Negli USA

Sparatoria vicino alla Casa Bianca: aggressore 21enne ucciso dal Secret Service

Sarebbe il terzo tentativo di attentato nei confronti del Presidente Trump avvenuto in meno di due anni

Sparatoria vicino alla Casa Bianca: aggressore 21enne ucciso dal Secret Service

Intorno alle 18 locali (23 in Italia), vicino alla Casa Bianca di Washington D.C., iconica sede del Presidente degli Stati Uniti, si è verificata una sparatoria.

All’improvviso, nella calma della quotidianità del pomeriggio, rumori di colpi d’arma da fuoco sono stati uditi in modo chiaro, scatenando il panico generale. All’esterno della Casa Bianca si trovavano anche diversi giornalisti delle principali testate americane, collegati in diretta per aggiornamenti su notizie e attività del Presidente Trump, che di fronte agli spari hanno lasciato subito il posto davanti alla telecamera per nascondersi e trovare riparo.

“Stavo filmando con il mio iPhone per un video da mandare ai social dal prato nord della Casa Bianca quando abbiamo sentito gli spari – ha scritto su X la giornalista dell’ABC, Selina Wang – Sembrava che fossero decine di colpi. Ci hanno detto di correre nella sala stampa, dove ci troviamo ora”.

Una raffica di colpi che si è conclusa altrettanto all’improvviso, con gli agenti delle forze di polizia che sono riuscite a bloccare un assalitore.

Ucciso l’aggressore con problemi psichiatrici

Più che fermare, l’aggressore è stato ucciso all’esterno del perimetro generale della Casa Bianca: come riportato da Fox News, si tratta di Nasire Best, 21enne originario del Maryland. Dopo essere stato colpito da alcuni proiettili, è stato trasportato in ospedale, dove è morto poco dopo per le gravi ferite riportate. Ancora non è chiaro il motivo per cui abbia deciso di aprire il fuoco.

Fin dai momenti successivi all’identificazione dell’assalitore, come riferito da Rainews, sono stati diffusi dettagli circa la sua persona: Best, dicono alcune fonti, presentava una storia di problemi di salute mentale, infatti era paziente psichiatrico. Addirittura, non solo si additava di essere Gesù, ma sui social avrebbe anche scritto di identificarsi nel “vero” terrorista Osama Bin Laden. Sempre in rete, avrebbe persino esplicitato di voler far del male a Trump.

Per le forze dell’ordine della Casa Bianca Best era già un soggetto noto, dato che nel giugno 2025 aveva tentato di bloccare una corsia d’accesso alla sede del Presidente. In quell’occasione, dopo aver affermato di essere Dio, è stato ricoverato all’istituto psichiatrico di Washington per una valutazione. Il mese successivo, il Secret Service lo aveva arrestato di nuovo per aver tentato di entrare in un vialetto del complesso della Casa Bianca. All’epoca, il giudice emise un’ordinanza di divieto di avvicinamento all’edificio presidenziale. Mai però la polizia aveva sospettato che potesse essere violento o utilizzare un’arma.

“Ringraziamo i nostri straordinari Servizi Segreti e le Forze dell’Ordine per l’intervento rapido e professionale di questa sera contro un uomo armato vicino alla Casa Bianca, che aveva precedenti di violenza e una possibile ossessione per l’edificio più prezioso del nostro Paese – ha scritto Donald Trump sul suo social Truth – L’uomo armato è morto dopo uno scontro a fuoco con gli agenti dei Servizi Segreti vicino ai cancelli della Casa Bianca. Questo evento, avvenuto a un mese di distanza dalla sparatoria durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, dimostra quanto sia importante, per tutti i futuri Presidenti, garantire a Washington, D.C., lo spazio più sicuro e protetto mai costruito nel suo genere. La sicurezza nazionale del nostro Paese lo esige!”.

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Durante la sparatoria, come riferisce un portavoce degli agenti USA, un passante è rimasto ferito, ma non è chiaro se per un colpo sparato dall'assalitore o se si sia ferito nel successivo scontro a fuoco. Anche un agente è stato portato in ospedale a scopo precauzionale.

Il Presidente Trump, invece, è rimasto illeso all'interno della Casa Bianca. Le forze di sicurezza hanno garantito la sua incolumità come accaduto alla cena dei corrispondenti di Washington di un mese prima.

Un anno e nove mesi fa, invece, quando ancora non era Presidente, Trump è stato ferito a un orecchio da un proiettile durante un comizio in Pennsylvania.

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