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Finale Eurovision 2026, Vienna proclamerà il vincitore sabato: scaletta e favoriti

Sal Da Vinci salirà sul palco nella parte finale della serata: l’Italia è prevista come 22esima esibizione su 25, poco prima della chiusura affidata all’Austria padrona di casa

Finale Eurovision 2026, Vienna proclamerà il vincitore sabato: scaletta e favoriti

Vienna si prepara alla grande notte dell’Eurovision Song Contest 2026. Sabato 16 maggio 2026, alle 21, la Wiener Stadthalle ospita la finale della 70esima edizione del concorso musicale europeo, con 25 Paesi in gara e una platea televisiva internazionale attesa ancora una volta enorme.

La finale arriva dopo le due semifinali del 12 e 14 maggio, che hanno completato il quadro dei qualificati insieme ai Paesi già ammessi di diritto: Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Austria, Paese ospitante.

La finale: 25 canzoni per il titolo

La scaletta ufficiale vede aprire la Danimarca, seguita da Germania, Israele, Belgio, Albania, Grecia, Ucraina e Australia. L’Italia salirà sul palco in posizione numero 22, con Sal Da Vinci e il brano “Per Sempre Sì”, poco prima di Norvegia, Romania e Austria, che chiuderà la gara da Paese ospitante.

 

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La collocazione nella parte finale della serata può aiutare in termini di impatto televisivo e memoria del pubblico, anche se all’Eurovision il risultato resta sempre un equilibrio complesso tra performance, voto delle giurie nazionali e televoto. La gara, come sempre, si giocherà in tre minuti: un tempo brevissimo, in cui ogni Paese proverà a trasformare una canzone in un momento televisivo riconoscibile.

Tutti gli artisti in finale

Questi i 25 Paesi in gara nella finale di Vienna, secondo l’ordine ufficiale di uscita comunicato dall’organizzazione:

  1. Danimarca: Søren Torpegaard Lund – “Før Vi Går Hjem”
  2. Germania: Sarah Engels – “Fire”
  3. Israele: Noam Bettan – “Michelle”
  4. Belgio: ESSYLA – “Dancing on the Ice”
  5. Albania: Alis – “Nân”
  6. Grecia: Akylas – “Ferto”
  7. Ucraina: LELÉKA – “Ridnym”
  8. Australia: Delta Goodrem – “Eclipse”
  9. Serbia: LAVINA – “Kraj Mene”
  10. Malta: AIDAN – “Bella”
  11. Repubblica Ceca: Daniel Zizka – “CROSSROADS”
  12. Bulgaria: DARA – “Bangaranga”
  13. Croazia: LELEK – “Andromeda”
  14. Regno Unito: LOOK MUM NO COMPUTER – “Eins, Zwei, Drei”
  15. Francia: Monroe – “Regarde !”
  16. Moldavia: Satoshi – “Viva, Moldova!”
  17. Finlandia: Linda Lampenius x Pete Parkkonen – “Liekinheitin”
  18. Polonia: ALICJA – “Pray”
  19. Lituania: Lion Ceccah – “Sólo Quiero Más”
  20. Svezia: FELICIA – “My System”
  21. Cipro: Antigoni – “JALLA”
  22. Italia: Sal Da Vinci – “Per Sempre Sì”
  23. Norvegia: JONAS LOVV – “YA YA YA”
  24. Romania: Alexandra Căpitănescu – “Choke Me”
  25. Austria: COSMÓ – “Tanzschein”

L’Italia punta sull’impatto emotivo

Per l’Italia, la finale rappresenta una nuova occasione per confermare il peso conquistato negli ultimi anni all’interno dell’Eurovision. Sal Da Vinci porta una proposta fortemente melodica, costruita su una dimensione emotiva e teatrale, più vicina alla tradizione interpretativa italiana che alla ricerca dell’effetto pop internazionale a tutti i costi.

Il brano “Per Sempre Sì” arriva in un contesto competitivo molto vario: ballate, pop elettronico, folk contaminato, rock, rap e performance ad alto impatto scenico.

La favorita è la Finlandia

Alla vigilia della finale, la Finlandia parte da favorita con Linda Lampenius e Pete Parkkonen, in gara con “Liekinheitin”, titolo che significa “lanciafiamme”. La candidatura finlandese è considerata una delle più forti sia dai fan sia dai mercati delle scommesse, anche grazie a una messa in scena molto riconoscibile: fiamme, impatto visivo, contaminazione tra pop e musica classica e la presenza del violino di Lampenius, elemento centrale della performance.

 

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Subito dietro la Finlandia, fra i nomi più osservati, c’è l’Australia di Delta Goodrem con “Eclipse”, una power ballad costruita su una performance molto spettacolare. La cantante australiana ha conquistato la finale con un’esibizione tecnicamente solida e visivamente imponente, confermando l’Australia tra i Paesi più competitivi di questa edizione.

 

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Lo spettacolo e il caso politico

La finale di Vienna, però, non sarà soltanto musica. L’edizione 2026 è segnata da una forte tensione politica legata alla partecipazione di Israele. Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda hanno scelto di boicottare il concorso in protesta contro la presenza israeliana, sullo sfondo della guerra a Gaza.

Alcune emittenti hanno organizzato programmazioni alternative: in Irlanda è prevista la messa in onda di un episodio della sitcom “Father Ted”, in Spagna uno show musicale con artisti locali, mentre in Slovenia è annunciata una serie di documentari su Gaza. Paesi Bassi e Islanda, pur non partecipando alla gara, trasmetteranno comunque la finale.

L’European Broadcasting Union, organizzatrice dell’evento, continua a difendere la natura non politica della manifestazione. Ma l’Eurovision, soprattutto negli ultimi anni, si conferma uno spazio in cui musica, identità nazionale, opinione pubblica e geopolitica finiscono inevitabilmente per sovrapporsi.

Una notte tra pop e diplomazia culturale

Il motto resta “United by Music”, ma la finale 2026 racconta bene quanto sia difficile tenere separati spettacolo e politica. Sul palco ci saranno artisti, coreografie, fuochi, luci e canzoni pensate per colpire in tre minuti. Fuori dal palco, invece, peseranno assenze, proteste e prese di posizione dei broadcaster.