E’ un record. E come spesso accade quando le cose sono strane, riguarda il nostro Paese.
E se fossimo sulle pagine della settimana enigmistica, questa notizia finirebbe dritta dritta nella rubrica “Incredibile ma vero”.
Perché quella che è arrivata in queste ore da Venezia è una notizia destinata decisamente a fare il giro del mondo, a far discutere e forse a creare polemiche.
Di sicuro ad aprire un dibattito.
Primo caso di dipendenza da Intelligenza Artificiale
Secondo quanto riportato infatti dal quotidiano locale Il Gazzettino, c’è infatti una prima paziente a essere presa in carico dal Servizio sanitario nazionale per le dipendenze.
La diagnosi? Una “dipendenza comportamentale da IA“. Ovvero appunto, l’Intelligenza Artificiale.
Si tratta di una giovane di 20 anni che con l’intelligenza artificiale avrebbe di fatto instaurato un rapporto di dipendenza tale da portarla a “isolarsi dal mondo”, dalla famiglia, dagli amici e a dare totale fiducia al rapporto con la “consulenza” e il dialogo con ChatGpt.
Secondo quanto si è appreso, un isolamento diventato via via più “totalizzante”, tanto da essere appunto identificato come “tossico” dal Servizio per le dipendenze.
Una vicenda emblematica, il commento degli esperti
Una situazione monitorata sempre più attentamente dagli esperti. La vicenda della giovane ventenne di Venezia potrebbe non essere un caso isolato.
Anche se la “singolarità” della tematica (il Serd si occupa delle dipendenze da droghe, alcol, gioco d’azzardo) pone medici, psicologi e operatori del settore ad approcciarsi in un modo differente al problema, con tutte le sue sfaccettature e peculiarità del caso.
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