Se non è un terremoto poco ci manca. E le ricadute politiche all’interno di Fratelli d’Italia, ma forse anche sul Governo e la coalizione di Centrodestra, sono tutte da verificare.
Di sicuro non è stato il miglior modo per iniziare la settimana (anche se la notizia è iniziata a circolare nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 10 maggio 2026), tanto che la premier Giorgia Meloni pare essere su tutte le furie.
E ora non sono esclusi colpi di scena ancor più clamorosi.
Il Ministro licenzia il suo staff, terremoto in FdI
La vicenda è diventata ormai con il passare delle ore un vero e proprio caso politico.
Perché il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha deciso di azzerare una parte rilevante del proprio staff, aprendo un nuovo fronte di tensione dentro la maggioranza e soprattutto in casa Fratelli d’Italia.

Secondo indiscrezioni circolate appunto dal tardo pomeriggio di ieri, domenica 10 maggio 2026, sarebbero già partiti i provvedimenti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del MiC e considerato molto vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e per Elena Proietti, finora alla guida della segreteria personale del Ministro.

Il siluramento dei collaboratori, cosa è successo
Dietro la decisione di Giuli si intreccerebbero motivazioni ufficiali e ragioni tutte politiche.
A Merlino verrebbe contestata la gestione del caso del documentario dedicato a Giulio Regeni, escluso dai finanziamenti pubblici e poi diventato un boomerang mediatico per il ministero.

Lo stesso Giuli che pur in Parlamento si era in qualche modo giustificato spiegando che il docufilm era già stato bocciato in altre Commissioni, aveva però aggiunto in altre sedi che in effetti “il mancato finanziamento all’opera risultava incomprensibile”.
Ma non solo, dal rappresentante del Governo sarebbero arrivati anche apprezzamenti al documentario.
A Proietti, invece, sarebbe stato imputato di non aver preso parte alla missione newyorkese del Ministro dello scorso mese, compresa la mancata presenza all’aeroporto prima della partenza della delegazione.
La vicenda clou, il documentario su Giulio Regeni
Il caso Regeni aveva già provocato forti imbarazzi al dicastero.
Il documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, diretto da Simone Manetti, era finito al centro delle polemiche dopo l’esclusione dai fondi pubblici, nonostante le pressioni del produttore e le proteste delle opposizioni.
Come detto, lo stesso Giuli, durante la cerimonia dei David di Donatello al Quirinale, aveva definito “inaccettabile” la mancata assegnazione del sostegno economico, promettendo correttivi e nuove forme di finanziamento per il progetto.
Lo sgarbo a Meloni (Giorgia e Arianna) e Fazzolari
Ma il retroscena politico sarebbe ancora più pesante.
Secondo fonti interne alla maggioranza, il Ministro avrebbe informato della sua decisione shock soltanto Arianna Meloni (ma comunque a cose ormai fatte), lasciando fuori proprio Fazzolari, che considera Merlino uno dei suoi uomini più fidati.

Una scelta che avrebbe provocato irritazione ai piani alti di Palazzo Chigi.
L’ira del sottosegretario sarebbe stata doppia anche per un altro motivo: negli ultimi mesi Merlino aveva fatto asse con Giuli nella partita, tutta interna alla destra culturale, contro Pietrangelo Buttafuoco sulla questione della presenza russa alla Biennale di Venezia.

Uno scontro che aveva già scavato profonde divisioni tra il ministero e alcuni ambienti vicini al Governo.
Il malessere in Fratelli d’Italia
Nel partito della premier Giorgia Meloni starebbe crescendo il malcontento per la gestione del dicastero.
Tra i dirigenti di FdI c’è chi sostiene che, col senno di poi, sarebbe stato preferibile portare Gianmarco Mazzi alla Cultura e tenere Daniela Santanchè al Turismo, evitando l’attuale clima di tensione.

A pesare sulle ultime mosse del ministro ci sarebbe anche una questione personale e politica.
Giuli “disinvolto” perché silurato alle Politiche 2027?
Negli ambienti parlamentari circola infatti la voce che Giuli avrebbe agito in maniera così “disinvolta” perché gli sarebbe stato fatto capire come una candidatura alle elezioni politiche del 2027 sia tutt’altro che scontata, anzi altamente improbabile.
Un quadro che avrebbe spinto il Ministro ad accelerare una serie di regolamenti di conti interni e a consolidare il controllo sulla sua area di competenza prima della prossima fase politica.
Uno stato dell’arte che potrebbe avere ripercussioni ancora più immediate perché sono in molti a giurare che lo stesso Giuli potrebbe essere presto “accompagnato alla porta” ed essere destituito delle sue deleghe al Ministero, mentre Fazzolari si sta muovendo in tutti i modi per “salvare” almeno Merlino.