Sulla vicenda della Flottilla, l’Ue ha detto sì alle richieste dell’Italia.
L’Unione Europea si prepara infatti a discutere possibili sanzioni nei confronti del ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, dopo le polemiche nate dalla diffusione di un video sugli attivisti della Flotilla fermati da Israele.

La proposta dell’Italia, l’apertura dell’Ue
La proposta è stata avanzata dall’Italia attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani è stata accolta dall’Alto rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, con un confronto atteso al prossimo Consiglio Affari Esteri del 15 giugno.

Al centro delle tensioni c’è il filmato pubblicato dallo stesso Ben Gvir, girato nel porto di Ashdod, in cui alcuni attivisti — tra cui cittadini italiani — compaiono inginocchiati, bendati e ammanettati mentre vengono derisi.

Le immagini hanno provocato dure reazioni politiche in Italia e in Europa, alimentando accuse di umiliazioni e violazioni dei diritti umani.
L’accelerazione della Procura di Roma, si indaga per tortura
Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, la Procura di Roma ora starebbe “accelerando” e dopo aver ascoltato i primi testimoni (il deputato del M5S Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani), l’apertura di un fascicolo che ipotizzi il reato di tortura, insieme al sequestro di persona e violenza sessuale (episodi denunciati da alcuni attivisti) si fa sempre più concreto..
Israele respinge però tutte le accuse e sostiene che i fermati siano stati trattati nel rispetto della legge.
Vicenda shock, le reazioni dal mondo
Sul piano politico, la richiesta italiana ha raccolto sostegno anche da altri Paesi europei e da esponenti del Parlamento tedesco, mentre il presidente del Consiglio europeo António Costa ha definito il trattamento riservato agli attivisti “completamente inaccettabile”.

Nel dibattito europeo, diversi osservatori sottolineano che il sostegno raccolto dall’Italia rappresenta comunque una novità politica significativa, considerando le divisioni emerse negli ultimi mesi tra i Paesi Ue sul conflitto in Medio Oriente.
Le reazioni della politica italiana
Come ormai noto, esponenti della maggioranza hanno parlato di immagini “inaccettabili”, mentre dalle opposizioni sono arrivate richieste di misure più dure contro il governo israeliano.
Riguardo l’apertura dell’Ue alla richiesta italiana, la decisione dell’Unione europea è stata letta da alcuni esponenti della maggioranza come un segnale di maggiore fermezza europea verso il governo israeliano.
Dalle opposizioni, però, sono arrivate critiche perché considerate misure troppo limitate.
Alcuni leader del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle hanno chiesto interventi più incisivi nei confronti dell’esecutivo israeliano nel suo complesso, sostenendo che colpire il solo Ben-Gvir non sarebbe sufficiente.