EQUILIBRI IN BILICO

Centrodestra tra sondaggi e riforme: le tre sfide che agitano la maggioranza

Il nodo Vannacci, l’incognita della legge elettorale e il rigore UE scaldano il dibattito prima della pausa estiva

Centrodestra tra sondaggi e riforme: le tre sfide che agitano la maggioranza

Sono giornate di riflessione e valutazioni anche nel Centrodestra.

Un occhio ai sondaggi, il nodo Vannacci e quello della nuova legge elettorale.

In più, qualche schermaglia sulle azioni di Governo da portare avanti nell’immediata quotidianità (su tutte il patto di stabilità imposto dall’Ue) e nel breve periodo da qui alle Politiche del settembre 2027.

Tanto basta a rendere la scansione del calendario verso le vacanze estive decisamente “elettrico”.

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I sondaggi (stabili) degli ultimi giorni, il Centrodestra resta avanti ma…

Nonostante il recente referendum sulla giustizia promosso dalla maggioranza di Governo si sia concluso con un risultato deludente per l’esecutivo, gli equilibri politici italiani sembrano essere cambiati solo marginalmente.

A differenza di quanto avvenne nel 2016 con il referendum costituzionale del Governo di Matteo Renzi  questa volta l’impatto politico appare molto più contenuto.

Del resto, sin dall’inizio, Giorgia Meloni aveva chiarito che l’esito della consultazione non avrebbe avuto conseguenze sulla durata della legislatura.

Una linea che, alla luce del voto, ha contribuito a contenere possibili contraccolpi politici.

Fratelli d’Italia resta primo partito

Gli ultimi sondaggi mostrano infatti una situazione sostanzialmente stabile, anche se tutti i partiti della maggioranza appaiono in leggero calo.

Fratelli d’Italia (28,6%) continua a mantenere il primato, pur registrando una lieve flessione rispetto ai mesi precedenti.

Cosa dirà (e perché) Giorgia Meloni il 9 aprile nell'intervento calendarizzato in Parlamento
Giorgia Meloni

Alle sue spalle resta il Partito democratico guidato da Elly Schlein (21,5%), mentre il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte si conferma stabilmente terza forza politica (13%).

conte schlein
Giuseppe Conte ed Elly Schlein

Più indietro si collocano Forza Italia (8%) e Lega (7,8%), con il partito di Matteo Salvini che continua a mostrare segnali di difficoltà nei consensi, superato proprio dagli azzurri.

Il vicepremier, Ministro alle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini

L’effetto Vannacci sul centrodestra

Tra gli elementi nuovi emersi nelle rilevazioni c’è la crescita del progetto politico legato a Roberto Vannacci.

Il generale ed europarlamentare Roberto Vannacci

Il movimento “Futuro Nazionale” si attesterebbe attorno al 4%, superando diverse forze centriste già presenti in Parlamento.

Un dato che viene osservato con attenzione proprio all’interno del Centrodestra.

La possibile presenza di Vannacci nella futura coalizione apre infatti interrogativi politici non secondari, in particolare dentro Forza Italia, dove esistono sensibilità molto differenti rispetto ai toni e alle posizioni dell’ex generale.

Il tema potrebbe diventare ancora più delicato nel momento in cui si arriverà alla definizione della nuova legge elettorale: con soglie di sbarramento e premi di maggioranza, anche forze minori potrebbero diventare strategiche per gli equilibri parlamentari.

Legge elettorale, il Centrodestra cerca una sintesi

Proprio la riforma elettorale rappresenta uno dei dossier più complessi per la maggioranza.

Nel Centrodestra il confronto è aperto, ma non tutte le forze sembrano avere la stessa fretta di chiudere.

Se Fratelli d’Italia spinge per un sistema capace di garantire stabilità e governabilità (il cosiddetto “Stabilicum”), dentro Forza Italia ad esempio prevale una maggiore cautela.

Alcuni dirigenti azzurri temono infatti che un premio di maggioranza troppo elevato possa finire per rafforzare ulteriormente il partito della premier, ridimensionando gli alleati.

Il vicesegretario di FI Stefano Benigni ha osservato, soffermandosi anche sulla questione del premio di maggioranza:

Stefano Benigni, vicesegretario di Forza Italia

“C’è la consapevolezza del fatto che la legge sia perfettibile dal punto di vista tecnico e da quello delle valutazioni politiche. Siamo disponibili a ragionare su tutto, anche sulla riduzione del tetto al premio o sulla revisione della portata del medesimo. A patto che si resti nei confini dell’obiettivo che ci siamo posti”.

Nelle ore successive, il leader di Forza Italia Antonio Tajani ha convocato dirigenti e parlamentari azzurri.

Antonio Tajani

Il vicepremier ha confermato la linea di lealtà e collaborazione con Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, ma senza fretta, senza strappi, senza fughe in avanti. 

Il tutto mentre la Lega e Matteo Salvini osservano senza esprimere giudizi pubblici.

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