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Calenda: “L’economia va malissimo e voi vi fissate con la legge elettorale”

Magi: "Democrazia rappresentativa a rischio: 120 costituzionalisti hanno firmato un documento"

Calenda: “L’economia va malissimo e voi vi fissate con la legge elettorale”

La discussione sulla nuova legge elettorale riaccende lo scontro politico, ma dentro l’opposizione emergono accenti diversi. Da una parte Carlo Calenda leader di Azione, che accusa maggioranza e centrosinistra di inseguire un dibattito istituzionale lontano dalle urgenze economiche del Paese. Dall’altra Riccardo Magi (+Europa) che vede invece nella riforma un tema decisivo per la tenuta della democrazia rappresentativa.

Il nodo è la proposta di riforma elettorale depositata alla Camera il 26 febbraio 2026 da parlamentari della maggioranza, con l’appoggio del governo. Il testo modifica l’attuale legge Rosato, usata alle politiche del 2018 e del 2022, e introduce un impianto proporzionale con collegi plurinominali, eliminazione della gran parte dei collegi uninominali e un premio di governabilità.

Calenda: “L’economia va malissimo”

La posizione più dura sul piano politico è quella di Carlo Calenda. Il leader di Azione contesta il fatto che il confronto pubblico si concentri sulla legge elettorale mentre, a suo giudizio, il Paese dovrebbe discutere di crescita, inflazione, imprese, salari e instabilità internazionale.

Il senso della sua critica è netto: “L’economia va malissimo e voi vi fissate con la legge elettorale“. In un altro intervento, Calenda aveva parlato di una scelta “demenziale” discutere di regole del voto mentre “l’inflazione sale”, la crescita è ferma e restano aperti diversi fronti di guerra.

Il bersaglio non è solo la maggioranza. Calenda critica l’intero sistema politico, accusato di occuparsi di meccanismi di potere mentre famiglie e imprese affrontano un quadro economico fragile.

Magi: “Rischio per la democrazia rappresentativa”

Diversa, ma non meno critica, la posizione di Riccardo Magi. Per il segretario di +Europa la legge elettorale non è un tema tecnico né secondario, ma riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni. Magi richiama l’appello firmato da 120 costituzionalisti, intitolato “Torniamo alla Costituzione”, che esprime forte preoccupazione per la proposta della maggioranza. Fra i firmatari figurano giuristi ed ex presidenti della Corte costituzionale come Enzo Cheli e Ugo De Siervo, oltre a Roberto Zaccaria.

Secondo Magi, il rischio è quello di comprimere la rappresentanza in nome della governabilità. Da qui l’allarme: “Democrazia rappresentativa a rischio”. Il punto contestato è soprattutto l’idea di attribuire un premio alla lista o coalizione vincente, alterando il rapporto tra voti ottenuti e seggi conquistati in Parlamento.

Cosa prevede la proposta

La riforma in discussione introduce un sistema proporzionale con liste concorrenti in collegi plurinominali, superando l’attuale componente uninominale prevista dal Rosatellum. Il testo prevede un premio di governabilità pari a 70 deputati alla Camera e 35 senatori al Senato, da assegnare alla lista o coalizione che ottenga almeno il 40% dei voti validi al primo turno oppure, in determinate condizioni, attraverso un ballottaggio.

È prevista anche l’indicazione del nome che la lista o coalizione vincente proporrebbe al presidente della Repubblica per l’incarico di presidente del Consiglio. La proposta precisa però che questa indicazione non avrebbe effetti vincolanti sul capo dello Stato.

Il nodo del premio e delle liste

Le critiche si concentrano su tre aspetti: il premio di governabilità, le liste bloccate e il rapporto tra legge elettorale e forma di governo. I costituzionalisti firmatari dell’appello sostengono che nel testo ci siano “rilevanti criticità” e chiedono un ritorno a un impianto più coerente con i principi costituzionali.

Il timore dell’opposizione è che la riforma possa consegnare una maggioranza parlamentare molto ampia a una coalizione che non abbia una maggioranza reale nel Paese. Per i sostenitori della proposta, invece, il premio servirebbe a garantire stabilità di governo e chiarezza del risultato elettorale.

La replica del governo

La ministra per le Riforme Elisabetta Casellati difende l’impianto della riforma e sostiene che la nuova legge “garantirà anche le opposizioni”. Secondo Casellati, la soglia minima per il premio di maggioranza sarà il 40% e alcuni ritocchi al testo potranno essere valutati nel confronto parlamentare.

La maggioranza presenta dunque la riforma come uno strumento per rafforzare la governabilità. Le opposizioni, invece, leggono il testo come un possibile squilibrio a favore della coalizione vincente, soprattutto se combinato con il progetto più ampio del premierato.

Il punto politico

La partita sulla legge elettorale non è quindi soltanto una questione di formule e soglie. È uno scontro sul tipo di sistema politico che l’Italia vuole costruire: più orientato alla governabilità o più attento alla rappresentanza.

In questo quadro, le parole di Calenda e Magi fotografano due anime dell’opposizione. La prima chiede di riportare il dibattito sull’economia reale. La seconda avverte che cambiare le regole del voto può incidere sulla sostanza stessa della democrazia parlamentare.