GUERRA

“Accordo non imminente”, Iran frena mentre dietro le quinte Trump prepara attacchi

In serata Al Arabiya aveva illuso il mondo annunciando l'accordo di pace

“Accordo non imminente”, Iran frena mentre dietro le quinte Trump prepara attacchi

Tra Usa e Iran non ci sono proprio spiragli di pace nonostante le timide speranze che si erano venute a creare ieri, venerdì 22 maggio 2026.

La notizia di queste ultime ore, infatti, è che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato i suoi principali consiglieri sull’Iran mentre valuta un possibile ritorno alla guerra.

Trump "sorpassa" Putin: "Avremo noi l'uranio impoverito dell'Iran (e lo distruggeremo)"
Il presidente Usa Donald Trump

Il vertice di Trump con gli uomini più “strategici” nella guerra

Trump ha avuto un importante confronto con il direttore della CIA John Ratcliffe e il segretario alla Difesa Pete Hegseth.

John Ratcliffe, direttore della Cia

Secondo quanto riportato da Axios, il presidente Usa avrebbe riunito appunto venerdì mattina il team per la sicurezza nazionale per fare il punto sul conflitto con l’Iran e sulle prospettive dei negoziati in corso.

Il segretario della Difesa Usa Pete Hegseth

Un confronto dall’esito contraddittorio, perché a dispetto delle ventilate speranze di pace e di un accordo, fonti vicine alla Casa Bianca hanno riferito che il presidente starebbe valutando seriamente nuovi attacchi militari qualora non arrivasse una svolta diplomatica nelle prossime ore.

I tentativi di mediazione internazionale

Nel frattempo proseguono i tentativi di mediazione internazionale: il capo dell’esercito pakistano Asim Munir è atteso a Teheran per incontri con i vertici iraniani, mentre anche il Qatar avrebbe intensificato gli sforzi diplomatici.

Asim Munir, capo dell’esercito pakistano

Da parte americana, i colloqui vengono descritti come complessi e senza progressi concreti, nonostante continui scambi di bozze tra le parti.

Secondo le stesse fonti, Trump negli ultimi giorni sarebbe apparso sempre più frustrato (e anche stanco) dall’andamento delle trattative.

Pur non avendo ancora preso una decisione definitiva, il presidente sembrerebbe orientato verso un’azione militare in assenza di sviluppi inattesi sul fronte diplomatico.

Da Teheran, però, il ministero degli Esteri ha invitato alla cautela: i negoziati sarebbero ancora aperti, ma un accordo resterebbe lontano.

L’obiettivo prioritario indicato dall’Iran resta la fine del conflitto prima di affrontare altri temi sul tavolo.

L’illusione nella serata di ieri

E sì che nella serata di ieri, venerdì 22 maggio 2026, le speranze di pace si erano davvero fatte concrete e le varie agenzie di stampa internazionali avevano iniziato a “rincorrere” la notizia.

Perché secondo quanto riportato da Al Arabiya, una bozza definitiva di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione del Pakistan, sarebbe stata sul punto di essere resa pubblica nel giro di poche ore, al massimo appunto nella mattinata di oggi.

Dall’esito del vertice di Trump con i suoi resta da vedere se vale la pena parlare ancora al presente o se quella bozza vada considerata carta straccia.

Proviamo in qualche modo a essere ancora ottimisti.

I punti dell’accordo (ma valgono ancora?)

Tra i punti principali figurano un cessate il fuoco immediato, la tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e una progressiva eliminazione delle sanzioni americane.

L’intesa entrerebbe in vigore subito dopo l’annuncio ufficiale delle due parti.

A dir la verità anche da Teheran erano arrivate smentite, non è dato sapere se legate ai contenuti o a una sorta di “tatticismo diplomatico”.

Nel frattempo proseguono i raid israeliani in Libano.

In una dichiarazione congiunta sulla situazione in Cisgiordania, i leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania hanno invitato il Governo israeliano a fermare l’espansione degli insediamenti, assicurare responsabilità per le violenze dei coloni e fare chiarezza sulle accuse rivolte all’Idf.