Ancora un raid di Israele su Gaza, mentre viene prorogata la tregua col Libano.
Speranze di pace e venti di guerra a correnti alterne in Medio oriente con l’azione diplomatica degli Stati Uniti.
Prorogata la tregua tra Israele e Libano, ma…
Dopo due giorni di colloqui indiretti tra Libano e Israele, mediati da Washington, le parti hanno annunciato una proroga di 45 giorni della tregua già formalmente in vigore dalla metà di aprile, ma mai realmente consolidata sul terreno.
Il nuovo ciclo di negoziati è previsto per il 2 e 3 giugno, mentre il 29 maggio si terrà al Pentagono un confronto tecnico sulla sicurezza con delegazioni militari dei due Paesi.
Una buona notizia che va però a “cozzare” con quanto accaduto nelle ultime ore sempre in Libano.
Situazione ancora critica nel sud del Libano
In particolare, nella zona a sud del Paese che continua a essere teatro di bombardamenti israeliani con azioni armate di Hezbollah e vaste operazioni di distruzione nelle aree a sud del fiume Litani, dove interi villaggi vengono rasi al suolo con esplosivi e mezzi militari.

Israele ha reso noto che un altro suo militare è stato ucciso in Libano, portando il bilancio complessivo a 19 soldati e un contractor civile morti dall’inizio della nuova fase del conflitto.
Ancora tensione sul fronte di Gaza
Parallelamente si è riacceso anche il fronte di Gaza.
L’aviazione israeliana ha colpito un edificio residenziale nel quartiere di Rimal, a Gaza City, con l’obiettivo dichiarato di eliminare Izz al-Din Haddad, considerato uno dei principali comandanti delle brigate al-Qassam di Hamas nella Striscia.
Secondo fonti della sicurezza israeliana, vi sarebbero primi segnali che il dirigente palestinese sia rimasto ucciso nel raid.

Il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno definito l’operazione “un messaggio a tutti coloro che attaccano Israele”, ribadendo che lo Stato ebraico continuerà a colpire i responsabili degli attacchi del 7 ottobre.
Parole che aumentano i timori per una possibile nuova escalation sia a Gaza sia in realtà anche sul fronte libanese.
La denuncia del Libano, la conta di morti e feriti
Secondo le autorità di Beirut, dall’inizio dell’ultima offensiva il bilancio in Libano è salito a 2.951 morti e circa 9 mila feriti, tra cui centinaia di civili e circa 200 bambini.
Solo nelle ultime 24 ore sarebbero morte 59 persone.

In risposta all’emergenza umanitaria, il Governo italiano attraverso la Farnesina ha annunciato ulteriori aiuti per 15 milioni di euro destinati alla popolazione civile libanese, dopo i 10 milioni già stanziati ad aprile.
Quadro incandescente, l’impegno diplomatico degli Stati Uniti
Intanto, come detto, gli Stati Uniti sono impegnati in queste ore in una importante azione di mediazione.
A Washington, i negoziati ruotano attorno a un nodo centrale: il possibile disarmo di Hezbollah in cambio del ritiro israeliano dal sud del Libano e dalle aree occupate oltre la linea di confine.
Tuttavia Hezbollah, che non partecipa direttamente ai colloqui, accusa il presidente libanese Joseph Aoun di aver accettato trattative con Israele senza che sia stato raggiunto prima un cessate il fuoco totale.

Mahmud Qomati, esponente del Consiglio politico del movimento sciita, ha parlato apertamente di “una minaccia alla sovranità e alla resistenza del Libano”.
Non solo attacchi e morti, ma anche provocazione mediatiche
Ma non solo. Nel Paese ha inoltre suscitato forti polemiche la diffusione sui social di un volantino in ebraico che promuoverebbe attività turistiche e rafting sul fiume Litani, descritto come parte dell’“Alta Galilea”.
Anche se il materiale è stato definito probabilmente falso da alcune fonti israeliane, molti libanesi lo interpretano come un simbolo delle pressioni israeliane sul sud del Paese.
Altre dal mondo, gli Usa uccidono il capo dell’Isis in Nigeria
Intanto dagli Stati Uniti è arrivata la notizia dell’uccisione del capo dell’Isis in Nigeria nel corso di un’operazione militare.
Secondo quanto riportato da fonti accreditate, si è trattato di un’azione condotta con il supporto dell’intelligence americana, in un contesto di crescente offensiva internazionale contro le cellule jihadiste attive nell’Africa occidentale.
Intanto la Flottilla bis si sta avvicinando alle coste palestinesi
Sul fronte del Mediterraneo orientale, invece, la cosiddetta “Flottiglia bis” diretta verso Gaza continua la propria navigazione e si starebbe avvicinando alle coste palestinesi.
L’iniziativa, organizzata da attivisti internazionali, punta a rompere simbolicamente il blocco imposto alla Striscia e ad attirare l’attenzione sulle condizioni umanitarie della popolazione civile.