ORARI E CERTIFICAZIONI

Controlli Inps per malattia: nuove regole nel 2026, più visite fiscali

La Legge di Bilancio unifica le fasce di reperibilità e potenzia le verifiche Inps tramite una nuova piattaforma digitale per contrastare gli abusi

Controlli Inps per malattia: nuove regole nel 2026, più visite fiscali

Da gennaio 2026, è entrata in vigore la riforma dei controlli sulle assenze per malattia dei lavoratori dipendenti. La misura, inserita nella nuova Legge di Bilancio, introduce una revisione profonda che punta a uniformare il sistema tra il settore pubblico e quello privato. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ottiene poteri rafforzati per intensificare le verifiche ispettive e contrastare eventuali condotte illecite.

La necessità di intervenire nasce dai dati forniti dall’Osservatorio sul Polo unico di tutela della malattia. Nel secondo semestre del 2025, l’ente previdenziale ha registrato oltre 14 milioni di certificati medici trasmessi, un dato in crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente, le visite fiscali domiciliari hanno sfiorato i 400 mila controlli, segnando un incremento del 3,7%. Il comparto privato rappresenta l’area di maggiore incidenza, concentrando circa il 78% delle certificazioni totali.

Orari unificati per la reperibilità dei dipendenti

La modifica più rilevante riguarda l’eliminazione della storica differenza di orario tra le diverse categorie di subordinati. Da quest’anno, tutto il personale dipendente deve rispettare le medesime fasce di reperibilità.

L’obbligo di presenza presso il proprio domicilio è fissato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, senza alcuna distinzione tra giorni lavorativi, fine settimana o festività.

Questo provvedimento recepisce l’orientamento della giurisprudenza, in particolare la sentenza numero 16305 del Tar del Lazio, che aveva già evidenziato la necessità di superare le disparità cronologiche.

Casi di esenzione e permessi di allontanamento

Il nuovo quadro normativo tutela i soggetti affetti da condizioni critiche, confermando precise deroghe. L’esonero totale dall’obbligo di reperibilità spetta ai dipendenti con patologie gravi che richiedono terapie salvavita, alle persone con un grado di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67% e nei casi di infortunio sul lavoro. Per tutti gli altri lavoratori resta comunque possibile allontanarsi dall’abitazione previa documentazione scritta che attesti la necessità di sottoporsi a visite specialistiche, accertamenti clinici o terapie specifiche.

Digitalizzazione e potenziamento dei medici fiscali

Sul piano operativo, il piano di controllo si avvale di una forte spinta tecnologica. Debutta infatti una nuova piattaforma online integrata nella Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd). Questo strumento permette alle aziende di richiedere l’intervento ispettivo in modo immediato. Per sostenere l’aumento delle richieste, l’Inps prevede inoltre un incremento del numero di medici abilitati alle visite domiciliari, assicurando controlli più tempestivi e capillari sul territorio.

Obblighi procedurali e sanzioni per assenza ingiustificata

I doveri fondamentali relativi alla segnalazione dello stato di salute rimangono invariati. Il medico curante deve trasmettere l’attestato telematico all’istituto previdenziale entro il giorno successivo all’inizio della malattia. Successivamente, la persona assente deve comunicare il numero di protocollo della pratica al proprio datore di lavoro entro 48 ore. L’eventuale assenza ingiustificata alla visita domiciliare comporta l’applicazione immediata di sanzioni economiche e disciplinari, che possono variare dalla perdita dell’indennità per i primi giorni fino alla decurtazione totale del trattamento nei casi di reiterazione.

L’impatto sulla gestione e la produttività aziendale

Le nuove regole si propongono come uno strumento utile per la pianificazione delle attività interne alle aziende. Il fenomeno delle assenze brevi disposte in corrispondenza di “ponti e festività” genera spesso variazioni critiche nella catena produttiva, costringendo i datori di lavoro a sostenere costi aggiuntivi per la sostituzione del personale. L’unificazione dei controlli punta quindi a bilanciare il diritto fondamentale alla salute con l’esigenza aziendale di efficienza, garantendo una maggiore trasparenza nei rapporti di lavoro.