Abbassare i toni? Manco per sogno. Anzi.
La campagna per le Amministrative di domenica e lunedì si chiude nel segno delle polemiche e dello scontro politico, dopo il caso esploso attorno a un post pubblicato sui social da Debora Piazza, consigliera comunale lombarda della Lega.
Pazzesco, augura a Schlein di essere investita come a Modena
Nel commentare un evento elettorale di Elly Schlein a Lecco, l’esponente leghista (responsabile del Dipartimento benessere degli animali) ha scritto parole considerate da molti un riferimento alla folle corsa di Salim El Koudri avvenuta sabato scorso a Modena, evocando indirettamente un gesto violento contro la segretaria del Pd.
Il messaggio ha rapidamente provocato forti reazioni politiche e istituzionali.
Travolta dalle critiche, Piazza ha sostenuto di non aver voluto augurare violenza né alimentare odio politico, ma le spiegazioni non sono bastate a fermare la bufera.

Odio social contro la leader Pd, il provvedimento della Lega
La Lega ha però deciso di sospenderla dagli incarichi di partito, mentre dal mondo politico sono arrivati messaggi trasversali di solidarietà a Schlein.
Anche la premier e leader di FdI Giorgia Meloni è intervenuta con toni molto netti, definendo inaccettabile qualsiasi richiamo alla violenza nel confronto democratico.
Sulla stessa linea si sono espressi esponenti della maggioranza e delle opposizioni, nel tentativo di abbassare la tensione in una fase già molto accesa della campagna elettorale.
E la politica di Barzanò è stata infine scaricata anche dal suo stesso gruppo consigliare.
Il post della vergogna durante un comizio, cosa è successo
Il caso è esploso alla vigilia del voto amministrativo, che coinvolge centinaia di comuni italiani ma concentra l’attenzione soprattutto su Venezia e Reggio Calabria, considerate le sfide simbolicamente più importanti.

Nella fattispecie, Elly Schlein era impegnata in un comizio a Lecco trasmesso in diretta sulle pagine social quando a un certo punto è comparso il post di Debora Piazza.

La polemica sul ruolo dei social
Quanto accaduto tra l’altro, ha inasprito la polemica proprio sul terreno digitale.
Alcuni eurodeputati del Partito Democratico, tra cui Nicola Zingaretti e Sandro Ruotolo, hanno denunciato presunte anomalie nella visibilità dei contenuti social durante la campagna elettorale.

Secondo gli esponenti dem, i post di diversi candidati progressisti avrebbero subito un calo improvviso di diffusione, mentre profili vicini alla destra avrebbero registrato una crescita significativa di interazioni e condivisioni.
Le accuse chiamano indirettamente in causa Meta e riaccendono il dibattito sul ruolo delle piattaforme social nella competizione politica, soprattutto nei giorni immediatamente precedenti al voto.