Nella giornata di mercoledì 20 maggio 2026, l’assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU) ha votato favorevolmente riguardo una risoluzione relativa al tema del riscaldamento globale.
Con 141 sì e soli 8 no, tra cui quello degli Stati Uniti, l’ONU ha accolto il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia (pubblicato lo scorso luglio 2025) sugli obblighi degli Stati in materia di cambiamenti climatici.
#BREAKING
UN General Assembly ADOPTS resolution welcoming the advisory opinion of the International Court of Justice on the obligations of States in respect of climate changeRESULT
In favor: 141
Against: 8
Abstain: 28 pic.twitter.com/cYAJ94weQT— UN News (@UN_News_Centre) May 20, 2026
Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato:
“Accolgo con favore l’adozione della risoluzione dell’Assemblea generale. Il parere consultivo dell’Agenzia internazionale per la salute e il benessere sul cambiamento climatico rappresenta una forte affermazione del diritto internazionale, della giustizia climatica, della scienza e della responsabilità degli Stati di proteggere le persone dalla crescente crisi climatica. Coloro che sono meno responsabili del cambiamento climatico ne stanno pagando il prezzo più alto. Questa ingiustizia deve finire”.
I dettagli della risoluzione sul clima
Oltre agli USA, a dare parere negativo sono stati Bielorussia, Israele, Liberia, Russia, Arabia Saudita, Yemen e Iran. Sorprende vedere Washington e Teheran appoggiare la stessa battaglia in un periodo storico che li vede rivaleggiare apertamente nel conflitto bellico in Medio Oriente.

Come si legge sul sito dell’ONU, la Corte Internazionale di Giustizia ha sancito che gli Stati che non rispetteranno gli obblighi in materia di cambiamenti climatici saranno considerati responsabili e potrebbero incorrere, per legge, in conseguenze legali, necessarie a porre fine alla condotta illecita, a offrire garanzie che non si ripeterà e a risarcire integralmente i danni.
“Sebbene i pareri consultivi della CIG non siano vincolanti – riferiscono le Nazioni Unite – essi rivestono una notevole autorità giuridica e morale, contribuendo a chiarire e sviluppare il diritto internazionale definendo gli obblighi giuridici degli Stati”.
L’Assemblea Generale dell’ONU lancia quindi un messaggio forte, indirizzato anche al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che fin dalla sua elezione ha riferito che il cambiamento climatico non fa parte della sua agenda:
“Affrontare la crisi climatica è un obbligo giuridico ai sensi del diritto internazionale, e non solo una scelta politica” aggiunge l’ONU.

Nel dettaglio, la risoluzione delle Nazioni Unite chiama gli Stati membri a considerare tutti i provvedimenti possibili per evitare significanti danni al clima e all’ambiente, includendo anche misure per contenere le emissioni.
“Bisogna dare seguito agli impegni sul clima assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi“.
Guterres ha aggiunto che il percorso verso la giustizia climatica passa “attraverso una transizione rapida, giusta ed equa dai combustibili fossili alle energie rinnovabili“. Forme di energia che secondo il segretario generale ONU si sono dimostrate economiche e sicure e che consentiranno di mantenere l’aumento della temperatura globale a non più di 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali.
“Obiettivo ancora raggiungibile” ha concluso.