POLEMICA

Strappo nel Governo, Meloni vede Giuli: rimane “pace armata” sulla Cultura

C'è chi parla di uno "shampoo" del presidente del Consiglio e chi di "chiarimento costruttivo e risolutore"

Strappo nel Governo, Meloni vede Giuli: rimane “pace armata” sulla Cultura

Un po’ come le versioni contraddittorie tra Questura e organizzatori riguardo le manifestazioni di piazza.

E così l’esito del faccia a faccia di ieri, lunedì 11 maggio 2026, tra la premier Giorgia Meloni e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, viene raccontato con narrazioni diverse (in copertina, l’insediamento dopo l’uscita di scena di Sangiuliano).

Tra chi parla di uno “shampoo” del presidente del Consiglio a Giuli e chi parla (attenendosi alle note e versioni ufficiali) di “pace fatta” e “chiarimento costruttivo e risolutore”. 

Ma sono in tanti a pensare che, anche se Giuli (per il momento) rimarrà al proprio posto, il feeling e la fiducia della premier nei suoi confronti sia praticamente ai minimi termini.

Dopo il terremoto dello staff, l’incontro tra la premier e il suo ministro

Un’ora di faccia ieri tra Meloni e Giuli dopo che nel tardo pomeriggio di domenica era trapelata la notizia che il Ministro aveva provveduto ad azzerare la rappresentanza più importante del suo staff, Emanuele Merlino ed Elena Proietti.

Retroscena opposti riportati dalla stampa nazionale. Secondi alcuni, come ad esempio dalle pagine di Roma del Corriere della Sera, Giuli avrebbe ammesso i suoi errori con una esternazione eloquente:

“Ho capito, ho sbagliato. Ho provocato un problema al Governo e al partito”.

Una sorta di mea culpa, alla quale secondo fonti autorevoli la premier, seppur indispettita, ha replicato con toni secchi, ma concilianti:

“Ora però basta errori, ripartiamo con i programmi del mandato”.

Le narrazioni opposte del faccia a faccia a Palazzo Chigi

Ci sono però retroscena raccontati diversamente.

Secondo il Foglio ad esempio, nel suo confronto con la premier, Giuli avrebbe espresso non solo il suo malessere, ma addirittura di sentirsi in qualche modo accerchiato.

Puntando addirittura il dito contro un altro rappresentante, abbastanza quotato, di Fratelli d’Italia.

Di fatto, un suo diretto interlocutore, il presidente della Commissione Cultura alla Camera e responsabile Cultura per FdI, Federico Mollicone.

Da qui, addirittura Giuli avrebbe messo la sua delega nelle mani della Presidente del Consiglio, spiegando, sempre secondo il Foglio, che Merlino fosse una “preziosa” fonte di informazioni proprio per Mollicone ed evidenziando quasi un “remare contro” da parte della Capo di Gabinetto Valentina Gemignani:

Non ce la faccio. Io posso andare via“.

Ma non solo, il quotidiano diretto da Claudio Cerasa dipinge anche la circostanza che il peso dell’impegno nel Governo e al Ministero abbia sopraffatto Giuli:

“Io non volevo. Me lo avete chiesto voi”.

Il terremoto in FdI, cosa era successo

Come ormai noto, nella giornata di ieri il terremoto alla Cultura aveva interessato il siluramento di Emanuele Merlino (“colpevole” di non aver dato il via libera ai finanziamenti ministeriali per il docufilm dedicato alla vita e alla morte di Giulio Regeni) ed Elena Proietti che invece non si era presentata in aeroporto per una trasferta del Ministero della Cultura a New York.

Emanuele Merlino, il primo da sinistro con il Ministro Giuli al centro ed Elena Proietti, penultima a destra

Il primo, un fedelissimo del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari (fedelissimo e uomo di fiducia della premier), la seconda “meloniana di ferro” e donna “forte” di Fratelli d’Italia in Umbria.

Giovambattista Fazzolari

Proprio quest’ultima nelle scorse ore ha esternato tutta la sua delusione:

Elena Proietti con il Ministro Giuli

“Sono stata licenziata attraverso una pec (una mail di posta certificata). Non so il motivo. Non me ne faccio una ragione. Dispiace per il lavoro fatto. La mia mancata partenza per New York? Avevo avuto una colica renale ed ero in ospedale”.

I primi commenti in Fratelli d’Italia, il tentativo di buttare acqua sul fuoco

Nel frattempo, in attesa che Merlino e Proietti vengano “ricollocati” in altri ruoli, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha cercato nelle scorse ore di stemperare i toni e buttare acqua sul fuoco:

Lollobrigida, ministro all'Agricoltura
Francesco Lollobrigida, ministro all’Agricoltura

“Il ministro Giuli ha ritenuto, come è d’altronde suo diritto, modificare l’assetto della sua segreteria. Il gabinetto deve corrispondere alle esigenze funzionali, almeno per alcuni ruoli direttamente dipendenti dal ministro, a un rapporto di totale sintonia. Sono certo che il collega Giuli saprà individuare le persone più idonee”.

E ancora:

“Merlino e Proietti sapranno essere utili in altri ruoli nell’ambito istituzionale poiché la loro esperienza e capacità è, per quanto mi riguarda, indiscussa”.

I commenti dell’opposizione, Renzi chiede a Giuli di farsi da parte

Durissimi in queste ore i commenti dell’opposizione. Per molti il terremoto interno a Fratelli d’Italia è il preludio alla “fine corsa” del Governo.

Per altri la premier e l’Esecutivo sarebbero finiti in una sorta di vicolo cieco.

Ma c’è anche chi nel frattempo, nel caso specifico, chiede al ministro Giuli di farsi da parte. Come il leader di Italia Viva, Matteo Renzi:

“Nelle ultime settimane il Ministro Giuli ha dimostrato tutta la propria arrogante incompetenza. E dopo essere riuscito a farsi dare dell’assenteista persino da uno come Salvini (!), dopo aver dichiarato guerra al cinema e agli intellettuali, dopo aver mandato i commissari ovunque a cominciare da Venezia Giuli oggi licenzia i suoi collaboratori. Che peraltro lui stesso aveva scelto. In questa furia distruttiva a Giuli, cavallo scosso di un palio inutile, rimane solo un ultimo gesto da compiere: licenziare se stesso, non gli altri. Si dimetta subito questo Ministro incompetente e porti la sua tracotante incapacità lontano dal Collegio romano. Il ministero della Cultura non merita un tale scempio”.