A tre settimane e mezzo dalla notizia di due soldati israeliani che hanno abbattuto un crocifisso di Gesù Cristo, colpendo poi la testa con una mazza, un altro membro dell’esercito di Tel Aviv è finito nell’occhio del ciclone per un episodio simile contro una figura religiosa cristiana.
Il fatto è avvenuto ancora una volta nel villaggio cristiano di Debel, a sud del Libano, regione del Paese in cui sono in corso gli attacchi contro Hezbollah, cioè l’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista.
Un militare, infatti, è stato fotografato mentre metteva una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria. La sua immagine, che lo mostra con un braccio attorno alla scultura e l’altro con la sigaretta accesa proprio davanti al viso della Madonna, è stata condivisa in Rete e rilanciata dalla testata Times of Israel, diventando virale sui social media.
L’IDF indaga
Sul caso è stata subito chiesta una dichiarazione da parte dell’IDF, sigla con cui si indicano le Forze Israeliane di Difesa. Qui di seguito, ecco cosa è stato reso noto da un portavoce:
“L’incidente sarà oggetto di indagini e saranno prese misure di comando contro il soldato in base ai risultati”. Oltre a ciò, l’esercito considera “l’incidente con la massima severità e sottolinea che la condotta del soldato si discosta completamente dai valori che ci si aspetta dal suo personale”.
Da una prima analisi sull’immagine, è stato riferito che lo scatto è stato realizzato alcune settimane prima rispetto al momento in cui è stato diffuso e ricondiviso massivamente sulla Rete.
L’IDF si è poi subito mossa per condannare l’accaduto, ribadendo di “rispettare la libertà di religione e di culto, nonché i luoghi santi e i simboli religiosi di tutte le religioni e comunità“, aggiungendo inoltre di non avere “alcuna intenzione di danneggiare le infrastrutture civili, compresi gli edifici religiosi o i simboli religiosi“.
Il crocifisso abbattuto e colpito con una mazza
Come anticipato, non è la prima volta che un membro dell’esercito israeliano finisce al centro di una polemica per comportamenti irrispettosi nei confronti di figure religiose cristiane.
A fine aprile, infatti, due soldati si erano resi protagonista di un caso in cui un crocifisso di Gesù Cristo è stato abbattuto e colpito al volto con una mazza proprio nel villaggio di Debel.
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In quell'occasione, non appena l'immagine ha fatto il giro di Internet, venendo poi confermata dall'autorità israeliane, persino il Presidente Benjamin Netanyahu aveva manifestato la sua sorpresa:
"Sono rimasto scioccato e addolorato nell’apprendere che un soldato dell’IDF ha danneggiato un’icona religiosa cattolica nel sud del Libano. Condanno l’atto nei termini più forti".
L'episodio è finito subito all'attenzione delle massime cariche dell'IDF, che hanno indagato su quanto successo, prendendo poi seri provvedimenti contro i responsabili.
In base a ciò che si legge sulla stampa in merito al caso, i due soldati avrebbero ricevuto 30 giorni di detenzione militare e sarebbero stati rimossi dal servizio di combattimento.