Agricoltura

Tutti in difesa del proprio riso, tranne l’Unione europea

Filippine e Marocco si stanno tutelando per ridurre l’import

Tutti in difesa del proprio riso, tranne l’Unione europea

L’Ente Nazionale Risi ha emesso un comunicato in cui evidenzia come sempre più paesi nel mondo si stanno mobilitando contro le importazioni di riso a prezzi stracciati. Il problema, infatti, non è solo italiano e dell’Unione europea, ma sta coinvolgendo molte altre nazioni che si trovano nella nostra stessa situazione.

«Stiamo parlando, in particolare, si legge nel comunicato – delle Filippine e del Marocco che a metà aprile hanno notificato all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) di aver avviato un’indagine che mira a determinare se l’aumento delle importazioni di riso stia causando, o minacci di causare, un grave danno all’industria nazionale. Nel corso dell’indagine di salvaguardia, gli importatori, gli esportatori e le altre parti interessate potranno presentare prove e osservazioni e replicare alle argomentazioni delle altre parti».

Un membro dell’OMC può adottare una misura di salvaguardia (ovvero limitare temporaneamente le importazioni di un prodotto) solo se si accerta che l’aumento delle importazioni sta causando, o minaccia di causare, un grave svantaggio.

Secondo l’Ente Risi è probabile che, a breve, anche gli Stati Uniti invieranno una notifica simile all’Organizzazione Mondiale del Commercio, perché 17 membri del Congresso hanno sottoscritto una richiesta di intervento indirizzata al rappresentante commerciale degli USA, l’ambasciatore Jamieson Greer, nella quale si lamentano della concorrenza sleale dell’India che sovvenziona pesantemente il proprio mercato del riso, creando un danno per i coltivatori di riso statunitensi. E non si tratterebbe solo dell’India perché, secondo i membri del Congresso, sarebbero coinvolte in politiche, atti o pratiche sleali anche altre nazioni: la Thailandia, il Vietnam, la Cina, il Brasile e pure l’Unione europea.

«La guerra commerciale è ormai deflagrata in tutto il mondo – conclude il comunicato – Ma l’Unione europea sonnecchia e sta a guardare, quasi compiacendosi nel perbenismo e nel rispetto di regole evidentemente anacronistiche. Il minimo che ci si possa aspettare è che anche l’Unione europea apra un’indagine sulle importazioni di riso, che per il 60% dei quantitativi entra a dazio zero. Perché la situazione di sofferenza del settore è sotto gli occhi di tutti».