della campagna acquisti avviata da Vannacci dentro il Centrodestra.
Una dinamica che, dopo il caso Vigevano, rischia di diventare molto più difficile da ignorare.
Anche se gelida è arrivata nelle scorse ore l’accoglienza del governatore Attilio Fontana:

“Non ho nessuna valutazione da dare, è una scelta che hanno fatto due consiglieri e sono liberissimi di farla. Possono spostarsi dove vogliono, sarà la maggioranza a dover fare valutazioni. Personalmente ho sempre sostenuto che non abbiamo nulla in comune con Vannacci”.