“Rededicate 250”

Manifestazione religiosa sostenuta dalla Casa Bianca: “Trump ha calpestato la Costituzione”

Il presidente accusato d'aver messo in piedi uno "spottone" per la Destra evangelica

Manifestazione religiosa sostenuta dalla Casa Bianca: “Trump ha calpestato la Costituzione”

Sotto osservazione. Non solo per le sue azioni militari e le sue spregiudicate strategie commerciali, economiche e di politica estera.

Ma ora anche sul fronte della religione. Donald Trump è sempre sulla breccia.

Perché oltre all’ennesimo ultimatum lanciato all’Iran e a Teheran con scadenza domani (martedì 19 maggio 2026), nelle ultime ore c’è un’altra vicenda che sta alzando un autentico polverone attorno a The Donald.

The Donald fa sempre notizia, ora anche per la religione

Al National Mall si è infatti svolta una grande manifestazione religiosa sostenuta dalla Casa Bianca, presentata dagli organizzatori come un momento di “riedicazione spirituale” degli Usa (ovvero con l’obiettivo dichiarato di riconsacrare spiritualmente il Paese) in vista del 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti d’America.

Durante l’evento — intitolato appunto “Rededicate 250” — è stato trasmesso anche un videomessaggio proprio di Donald Trump, mentre sul palco si sono alternati esponenti dell’area evangelica conservatrice e diversi rappresentanti dell’amministrazione repubblicana.

Emblematico lo slogan dell’evento:

“Mentre passi la tua giornata oggi – guidando verso il lavoro, lavando i piatti, piegando il bucato, seduto nel traffico o portando i bambini a scuola – dedicheresti solo 10 minuti a pregare per l’America? A Rededicate 250 uniamo i nostri cuori in preghiera e chiediamo a Dio di portare rinnovamento, rinascita, pentimento e speranza alla nostra Una nazione sotto Dio!”.

Rededicate 250, la locandina dell’evento

L’evento, cosa ha detto Trump

Trump aveva annunciato l’evento tre mesi fa in una conferenza stampa e aveva detto:

“E’ tempo di ridedicare l’America come una nazione sotto Dio. Invitiamo gli americani di tutto il paese a riunirsi sul nostro National Mall, per pregare, ringraziare e ridedicare l’America come una nazione sotto Dio”.

E nel video durante la kermesse ha osservato:

“La religione come un pilastro fondamentale dell’identità americana. E’ fondamentale riconoscere il ruolo di Dio nella vita pubblica e privata, ribadiamo l’impegno a riaffermare l’America come una Nazione sotto Dio”.

L’evento di “riconsacrazione”, l’attacco dei dem e delle minoranze religiose

Le opposizioni democratiche, insieme a organizzazioni laiche e associazioni per la libertà religiosa, hanno però criticato duramente l’iniziativa, accusando la Casa Bianca di aver oltrepassato il principio di separazione tra Stato e religione sancito dal Primo Emendamento della Costituzione americana.

Sotto la lente anche il fatto che l’Amministrazione Trump avrebbe usato fondi e spazi pubblici.

Secondo i critici, l’uso di strutture e risorse pubbliche per un evento a forte impronta cristiano-evangelica rischia di trasformare un’iniziativa istituzionale in una manifestazione ideologica vicina al cosiddetto “nazionalismo cristiano”.

Al centro delle polemiche c’è anche la limitata presenza di rappresentanti di altre confessioni religiose: gran parte degli interventi è stata infatti affidata a leader cristiani conservatori, con una partecipazione minima di esponenti di altre fedi.

Le proteste nelle strade e nelle piazze

Alcuni gruppi civili hanno denunciato il rischio di sovrapporre l’identità nazionale americana a quella della destra evangelica, escludendo di fatto il pluralismo religioso del Paese.

La manifestazione ha inoltre attirato contestazioni e proteste all’esterno del raduno.

Associazioni come la Freedom From Religion Foundation e altri movimenti progressisti hanno parlato apertamente di un indebolimento della tradizionale barriera tra politica e religione negli Stati Uniti.

Il sondaggio che vuole la religione resti fuori dalla politica

Proprio Freedom From Religion Foundation ha reso pubblico l’esito di un sondaggio del Centro di ricerca Pew che prendeva in considerazione Come si sentono gli americani sull’influenza della religione nel governo e nella vita pubblica:

“Due americani su tre pensano che la religione debba restare fuori dalla politica; otto americani su dieci pensano che le chiese non dovrebbero appoggiare i candidati politici”.