i risultati

Elezioni Comunali, Meloni: “Anche oggi il nostro crollo lo rimandiamo a domani”

Il Centrodestra strappa Venezia e Reggio Calabria, il Centrosinistra Pistoia e si riconferma a Prato

Elezioni Comunali, Meloni: “Anche oggi il nostro crollo lo rimandiamo a domani”

Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026 consegnano un verdetto politicamente leggibile ma non univoco: il centrodestra incassa due vittorie simboliche, confermandosi a Venezia e conquistando Reggio Calabria; il centrosinistra tiene e avanza in alcune aree importanti, in particolare in Toscana, con Prato e Pistoia. A Salerno, invece, il risultato ha un profilo più personale che di coalizione: Vincenzo De Luca torna sindaco con una candidatura civica, fuori dallo schema classico del Pd.

Amministrative 2026, il centrodestra tiene Venezia e strappa Reggio Calabria. Il centrosinistra vince in Toscana, De Luca torna a Salerno
Vincenzo De Luca

La tornata ha coinvolto oltre 6,6 milioni di elettori e, nel turno principale del 24 e 25 maggio, 18 capoluoghi: Venezia, Mantova, Lecco, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Salerno, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria, Agrigento, Enna e Messina. Il ballottaggio, dove necessario, è fissato per domenica 7 e lunedì 8 giugno 2026. L’affluenza definitiva indicata dal Viminale è stata del 60,1%, in calo rispetto al 64,9% della precedente tornata.

Sul numero complessivo dei Comuni chiamati al voto nel ciclo amministrativo 2026 occorre distinguere: il Ministero dell’Interno ha indicato 661 Comuni nelle regioni a statuto ordinario per il turno del 24-25 maggio, mentre considerando anche le regioni a statuto speciale e l’intero calendario del primo semestre il perimetro sale a 895 Comuni, di cui 661 ordinari e 234 a statuto speciale.

Le città chiave

La partita più osservata era Venezia, unico capoluogo di Regione al voto in questa tornata. Il centrodestra, dopo dieci anni di amministrazione Brugnaro, ha mantenuto il controllo della città con Simone Venturini, assessore uscente, che ha superato il candidato del centrosinistra Andrea Martella ed evitato il ballottaggio. Reuters ha letto il risultato come una vittoria importante per la coalizione di governo, anche perché alcuni sondaggi pre-voto indicavano una possibile rimonta del centrosinistra.

A Reggio Calabria il centrodestra ha ottenuto un risultato ancora più netto, riportando la città fuori dall’area progressista. Il candidato Francesco Cannizzaro ha prevalso sul centrosinistra guidato da Domenico Battaglia, che ha riconosciuto la sconfitta dichiarando di aver telefonato all’avversario per congratularsi e assicurando che continuerà a servire la città dai banchi dell’opposizione.

A Salerno il ritorno di Vincenzo De Luca segna uno dei risultati più forti del turno, ma anche uno dei meno facilmente classificabili in chiave nazionale: l’ex presidente della Regione Campania ha corso da civico, senza il sostegno ufficiale del Pd, tornando alla guida della città che aveva già amministrato per diversi mandati.

Il centrosinistra può però rivendicare vittorie significative in Toscana: Prato (Matteo Biffoni) e Pistoia (Giovanni Capecchi) sono andate al campo progressista già al primo turno. Schlein ha citato proprio questi risultati, insieme a quelli in Emilia-Romagna, Campania, Puglia e Mantova, come prova della competitività del centrosinistra quando si presenta in forma unitaria.

A Messina, invece, si conferma Federico Basile, espressione dell’area di Cateno De Luca e non riconducibile direttamente ai due poli nazionali. Anche questo risultato conferma una tendenza tipica delle amministrative: nelle città, il peso dei sindaci uscenti, delle liste civiche e delle reti territoriali può superare la fedeltà agli schieramenti nazionali.

Guardando agli altri capoluoghi, il centrosinistra consolida il proprio risultato con le vittorie al primo turno di Andrea Murari a Mantova, di Giovanna Bruno ad Andria e di Nello Pizza ad Avellino.

Sul fronte opposto, il centrodestra può rivendicare il successo netto di Vincenzo Voce a Crotone, mentre a Fermo si impone il civico Alberto Maria Scarfini, sostenuto dall’area dell’amministrazione uscente e da una parte del centrodestra locale.

Restano aperte alcune sfide pesanti al ballottaggio del 7 e 8 giugno: a Lecco parte avanti il candidato del centrodestra Filippo Boscagli, davanti al sindaco uscente di centrosinistra Mauro Gattinoni; a Trani è in testa il centrosinistra con Marco Galiano, che sfiderà il candidato del centrodestra Angelo Guarriello; ad Agrigento il progressista Michele Sodano precede il candidato di centrodestra Dino Alonge; a Macerata, invece, il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli arriva al secondo turno in vantaggio su Gianluca Tittarelli, ma senza chiudere la partita al primo turno.

Fuori dai capoluoghi, merita attenzione anche il caso Vigevano, dove il candidato sostenuto da Roberto Vannacci, Furio Suvilla, ha sfiorato il 15%, un risultato non sufficiente per entrare nel ballottaggio ma politicamente rilevante perché maturato in un’area tradizionalmente forte per la Lega.

Elezioni Comunali, Meloni: "Anche oggi il nostro crollo lo rimandiamo a domani"
Roberto Vannacci

Le reazioni politiche

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato il risultato con una battuta politica: “anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani”, dopo aver augurato buon lavoro ai sindaci eletti.

Il leader leghista Matteo Salvini ha parlato di centrodestra che “avanza”, mentre nel campo opposto Elly Schlein ha sostenuto che il voto conferma la competitività del campo progressista quando è unito, pur ammettendo che a Venezia l’ampia alleanza non è bastata.

“Nel complesso i dati confermano i buoni risultati in Toscana con le vittorie al primo turno a Prato e Pistoia e in Emilia-Romagna”. La segretaria del Pd ha citato anche i risultati positivi in Campania, Puglia e Mantova, aggiungendo che “il centrosinistra è competitivo per le politiche”. Su Venezia, però, ha ammesso che “l’unità non è bastata”

Il messaggio politico più immediato è chiaro: il governo esce dalla tornata senza subire una sconfitta nazionale. La vittoria veneziana pesa ancora di più perché arrivava in una città contendibile, caricata di significato nazionale.

Il voto non cambia gli equilibri parlamentari, ma incide sul clima politico. Per il centrodestra è una conferma di tenuta dopo mesi complessi e dopo un precedente passaggio referendario interpretato da alcuni osservatori come un segnale di difficoltà per il governo. Per il centrosinistra, il quadro è più sfumato: dimostra capacità competitiva in diversi territori quando Pd, alleati e liste civiche riescono a comporsi in un’offerta credibile.