DIBATTITO

Riunione di maggioranza su crisi energetica: Lega e FI rilanciano sul nucleare

Il Pd intanto attacca su legge elettorale ("No superpremio di maggioranza")

Riunione di maggioranza su crisi energetica: Lega e FI rilanciano sul nucleare

Nella mattinata di mercoledì 6 maggio 2026, a Palazzo Chigi, si è tenuto un vertice di maggioranza al quale hanno partecipato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati. Nella riunione tra i partiti del Centrodestra, il tema centrale è stato quello della situazione geopolitica internazionale che sta avendo importanti conseguenze sulla crisi energetica.

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Giorgia Meloni

Discussione sul nucleare

Come riferito dall’Ansa, che cita fonti di maggioranza, innanzitutto è emersa la volontà di continuare a lavorare con l’Europa nel dialogo con gli USA, per favorire una soluzione diplomatica nella guerra in Iran.

Il punto principale della riunione di Centrodestra ha riguardato però la necessità di ridurre la dipendenza da fonti esterne, accelerando il percorso verso il nucleare.

“I presenti hanno quindi esaminato le priorità e i possibili provvedimenti da adottare nei prossimi mesi, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale e fronteggiare l’attuale fase di emergenza” ha spiegato una nota della maggioranza al termine della riunione.

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Matteo Salvini, ministro ai Trasporti, intervenendo al convegno “Agenda Italia: Nucleare, la sfida energetica per la crescita del Paese”, ha dichiarato:

“Nella riunione a Chigi uno dei principali temi è stato il tema dell’energia, le crisi internazionali confermano che non possiamo più essere dipendenti, ora noi siamo dipendenti, il nucleare è una scelta, essere contro vuol dire essere contro i nostri figli, quindi si deve dire sì al nucleare. Su questo si è perso troppo tempo, siamo a tre anni di legislatura”.

Il segretario della Lega, su altri argomenti, ha poi aggiunto:

“Non abbiamo minimamente parlato delle nomine” in Consob e all’Antitrust, mentre sulla legge elettorale “procederemo dritti”.

Proprio su quest’ultimo punto, l’Ansa riferisce da fonti di maggioranza che nella riunione è emersa la volontà di proseguire nel dialogo con le opposizioni.

Legge elettorale, opposizioni all’attacco

Ma proprio sul tema della legge elettorale, le opposizioni si sono messe di traverso, che rispondono con un no secco alla proposta del Centrodestra.

Nella maggioranza si attende la fine delle audizioni, ora in corso in commissione alla Camera, per poi valutare nel merito le possibili correzioni da apportare al testo. L’obiettivo resta quello di approvare la riforma, col via libera della Camera prima della pausa estiva.

L’agenzia AGI riferisce che tra le ipotesi di modifica c’è la proposta di FI di non attribuire il premio di maggioranza qualora, dopo le elezioni, si determinino due maggioranze diverse tra Camera e Senato.

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L’idea è di lasciare il proporzionale puro e rimettere nelle mani del Capo dello Stato, dopo le dovute consultazioni, la scelta su come procedere. Presupposto del ragionamento è l’eliminazione del ballottaggio, ora previsto dal testo depositato alla Camera, elemento su cui ci sarebbe la convergenza di tutti gli alleati.

Tra i punti in discussione c’è il “premio di maggioranza“: per il Centrodestra non si tocca, anche se l’intervento si può fare sulle modalità di attribuzione. In questo senso il Partito Democratico va all’attacco dicendo no a un “superpremio di maggioranza”.