Papa Leone XIV ci mette ancora la faccia. Era già successo dopo il primo attacco pubblico di Trump e anche questa volta la replica non è tardata ad arrivare.
Papa Leone risponde al terzo attacco di Trump
Le parole del Santo Padre sono state chiare e concise, esattamente come fatto qualche settimana fa:
“La missione della Chiesa predicare il Vangelo, predicare la pace. Chi mi critica per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità“.
Si è espresso così il Pontefice ai microfoni dei giornalisti che lo hanno incrociato all’uscita di Castel Gandolfo. Le domande della stampa non potevano che riguardare l’ennesimo commento del Presidente degli Stati Uniti, il quale ha nuovamente criticato le parole di Prevost circa la fine delle ostilità in Medio Oriente.
“Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare, non penso sia una buona cosa”.
E’ così che Trump ha parlato martedì 5 maggio 2026, durante un’intervista per l’emittente USA Salem News.
Trump: “Penso che il Papa stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Pensa che sia perfettamente accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare”.
Al massimo, penserà che sei un perfetto idiota. Come la maggior parte del mondo, in fondo.pic.twitter.com/X2Jqm5DIMu
— Giovanni Rodriquez (@GiovaQuez) May 5, 2026
Papa Leone XIV ha atteso giusto poche ore prima di replicare, dicendo la sua anche sul tema delle armi nucleari:
“La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi non c’è nessun dubbio. Spero semplicemente essere ascoltato per il valore della parola di Dio”.
Papa Leone XIV risponde a Trump: «Se qualcuno vuole criticarmi lo faccia con la verità» pic.twitter.com/Ipz3dc243p
— Marco Fattorini (@MarcoFattorini) May 5, 2026
Nelle “puntate precedenti”, invece, Trump aveva prima definito “debole contro la criminalità e pessimo in politica estera“, aggiungendo poi di non volersi scusare perché il Santo Padre “ha torto“. Dal canto suo, il Pontefice, pure ribattendo di non “aver paura di Trump”, ha ripetutamente rifiutato di entrare in polemica diretta con il Presidente degli Stati Uniti.
Domani Rubio a Roma
Ricordiamo che questo terzo attacco di Trump al Pontefice è arrivato a 48 ore dalla visita istituzionale di Marco Rubio a Roma. Il Segretario di Stato degli Stati Uniti sarà infatti nella Capitale tra giovedì 7 e venerdì 8 maggio 2026, dove incontrerà prima Papa Prevost e il cardinale Pietro Parolin (Segretario dello Stato vaticano) e poi alcune cariche governative italiane, cioè la Premier Meloni e i ministri Crosetto e Tajani.

Lo scopo di questo viaggio è diplomatico, volto a ribadire l’alleanza tra le parti. Tuttavia, la presenza di Rubio è stata letta anche come occasione per ricucire i rapporti USA-Vaticano e USA-Italia, alla luce soprattutto dei recenti attacchi di Trump sia al Santo Padre, sia alla Presidente del Consiglio Meloni. Sul tavolo, presumibilmente, anche la discussione relativa al diniego della base di Sigonella agli Stati Uniti.
Tra le figure istituzionali che hanno rilasciato dichiarazioni riguardo l’ultima offensiva di Trump al Papa ci sono stati il cardinale Parolin e il ministro Tajani, che Rubio incontrerà nei suoi giorni a Roma.
Il primo si è espresso proprio a stretto giro rispetto alle parole del Presidente USA:
“Il Papa ha già risposto, io non aggiungerei nulla. Ha dato una risposta molto cristiana diciamo, dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige, e cioè di predicare la pace. Che questo possa piacere o non possa piacere è un discorso. Capiamo che non tutti sono sulla stessa linea, però, diciamo, quella è la risposta del Papa”.
Il secondo, invece, ha affidato un pensiero ai social:
“Gli attacchi nei confronti del Santo Padre, capo e guida spirituale della Chiesa cattolica, non sono né condivisibili né utili alla causa della pace. Ribadisco il sostegno ad ogni azione e parola di Papa Leone, le sue sono testimonianze in favore del dialogo, del valore della vita umana e della libertà. Una visione che condivide anche il nostro Governo, impegnato attraverso la diplomazia a garantire stabilità e pace in tutte le aree dove ci sono conflitti”.